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43/4 - Compendio di Matematica Finanziaria (classica e moderna) |
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Capitolo Primo Leggi
e regimi finanziari Il foglio Excel illustrato utilizza due funzioni
finanziarie: -
EFFETTIVO(tasso_nominale;periodi),
che consente di calcolare il tasso di interesse annuo effettivo in base al
tasso di interesse nominale annuo e al numero dei periodi di capitalizzazione
per anno; -
NOMINALE(tasso_effettivo;periodi),
che consente di calcolare il tasso di interesse nominale annuo in base al tasso
di interesse effettivo e al numero di periodi di capitalizzazione per anno. Capitolo Secondo Rendite certe
valore attuale e montante di una rendita.xls Il foglio Excel illustrato utilizza due funzioni
finanziarie: - VA(tasso_int;periodi;pagam;val_futuro;tipo), che
consente di calcolare il valore attuale della rendita, noti: -
il tasso d’interesse effettivo annuo; -
il numero di periodi della rendita; -
la rata della rendita (il cui importo dovrà essere preceduto da un segno
meno a indicare che si tratta di un pagamento); -
il valore futuro o montante, tale valore dovrebbe essere digitato nel
campo Val_futuro ma può anche essere omesso; -
la scadenza dei vari pagamenti, infatti nel campo Tipo si distingue tra
pagamento all’inizio del periodo (allora si digita 1) e pagamento alla fine del
periodo (allora si digita 0 o non si digita alcunché come nel nostro caso). - VAL.FUT(tasso_int;
periodi; pagam; val_attuale;
tipo), che consente di calcolare il montante della rendita, noti: -
il tasso d’interesse effettivo annuo; -
il numero di periodi della rendita; -
la rata della rendita; -
il valore attuale che può anche essere omesso; -
la scadenza dei vari pagamenti, per cui vale il discorso fatto per la
funzione VA. Capitolo Terzo Problemi
sulle rendite
Nel capitolo terzo, invece, uno dei dati
dei problemi prospettati nel capitolo secondo rappresenta un’incognita. Le funzioni di Excel
utilizzate sono: RATA, NUM.RATE, TASSO. La funzione
RATA consente di risolvere il problema della ricerca della
rata di una rendita dati: -
il tasso d’interesse effettivo di periodo della rendita; -
il numero di rate della rendita; -
il valore attuale e/o il montante della rendita (uno dei due può anche
essere omesso); -
la scadenza dei vari pagamenti: all’inizio o alla fine di ciascun periodo. La funzione
NUM.RATE consente di
risolvere il problema della ricerca del numero delle rate noti: -
il tasso d’interesse effettivo di periodo della rendita; -
l’importo di ciascuna rata; -
il valore attuale della rendita che può anche essere omesso se è dato il
valore futuro ossia il montante della rendita all’istante finale; -
la scadenza dei vari pagamenti che può verificarsi all’inizio di ciascun
periodo (allora si digita 1) o alla fine di ciascun periodo (allora si digita 0
o non si digita alcunché come nel nostro caso). La funzione
TASSO consente di risolvere il problema della ricerca del
tasso d’interesse di una rendita dati: -
il numero di periodi della rendita; -
l’importo di ciascuna rata; -
il valore attuale della rendita che può anche essere omesso se è dato il
valore futuro ossia il montante della rendita all’istante finale; -
la scadenza dei vari pagamenti che può verificarsi all’inizio di ciascun
periodo (allora si digita 1) o alla fine di ciascun periodo (allora si digita 0
o non si digita alcunché come nel nostro caso). Capitolo Quarto Il
leasing Illustriamo il procedimento da seguire per costruire il
piano di ammortamento di un contratto di leasing.
Nelle
celle C2, C3 e C4 inseriamo, rispettivamente, capitale, tasso e periodi del
piano di ammortamento.
Nella
cella C6 calcoliamo il canone con la funzione RATA.
Nella
cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione
composto =1/(1+$C$3)
Supponendo
un numero di canoni pari a 40, nelle celle da A9 ad A48 scriviamo i numeri da 1
a 40.
Nella
cella B9 calcoliamo il valore assoluto della cella C5, digitando =ASS($C$5) e
trasciniamo la selezione fino alla cella B48.
Nella
cella C9, dovendo essere l’importo delle quote capitale pari,
rispettivamente, a =$B9*($C$6)^(41-$A9) essendo 40 il numero di canoni, per ottenere la prima quota occorre
sottrarre a 41 la quantità 1 rappresentante la cella A9; a questo punto
trasciniamo la selezione fino alla cella C48.
Nella
cella D9, dovendo essere l’importo delle quote interesse pari, rispettivamente,
a:
otteniamo la prima quota interesse digitando: =$B9*(1-($C$6)^(41-$A9)) trasciniamo
la selezione fino alla cella D48 per ottenere le restanti quote interesse. Capitolo
Quinto I prestiti
indivisi: ammortamento e valutazione Per
costruire un piano di ammortamento con rate costanti
si può procedere così come è stato fatto nel testo, nel modo seguente:
Nelle
celle C2, C3 e C4 inseriamo, rispettivamente, capitale, tasso e periodi del
piano di ammortamento.
Nella
cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA.
Nelle
celle da A11 in poi scriviamo i numeri da 0 all’ultimo dei periodi in cui si effettuano i pagamenti.
Nella
cella D12 calcoliamo il valore assoluto della cella C6 ottenuta, in quanto
Excel, trattandosi di un pagamento, ci fornisce un valore negativo, digitiamo
=ASS($C$6) e trasciniamo la selezione fino all’ultima delle celle interessate
della colonna D.
Nella
cella E11 scriviamo l’importo del capitale.
Nella
cella C12 otteniamo la prima quota interesse con la formula =$E11*$C$3.
Per
differenza tra la cella D12 e la cella C12 otteniamo
la prima quota capitale, scrivendo, nella cella B12: =$D12-$C12
Il
debito residuo, ottenuto nella cella E12, è pari alla differenza tra la cella
E11 e la cella B12: =$E11-$B12
Il
debito estinto, ottenuto nella cella F12, è pari alla differenza tra la cella
E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 I
restanti valori si ottengono in maniera analoga. Il metodo
per la costruzione del piano di ammortamento
illustrato dal foglio elettronico è alternativo a quello illustrato dal foglio
precedente.
Nelle
celle C2, C3 e C4 inseriamo, rispettivamente, capitale, tasso e periodi del
piano di ammortamento.
Nella
cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA.
Nella
cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione
composto =1/(1+$C$3)
Nelle
celle da A11 in poi scriviamo i numeri da 0 all’ultimo dei periodi in cui si effettuano i pagamenti.
Nella
cella D12 calcoliamo il valore assoluto della cella C6, digitando =ASS($C$6) e
trasciniamo la selezione fino e trasciniamo la
selezione fino all’ultima delle celle interessate della colonna D.
Nella
cella E11 scriviamo l’importo del capitale.
Nella
cella B12, dovendo essere l’importo delle quote capitale pari,
rispettivamente, a =$D12*$C$101^(101-$A12) essendo 100 il numero di periodi, per
ottenere la prima quota occorre sottrarre a 101 la quantità 1 rappresentante la
cella A12; a questo punto trasciniamo la selezione fino all’ultima delle celle
interessate della colonna B.
Nella
cella C12, dovendo essere l’importo delle quote interesse pari,
rispettivamente, a:
sempre supponendo n = 100,
otteniamo la prima quota interesse digitando: =$D12*(1-$C$101^(101-$A12)) trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna C per ottenere le restanti quote interesse.
Il
debito residuo, ottenuto nella cella E12, è pari alla differenza tra la cella
E11 e la cella B12: =$E11-$B12 trasciniamo la selezione fino alla cella E17.
Il
debito estinto, ottenuto nella cella F12, è pari alla differenza tra la cella
E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna F. Per costruire un piano di
ammortamento con quote capitale costanti utilizziamo il procedimento
seguente:
Nelle
celle C2, C3 e C4 inseriamo, rispettivamente, capitale, tasso e periodi del
piano di ammortamento.
Nelle
celle da A11 in poi scriviamo i numeri da 0 all’ultimo dei periodi in cui si effettuano i pagamenti.
Nella
cella B12 calcoliamo la quota capitale, costante in ogni periodo, dividendo
l’importo della cella C2 per il numero di periodi in cui si effettuano
i pagamenti; supposto tale numero pari a 100, digitiamo: =$C$2/5 e trasciniamo la selezione fino
all’ultima delle celle interessate della colonna B, per ottenere tutte le quote
capitale.
Nella
cella C12 otteniamo la prima quota interesse con la formula =$E11*$C$3.
La
rata si ottiene sommando le corrispondenti celle relative a
quote capitale e quote interesse.
Il
debito residuo, relativamente al primo anno, è pari
alla differenza tra la cella E11 e la cella B12: =$E11-$B12 i restanti valori di debito residuo
si ottengono in maniera analoga.
Il
debito estinto, relativamente al primo anno, è pari
alla differenza tra la cella E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 i restanti valori di debito estinto
si ottengono in maniera analoga. Capitolo Sesto Prestiti
divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione Excel
consente di costruire il piano di ammortamento di un
prestito obbligazionario qualsiasi. Procediamo
nel modo seguente:
Nelle
celle C2, C3 e C4 inseriamo, rispettivamente, capitale, tasso e periodi del
piano di ammortamento.
Nella
cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA.
Nella
cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione
composto =1/(1+$C$3)
Nelle
celle da A11 in poi scriviamo i numeri da 1 all’ultimo dei periodi in cui si effettuano i pagamenti.
Nella
cella B11 calcoliamo l’importo della prima quota di ammortamento
teorica. Supponendo un numero di periodi pari a n = 100, digitiamo: =ASS($C$6)*$C$^(101-$A11) occorre calcolare, infatti, il valore
assoluto dell’importo della rata (cella C6), in quanto Excel, trattandosi di un
pagamento, ci fornisce un valore negativo. Inoltre, dovendo essere l’importo
delle quote capitale pari, rispettivamente, a $C$7^(101-$A11) essendo 100 il numero di periodi, per
ottenere la prima quota occorre sottrarre a 101 la quantità 1 rappresentante la
cella A11; a questo punto trasciniamo la selezione fino all’ultima delle celle
interessate della colonna B.
Nella
cella C11 otteniamo il numero di obbligazioni
rimborsate alla prima estrazione dividendo ciascuna quota di ammortamento per
il valore nominale di ciascuna obbligazione. Il valore così ottenuto deve
essere arrotondato, per difetto, per ottenere un numero intero. Supposto un
valore nominale pari a 10, occorre, quindi, digitare:
a questo punto trasciniamo la
selezione fino all’ultima delle celle interessate della colonna C.
Nella
cella D11 otteniamo la prima quota di ammortamento effettiva
il numero di obbligazioni rimborsate alla prima estrazione (cella C11) per il
valore nominale (10) di ciascuna obbligazione. Digitiamo: =C11*10 trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna D.
Nella
cella E11 otteniamo la prima quota effettiva di interesse,
digitando: =ASS($C$6)*(1-$C$7^(101-$A11)) in quanto, al solito, si deve
calcolare, innanzi tutto, il valore assoluto della rata, poi, si deve tener
conto del fatto che l’importo delle quote interesse pari, rispettivamente, a:
trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna E.
Nella
cella F11 otteniamo la prima rata effettiva. Digitiamo: =D11+E11 trasciniamo la selezione fino
all’ultima delle celle interessate della colonna F. Per la
determinazione della duration di un titolo, facciamo
uso di un foglio elettronico di Excel, supponendo
flussi di cassa semestrali.
Nelle
celle da A2 in poi scriviamo i valori di k = 0,5; 1; 1,5; ....
Nella
cella B2 scriviamo il valore della cedola costante per tutte le scadenze,
trasciniamo fino all’ultima delle celle interessate della colonna B; nella cella successiva, sempre nella colonna B, scriviamo il
valore del flusso all’ultima scadenza, ossia la somma tra valore nominale e
importo di ciascuna cedola.
Nella
cella C2 calcoliamo il valore attuale di un flusso unitario relativo alla prima
scadenza; supposto un tasso dell’8%, digitiamo: =(1+0,08/2)^(-2*A2) trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna C.
Nella
cella D2 calcoliamo il valore attuale del flusso F1,
relativo, cioè, al primo periodo; moltiplichiamo il
valore delle celle B2 e C2; digitiamo: =B2*C2 trasciniamo la selezione fino all’ultima delle
celle interessate della colonna D.
Nella
cella E2 moltiplichiamo il valore della cella A2 per il
valore della cella D2, digitiamo: =A2*D2
Nelle
successive celle della colonna D e della colonna E otteniamo le somme delle colonne
D ed E, rispettivamente; supponendo che l’ultima cedola sia corrisposta dopo 10
periodi digitiamo: =SOMMA(D2:D10) =SOMMA(E2:E10)
Dal
rapporto tra le due celle si ottiene il valore della duration.
Capitolo
Settimo Valutazione delle
operazioni finanziarie certe Per calcolare il TIR
di un’operazione finanziaria ricorrendo ad Excel, il procedimento è semplice.
Supponendo
10 flussi di cassa associati a tale operazione, nelle celle dalla
A1 alla A10 digitiamo i valori relativi ai 10 flussi di cassa, avendo
cura di far precedere ciascun pagamento dal segno meno.
In
una cella qualsiasi del foglio digitiamo: =TIR.COST(A1:A10) Capitolo Ottavo Valutazione delle
operazioni finanziarie aleatorie Dovendo calcolare i coefficienti alfa e
beta avendo a disposizione le quotazioni di un titolo e le quotazioni di un
indice di borsa in riferimento a un certo numero di
sedute il procedimento è semplice.
Supposte
10 sedute borsistiche inseriamo
nelle celle da A2 ad A11 le quotazioni del titolo e nelle celle da B2 a B11
quelle dell’indice.
Calcoliamo,
nella cella C3, la variazione percentuale del rendimento del titolo tra la
prima e la seconda seduta; scriviamo: =(A3-A2)/A2*100 trasciniamo la selezione fino
alla cella C11 per calcolare le successive variazioni percentuali.
Calcoliamo,
nella cella D3, la variazione percentuale dell’indice tra la prima e la seconda
seduta; scriviamo: =(B3-B2)/B2*100 trasciniamo la selezione fino
alla cella D11 per calcolare le successive variazioni percentuali.
Nella
cella C14 calcoliamo il valore di alfa con la funzione
di Excel INTERCETTA; digitiamo: =INTERCETTA(C3:C11;D3:D11)
Nella
cella D14 calcoliamo il valore di beta con la funzione di Excel
PENDENZA; digitiamo: =PENDENZA(C3:C11;D3:D11) Capitolo Nono Strumenti finanziari derivati Il calcolo del margine di garanzia da
versare a una clearing house e le movimentazioni a
esso connesse sono semplici da eseguirsi con Excel come illustrato nel foglio. Capitolo Decimo Introduzione al calcolo
delle probabilità e alle variabili casuali retta di regressione.xls Il foglio elettronico illustra le modalità di determinazione dei coefficienti della retta di regressione. In particolare, fa uso della funzione: -
INTERCETTA per
determinare -
PENDENZA
per determinare Inseriamo i dati nelle celle dalla A2 alla A8 per la variabile X e dalla B2 alla B8 per la variabile Y. Il foglio elettronico illustra due funzioni statistiche di Excel che consentono il calcolo del coefficiente di correlazione: CORRELAZIONE e PEARSON. I dati sulle variabili sono inseriti nelle celle dalla A2 alla A8 per la variabile X e dalla B2 alla B8 per la variabile Y. |