43 - Manuale di Statistica

 

 

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Capitolo Secondo   Distribuzioni di frequenza

 

Paragrafo 1. Distribuzioni semplici

 

frequenze.xls

 

Non esiste una funzione predefinita in Excel per ottenere le frequenze relative, le frequenze cumulate assolute e le frequenze cumulate relative.

Inseriamo in un foglio Excel le frequenze assolute riportate nella seconda colonna della tabella 2 nelle celle da A2 ad A8, quindi, effettuiamo la somma di tali valori digitando nella cella A9:

=SOMMA(A2:A8)

Per calcolare le frequenze relative ricorreremo all’operatore di divisione /, per cui, ad esempio, per calcolare la prima frequenza relativa, nella cella B2 digitiamo:

=A2/$A$9

per ottenere le restanti trasciniamo la selezione fino alla cella B8.

Per calcolare le frequenze cumulate assolute ci serviremo della funzione SOMMA la cui sintassi è SOMMA(num1;num2; ...); nella cella C2 digitiamo =A2, quindi, per ottenere la prima frequenza cumulata assoluta, nella cella C3 digitiamo:

=SOMMA($A$2:$A3)

per ottenere le restanti trasciniamo la selezione fino alla cella C8.

Per calcolare le frequenze cumulate relative ci serviremo della funzione SOMMA la cui sintassi è SOMMA(num1;num2; ...); nella cella D2 digitiamo =B2, quindi, per ottenere la prima frequenza cumulata relativa, nella cella D3 digitiamo:

=SOMMA($B$2:$B3)

trasciniamo la selezione fino alla cella D8.

 

 

Capitolo Terzo   Rappresentazioni grafiche

 

Paragrafo 5. Diagrammi circolari

 

torta.xls

 

Il foglio illustra come ottenere un areogramma per settori circolari, altrimenti detto grafico a torta.

Si riportano in un foglio Excel nelle celle dalla A2 alla A6 e nelle celle dalla B2 alla B6, rispettivamente, le province della Campania e le relative superfici.

Si deve procedere, quindi, con la creazione guidata del grafico.

Selezionare tutte le caselle in cui sono inseriti i dati.

Digitare il tasto .

In «Tipo di grafico» scegliere «Torta».

Procedere con il tasto «Avanti>».

Digitare il tasto «Fine».

 

 

Paragrafo 9. Diagrammi in coordinate polari

 

diagramma in coordinate polari.xls

 

Per costruire un diagramma in coordinate polari per la distribuzione riportata nella tabella 9:

Si immettono i dati concernenti il numero di viaggi relativi ai diversi mesi dell’anno.

Si selezionano i dati (escludendo dalla selezione le denominazioni «Mesi» e «Numero

viaggi»).

Digitare il tasto .

In «Tipo di grafico» scegliere «Radar».

Per far sì che l’intervallo di dati nel grafico sia compreso tra 0 e 120, con dati equidistanti tra loro, selezionare l’asse dei valori e in «Formato asse», selezionare «Scala», quindi, digitare in:

 «Valore minimo» il numero 0;

— «Valore massimo» il numero 120;

— «Unità principale» il numero 20.

 

 

Capitolo Quarto   I rapporti statistici

 

Paragrafo 1. Introduzione

 

rapporti di ripetizione e di durata.xls

 

Il foglio elettronico illustra le modalità di determinazione dei rapporti di ripetizione e dei loro reciproci, i rapporti di durata.

 

Paragrafo 2. Variazione assoluta e relativa

 

variazioni assolute e relative percentuali.xls

 

Il foglio elettronico illustra le modalità di determinazione delle variazioni assolute e le variazioni relative percentuali.

A tal fine inseriamo i dati nelle celle dalla A2 alla C9.

Per calcolare le variazioni assolute ricorreremo all’operatore di differenza –, per cui, ad esempio, per calcolare la prima variazione assoluta, nella cella D2, digitiamo:

=C2-B2

per ottenere le restanti trasciniamo la selezione fino alla cella D9.

Per calcolare le variazioni relative ricorreremo agli operatori di divisione / e all’operatore di moltiplicazione *, per cui, ad esempio, per calcolare la prima variazione relativa, nella cella E2, digitiamo:

=D2/B2*100

per ottenere le restanti trasciniamo la selezione fino alla cella E9.

 

Capitolo Quinto   Gli indici di posizione

 

Paragrafo 3. La media aritmetica

 

media aritmetica.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della media aritmetica della serie: 12, 15, 19, 23, 28.

 

 

media aritmetica ponderata.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della media aritmetica della distribuzione riportata nella tabella 1 del capitolo.

 

 

Paragrafo 4. La media armonica

 

media armonica.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della media armonica della serie: 12, 15, 19, 23, 28.

 

 

Paragrafo 5. La media geometrica

 

media geometrica.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della media geometrica della serie: 12, 15, 19, 23, 28.

 

Paragrafo 6. La media quadratica

 

media quadratica.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della media quadratica della serie: 12, 15, 19, 23, 28.

Non esistendo, in Excel, la funzione predefinita per la media quadratica, la stessa è stata ottenuta ricorrendo alle funzioni RADQ, SOMMA e all’operatore di elevamento a potenza ^.

 

Paragrafo 8. La moda

 

moda.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della moda della serie: 13, 13, 15, 16, 16, 17, 18, 18, 19, 22, 23, 23, 23, 26, 26, 45.

 

Paragrafo 9. La mediana

 

mediana.xls

 

Il foglio illustra la determinazione della mediana della serie: 13, 13, 15, 16, 16, 17, 18, 18, 19, 22, 23, 23, 23, 26, 26, 45.

 

Paragrafo 10. I quantili

 

quartili.xls

 

Il foglio illustra la determinazione dei tre quartili della serie: 13, 13, 15, 16, 16, 17, 18, 18, 19, 22, 23, 23, 23, 26, 26, 45.

 

 

Capitolo Sesto    Gli indici di variabilità

 

Paragrafo 4. Gli scostamenti medi

 

scostamento medio dalla media aritmetica.xls

 

Il foglio illustra la determinazione dello scostamento medio dalla media aritmetica della serie: 3, 5, 15, 23, 28. La funzione di Excel predefinita ha la seguente sintassi:

MEDIA.DEV (num1; num2; …)

 

Paragrafo 5. La varianza, lo scarto quadratico medio e la devianza

 

 

devianza, varianza e s.q.m..xls   per un insieme di numeri

 

Il foglio illustra la determinazione della devianza, della varianza e della deviazione standard dell’insieme: 4,5; 6,2; 7,8; 10,4; 15,9.

Le funzioni statistiche predefinite di Excel sono:

— la devianza, la cui sintassi è DEV.Q(num1;num2;…);

— la varianza sulla base dell’intera popolazione, la cui sintassi è VAR.POP(num1;num2;…);

— la deviazione standard o scarto quadratico medio sulla base dell’intera popolazione, la cui sintassi è DEV.ST.POP.VALORI(val1;val2;…).

 

devianza, varianza e s.q.m..xls    per una distribuzione di frequenza

 

Per calcolare gli indici richiesti dall’ESEMPIO appena proposto con un foglio elettronico, non esistendo funzioni statistiche predefinite in Excel per una distribuzione di frequenza, utilizzeremo i vari operatori del foglio.

Inseriamo i dati nelle celle dalla A1 alla B7.

Calcoliamo la media aritmetica della distribuzione (per ottenere gli scarti); a tal fine, nelle celle dalla C2 alla C7 calcoliamo i prodotti dei valori centrali di ciascuna classe per le rispettive frequenze. Nella cella C2 digitiamo:

=A2*B2

trasciniamo la selezione fino alla cella C7. Rapportando la somma di tali prodotti (ottenuta nella cella C9) alla somma delle frequenze (ottenuta nella cella B9) calcoliamo, nella cella C10, la media aritmetica.

Calcoliamo gli scarti dalla media aritmetica nelle celle dalla D2 alla D7, quindi i quadrati degli scarti nelle celle dalla E2 alla E7, successivamente i prodotti dei quadrati degli scarti per le rispettive frequenze nelle celle dalla F2 alla F7.

Calcoliamo la devianza nella cella F11 come somma dei quadrati degli scarti.

Calcoliamo la varianza nella cella F12 come rapporto tra devianza (cella F11) e totale delle frequenze (cella B9).

Calcoliamo lo scarto quadratico medio nella cella F13 come radice quadrata della varianza (cella F12). A tal fine digitiamo:

=RADQ(F12)

 

Paragrafo 6. Le differenze medie

 

differenze medie.xls

 

Il foglio illustra le modalità di determinazione delle differenze medie per la serie di numeri: 2,8; 3,5; 4,6; 5,3; 7,9.

 

 

Capitolo Settimo Gli indici di forma

 

Paragrafo 2. Asimmetria

 

indice di asimmetria di Fisher.xls

 

Il foglio illustra la modalità di determinazione dell’indice di asimmetria di Fisher per l’insieme: 5, 7, 11, 22, 25, 24, 20, 14, 13, 8, 7, 5, 4, 1.

Per calcolare l’indice, la procedura è la seguente:

Nelle celle dalla A2 alla A14 riportiamo la successione.

Nella cella A19 calcoliamo la media aritmetica della successione.

Nella cella A20 calcoliamo lo scarto quadratico medio della successione.

Nella cella B2 calcoliamo lo scarto standardizzato rispetto al primo dato della successione; a tal fine digitiamo:

=(A2-$A$19)/$A$20

e trasciniamo la selezione fino alla cella B15, per ottenere tutti gli scarti standardizzati.

Nella cella C2 calcoliamo il cubo dello scarto standardizzato rispetto al primo dato della

successione; a tal fine digitiamo:

=POTENZA(B2;3)

e trasciniamo la selezione fino alla cella B15, per ottenere tutti i cubi degli scarti

standardizzati.

Nella cella C16 calcoliamo la somma di tali cubi.

 

Paragrafo 3. Grafico a scatola (box plot)

 

box plot.xls

 

Nel testo sono riportate le varie fasi in cui si elabora un foglio per la costruzione di un grafico a scatola (box plot) per la distribuzione riportata nella tabella di cui al paragrafo.

Il primo foglio riporta i dati e gli indici di posizione necessari.

Si deve procedere, quindi, con la creazione guidata del grafico:

— selezionare le caselle dalla E8 alla H12;

— digitare il tasto ;

— in «Tipo di grafico» scegliere «Linee»;

— procedere con il tasto «Avanti>»;

— selezionare «Serie in righe»;

— digitare il tasto «Fine».

A questo punto appare il secondo foglio riportato nel testo.

Dal grafico si devono rimuovere le linee che congiungono i valori minimi, con i quartili, le mediane e i valori massimi.

A questo punto:

selezionare ciascuna linea;

posizionarsi sul menu «Formato»;

scegliere «Serie di dati selezionati»;

posizionarsi sul quadro «Motivo»;

attivare l’opzione «Linea - Assente»;

posizionarsi sul quadro «Opzioni»;

selezionare le due voci «Linee di Min-Max» e «Barre cresc.-decresc.».

Quindi, appare il box plot con una legenda accanto.

 

Paragrafo 4. Curtosi

 

indice di curtosi di Fisher.xls

 

Il foglio illustra la modalità di determinazione dell’indice di curtosi di Fisher per l’insieme: 5, 7, 11, 22, 25, 24, 20, 14, 13, 8, 7, 5, 4, 1.

Per calcolare l’indice, la procedura è la seguente:

Nelle celle dalla A2 alla A14 riportiamo la successione.

Nella cella A19 calcoliamo la media aritmetica della successione.

Nella cella A20 calcoliamo lo scarto quadratico medio della successione.

Nella cella B2 calcoliamo lo scarto standardizzato rispetto al primo dato della successione, digitiamo:

=(A2-$A$19)/$A$20

e trasciniamo la selezione fino alla cella B15, per ottenere tutti gli scarti standardizzati.

Nella cella C2 calcoliamo la quarta potenza dello scarto standardizzato rispetto al primo dato della successione, digitiamo:

=POTENZA(B2;4)

e trasciniamo la selezione fino alla cella B15, per ottenere tutte le potenze degli scarti standardizzati.

Nella cella C16 calcoliamo la somma di tali potenze.

Nella cella C21, dalla differenza tra il rapporto tra tale somma (cella C16) e il numero dei dati

(14) e il numero 3, otteniamo l’indice di curtosi.

 

Capitolo Ottavo Rappresentazione analitica di variabili. Interpolazione. Cenni

                             sull’estrapolazione e sulla perequazione

 

Paragrafo 5. Metodo dei minimi quadrati

 

retta dei minimi quadrati.xls

 

Il foglio ottiene l’equazione della retta dei minimi quadrati per la distribuzione riportata nella tabella di cui al paragrafo.

Le funzioni statistiche a disposizione sono diverse, tuttavia, per individuare i parametri della retta, rappresentati, rispettivamente, da intercetta e coefficiente angolare, Excel offre due funzioni: INTERCETTA e PENDENZA.

Nelle celle dalla A2 alla A7 inseriamo i successivi anni.

Nelle celle dalla B2 alla B7 inseriamo le ascisse di comodo.

Nelle celle dalla C2 alla C7 inseriamo le frequenze osservate.

Nella cella C9 calcoliamo il valore dell’intercetta, digitiamo:

=INTERCETTA(C2:C7;B2:B7)

Nella cella C10 calcoliamo il valore del coefficiente angolare, digitiamo:

=PENDENZA(C2:C7;B2:B7)

Si possono calcolare i valori teorici, digitando nella cella D2 l’equazione della retta dei

minimi quadrati, ossia:

=$C$9+$C$10*B2

successivamente si trascina la formula sino alla cella D7.

Al foglio Excel sovrapponiamo il grafico a dispersione e la retta di regressione. Procediamo

con la creazione guidata del grafico:

Selezioniamo le celle da B2 a D7.

Digitiamo il tasto .

In «Tipo di grafico» scegliamo «Dispers.(XY)».

Procediamo con il tasto «Fine». A questo punto appare il grafico a dispersione.

Per aggiungere la retta di regressione, in «Grafico» selezioniamo «Aggiungi linea di

tendenza» e in «Tipo» selezioniamo «Lineare».

Per aggiungere l’equazione della linea di tendenza, in «Opzioni» selezioniamo «Visualizza

l’equazione sul grafico».

 

Capitolo Nono       Relazioni statistiche

 

Paragrafo 4. Analisi della regressione e indice di determinazione lineare

 

rette di regressione.xls

 

Il foglio di lavoro illustra il modo per ottenere l’intercetta e il coefficiente angolare della retta di regressione, rispettivamente, del carattere Y sul carattere X e del carattere X sul carattere Y, le cui modalità sono riportate nella tabella di cui al paragrafo.

 

Paragrafo 5. Correlazione tra caratteri: coefficiente di correlazione lineare di Bravais – Pearson

 

indice di determinazione e coefficiente di correlazione.xls  

 

Il foglio elettronico illustra il procedimento per la determinazione dell’indice di determinazione lineare e del coefficiente di correlazione lineare della distribuzione riportata nella tabella 7.

Inseriamo i dati relativi alla variabile Peso e alla variabile Altezza, rispettivamente, nelle celle dalla A2 alla A10 e nelle celle dalla B2 alla B10.

Per calcolare l’indice di determinazione lineare Excel offre la funzione RQ; digitiamo, pertanto, nella cella E3:

RQ(B2:B10;A2:A10)

Illustriamo quattro metodi per calcolare il coefficiente di correlazione lineare con un foglio Excel:

1. Utilizziamo la funzione CORRELAZIONE; a tal fine digitiamo nella cella E7:

=CORRELAZIONE(A2:A10;B2:B10)

2. Utilizziamo la funzione PEARSON; a tal fine digitiamo nella cella E11:

=PEARSON(A2:A10;B2:B10)

3. Applichiamo l’espressione (5.1). A tal fine occorre calcolare, innanzi tutto, la covarianza tra Peso e Altezza, ricorrendo alla funzione COVARIANZA; digitiamo nella cella E15:

=COVARIANZA(A2:A10;B2:B10)

Quindi, calcoliamo gli scarti quadratici medi dei due caratteri, a tal fine digitiamo, nelle celle E16 ed E17, rispettivamente:

=DEV.ST.POP(A2:A10)

=DEV.ST.POP(B2:B10)

Dal rapporto tra la covarianza e il prodotto dei due scarti quadratici medi otteniamo il coefficiente di correlazione; a tal fine digitiamo:

=E15/(E16*E17)

4. Considerato che nella cella E3 è stato calcolato l’indice di determinazione lineare, il coefficiente di correlazione lineare può essere ottenuto dalla radice quadrata (funzione RADQ) di quest’ultimo; digitiamo, pertanto, nella cella E20:

=RADQ(E3)

 

Capitolo Dodicesimo   Modelli per variabili casuali discrete

 

Per diverse variabili casuali riportate nel capitolo, Excel offre opportune funzioni.

 

Paragrafo 4. La variabile casuale binomiale

 

variabile casuale binomiale.xls

 

Il foglio elettronico illustra il modo per ottenere le probabilità dei successi di eventi relativi alla v.c. corrispondente al numero di motori difettosi riportata nell’esempio.

 

Paragrafo 5. La variabile casuale ipergeometrica

 

variabile casuale ipergeometrica.xls

 

Il foglio elettronico illustra il modo per ottenere le probabilità dei successi di eventi relativi alla v.c. riportata nell’esempio.

 

Paragrafo 6. La variabile casuale di Poisson

 

Approssimazione alla binomiale della distribuzione di Poisson.xls

 

Il foglio elettronico illustra il modo per ottenere la probabilità che il lotto di cui all’esempio 2 contenga 5 pezzi difettosi utilizzando sia la v.c. binomiale sia l’approssimazione alla binomiale della distribuzione di Poisson.

Le funzioni di Excel sono, rispettivamente, le seguenti: DISTRIB.BINOM() e POISSON()

 

 

Capitolo Tredicesimo   Modelli per variabili casuali continue

 

Per diverse variabili casuali riportate nel capitolo, Excel offre opportune funzioni.

 

 

 

Paragrafo 3. La variabile casuale esponenziale negativa

 

variabile casuale esponenziale negativa.xls

 

Il foglio elettronico illustra il modo per ottenere la probabilità richiesta nell’esempio.

 

 

Paragrafo 5. La variabile casuale normale

 

variabile casuale normale standardizzata.xls

 

Il foglio elettronico, attraverso la funzione di ripartizione della normale standardizzata, consente di calcolare le probabilità richieste dai punti a) a g) dell’esempio.

 

Per determinare la probabilità, dato un certo percentile, si usa la funzione =INV.NORM.ST().

Se invece di avere i valori standard di una data variabile, si dispone dei valori dimensionati allora si usano le corrispondenti funzioni =DISTRIB.NORM() e =INV.NORM().

 

Paragrafo 6. Variabili casuali dedotte dalla normale: chi-quadrato, t di Student, F di Fisher-Snedecor, lognormale

 

6.1 La variabile casuale chi-quadrato

 

variabile casuale chi-quadrato.xls  

 

Il foglio elettronico consente di calcolare le probabilità a una coda per i valori di chi-quadrato riportati nell’esempio.

 

Se, invece, si vuole conoscere il valore del chi-quadrato che stacca una specificata proporzione in una coda della variabile, si usa la funzione =INV.CHI().

 

6.2 La variabile casuale t di Student

 

variabile casuale t di Student.xls

 

Il foglio consente di calcolare le probabilità a una coda staccate da dati valori di t riportati nell’esempio.

 

Se, invece, si vuole conoscere il valore di t che stacca una specificata proporzione in una coda della variabile, si usa la funzione =INV.T().

 

6.3 La variabile casuale F di Fisher-Snedecor

 

variabile casuale F di Fisher-Snedecor.xls

 

Il foglio elettronico consente di calcolare, grazie alla funzione =INV.F(), i valori di F.

 

Excel fornisce anche la funzione =DISTRIB.F() che restituisce la distribuzione di probabilità di F.

 

 

Capitolo Quindicesimo Teoria della stima

 

Paragrafo 2. Proprietà ottimali di uno stimatore e stimatori puntuali

 

varianza campionaria corretta.xls

 

Il foglio elettronico applica la formula di Excel della varianza campionaria corretta alla serie riportata nelle celle dalla A2 alla A7.

 

Paragrafo 4. Intervalli di confidenza e determinazione della numerosità del campione

 

4.1 Intervallo di confidenza per la media di una popolazione normale con varianza nota

 

intervallo di confidenza.xls

 

Il foglio elettronico illustra la semiampiezza dell’intervallo di confidenza per la media della popolazione di cui all’esempio.

 

 

Capitolo Sedicesimo   Test delle ipotesi statistiche: test parametrici e test non parametrici

 

Paragrafo 7. Test sulla differenza tra medie per campioni appaiati

 

Test t campioni accoppiati per medie.xls

 

Il testo illustra l’utilizzo del test t relativamente alla differenza tra le medie per campioni appaiati per l’esempio.

Dopo aver inserito i dati nelle celle dalla A1 alla B6 occorre aprire il menu Strumenti, selezionare Analisi dati e scegliere lo strumento di analisi Test t: due campioni accoppiati per medie. Quindi, occorre riempire i campi della finestra di dialogo secondo quanto illustrato nel primo foglio.

Premere OK e si ottiene il foglio risolutivo.

 

Paragrafo 10. Analisi della varianza (ANOVA)

 

10.1 Analisi della varianza a un fattore

 

Analisi della varianza ad un fattore.xls

 

Il testo illustra l’analisi della varianza ad un fattore attraverso un foglio elettronico Excel per i dati riportati nell’esempio di cui al paragrafo.

Inserire i dati nelle celle dalla A2 alla C7;

aprire il menu Strumenti e selezionare Analisi dati e scegliere lo strumento di analisi: Analisi della varianza: ad un fattore;

riempire i campi della finestra di dialogo secondo quanto illustrato nel primo foglio riportato nel testo.

premere OK per ottenere il foglio.

 

Capitolo Diciassettesimo   Modello classico di regressione lineare semplice e multipla

 

 

Paragrafo 3. Modello classico di regressione lineare semplice

 

Regressione semplice.xls

 

Il testo illustra una funzione statistica di Excel particolarmente utile: REGR.LIN.

La funzione restituisce una matrice che descrive, attraverso il metodo dei minimi quadrati, la relazione di dipendenza funzionale esistente tra una variabile Y e una o più variabili esplicative.

Nella matrice non sono esposti solo i coefficienti di regressione, ma anche statistiche aggiuntive, e precisamente:

— nella prima riga, a partire da destra, sono indicati i coefficienti di regressione;

— nella seconda riga, a partire da destra, sono indicati i valori degli errori standard della stima dei coefficienti;

— nella terza riga, nella prima cella è indicato il valore dell’indice di determinazione, mentre nella seconda cella è indicato il valore dell’errore standard della regressione;

— nella quarta riga, nella prima cella è indicato il valore della statistica-test F, mentre nella seconda cella è indicato il numero dei gradi di libertà, e che rappresenta il numeratore n – k – 1 della varianza residua;

— nella quinta riga, nella prima cella è indicato il valore della devianza di regressione, mentre nella seconda cella è indicato il valore della devianza residua.

Trattandosi di una matrice i dati devono essere immessi, innanzitutto selezionando le celle della matrice risultante, successivamente digitando l’espressione della funzione, infine premendo CTRL+MAIUSC+INVIO.

Per calcolare le statistiche relative ai dati riportati nella tabella 1 si immettono, innanzitutto, i dati, rispettivamente, nelle celle dalla A2 alla A11 e nelle celle dalla B2 alla B11. Inoltre, poiché la funzione REGR.LIN, nella regressione semplice, fornisce 10 statistiche, si selezionano le celle dalla C2 alla E6. A questo punto si digita il testo seguente:

=REGR.LIN(B2:B11;A2:A11;VERO;VERO)

Per ottenere la matrice si preme, quindi, CTRL+MAIUSC+INVIO.

 

Paragrafo 4. Modello classico di regressione lineare multipla

 

Regressione multipla.xls

 

Il testo illustra le modalità di calcolo delle statistiche relative ai dati riportati nella tabella 2 di cui al paragrafo.

Si immettono i dati, rispettivamente, nelle celle dalla A2 alla A26, nelle celle dalla B2 alla B26 e, infine, nelle celle dalla C2 alla C26. La funzione REGR.LIN fornisce 12 statistiche per cui si selezionano le celle dalla E2 alla G6. Quindi, si digita il testo seguente:

=REGR.LIN(A2:A26;B2:C26;VERO;VERO)

 

Paragrafo 6. Analisi dei residui

 

Analisi dati. Regressione.xls

 

Alla fine del paragrafo è illustrato: Strumento di analisi: Regressione.

 

Excel dispone anche di uno strumento di analisi in grado di eseguire un’analisi lineare della regressione utilizzando il metodo dei minimi quadrati in modo da adattare una retta a un insieme di osservazioni. Lo strumento in questione è Regressione.

A parte i componenti aggiunti con l’installazione predefinita di Excel, è possibile che sul vostro computer non sia installata questa funzionalità, per cui occorre avviare Excel, selezionare il menu Strumenti e scegliere Componenti aggiuntivi.

A questo punto, sempre in riferimento ai dati riportati in tabella 1, dopo aver impostato un foglio Excel come quello relativo alla funzione REGR.LIN visto, selezionare il menu Strumenti, quindi, Analisi dati. Nella finestra di dialogo Strumenti di analisi selezionare Regressione.

La finestra di dialogo va completata nel modo illustrato nel testo.

Quindi, fare clic su OK.

Per comodità di esposizione è stato diviso il foglio ottenuto in tre parti.

 

PRIMA PARTE

La prima parte, in cui abbiamo debitamente adattato le colonne per illustrare correttamente le celle non leggibili, è costituita dall’output di riepilogo dello strumento Regressione.

 

SECONDA PARTE

La seconda parte concerne l’output dei residui.

 

TERZA PARTE

Lo strumento di analisi della regressione fornisce, infine, il tracciato delle approssimazioni e il tracciato dei residui. Il primo è un grafico a dispersione cui sono sovrapposti i valori previsti.

Il secondo consente di evidenziare se la linea di previsione è adatta.