DELIBERAZIONE
del 21 giugno 2001.
Diritti
sul progetto dell’appalto concorso
In
relazione ad una serie di fattispecie si è posto il problema della proprietà
del progetto nel caso di appalto concorso. E’, infatti, pacifico che
nell’ipotesi di concorso di progettazione o di affidamento di incarico di
progettazione la proprietà del progetto passa all’amministrazione.
Nel
caso di appalto concorso la dottrina ha rilevato che il sistema comporta la
predisposizione di un progetto di massima da parte dell’amministrazione ed il
suo successivo completamento in collaborazione con i concorrenti alla gara. Esso
perciò mira a rendere possibile o ad agevolare nella preparazione dei progetti
e nella esecuzione delle opere e delle forniture dello Stato la collaborazione
dei privati dei quali l’esperienza, l’iniziativa e l’intelligenza sono
messe a profitto dell’amministrazione; inoltre produce una selezione spontanea
tra le ditte che partecipano a progetti di grande importanza.
Questa
impostazione trova, altresì, conforto in precise indicazioni giurisprudenziali.
Il Consiglio di Stato già dal 1989 (sezione VI - 22 aprile n. 474) ha
testualmente affermato: “divenendo il progetto, dopo la presentazione, un bene
di pertinenza dell’amministrazione, non è neppure sostenibile la
configurazione di un “diritto” dello stesso aggiudicatario a darvi intera
esecuzione. Più di recente il Consiglio di giustizia amministrativa regione
siciliana 6 marzo 1998 n. 131 ha anch’esso testualmente affermato: “del
resto, nell’appalto concorso non esiste alcun diritto dell’aggiudicatario su
progetto da lui redatto, che diviene, dopo la presentazione, un
bene di pertinenza dell’amministrazione né è neppure sostenibile la
configurazione di un diritto soggettivo dello stesso aggiudicatario a darvi
intera esecuzione”.
Definita
in tal modo la questione di massima prospettata, le accessorie e molteplici
implicazioni o pretese che possono concretamente derivarne andranno risolte
sulla base dell’indicato principio e tenendo conto degli altri dati esistenti
nell’ordinamento (diritto di autore, audizione del progettista nella
predisposizione delle varianti, ecc.).
Data l’importanza della questione il Consiglio manda al Servizio Stampa di dare diffusione della presente delibera inviandola alla stampa e curandone l’inserimento nel sito Internet dell’Autorità. Il Servizio Ispettivo curerà la trasmissione della stessa ai firmatari dei protocolli d’intesa.