Codice delle Leggi Amministrative + Appendice di Aggiornamento 506/ST - Edizioni Simone

Codice delle Leggi Amministrative + Appendice di Aggiornamento

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Edizioni Simone

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A cura di Alessandro Pagano

  • Anno Edizione: 2016
  • Edizione: VI
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 1952
  • Codice: 506/ST
  • Isbn: 9788891410016
  • Prezzo: € 75,00
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    • La distanza temporale fra la precedente e la attuale edizione, si contrassegna per la incentivata tendenza a delineare quello che la dottrina italiana (Cassese S.) ha da tempo ricostruito, con propizia espressione, come «diritto amministrativo globale».

      Basta richiamare le importanti novità in tema di Finanza Pubblica ed in special modo di disciplina del credito (ma anche quella regolativa delle professioni) per cogliere subito le implicazioni internazionali e soprattutto europee delle normative che si sono succedute.

      Il tema economico ha peraltro rilevanti connessioni con quello proprio dei processi: non a caso le Sezioni Unite della Cassazione civile sottolineano come la giurisdizione vada definita quale risorsa non illimitata.

      Se la relazione inaugurale del Primo Presidente della Cassazione (Canzio G.) sottolinea come il Paese abbia «sete di giustizia», la legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015) ha tuttavia messo mano ad una strutturale riforma dei moduli processuali affiancando all’assolutezza della istanza giustiziale, una, non meno avvertita, connessa alla irragionevole durata del processo ed agli obblighi indennitari che ne discendono.

      Si tratteggia così un sistema binario ove le opzioni fra modelli ordinari e riti acceleratori vengono a delineare un differente approccio alla tutela giudiziale potendosi scegliere (e rischiare) fra l’iter normale e quello che, proprio per il carattere «compattato», potrebbe comportare minori approfondimenti, ma preservare l’indennizzo, quale sorta di rimedio consumeristico in raffronto al danno da «lite [temporalmente] rovinata».

      Si scorrano in questa ottica i rimedi preventivi delineati dalla predetta legge di stabilità per il 2016 al fine di razionalizzare i costi conseguenti alla violazione del termine di ragionevole durata dei processi.

      Il tema si offre peraltro alla verifica della fondamentale dicotomia responsabilità (anche degli apparati pubblici) ed autoresponsabilità (dei singoli), per cui quegli stessi commi (777 e seg. dell’art. 1 L. 208/2015) se riconoscono l’indennizzo, negano tutela a chi abbia agito in giudizio «consapevole della infondatezza originaria o sopravvenuta delle proprie domande», e in ogni altro caso di «abuso dei poteri processuali».

      Per il processo amministrativo, si prevede l’onere della presentazione di una istanza di prelievo.

      Quest’ultima, è anch’essa rapidamente divenuta banco di prova processuale e sostanziale, poiché alla sua previsione, quale necessario presupposto per la successiva ammissibilità dell’indennizzo ex L. 89/2001, è seguita la pronuncia della Corte EDU (del 25 février 2016 Requẻte n. 17708/12 et alii) che sconfessa il legislatore italiano circa la necessità e razionalità di tale presupposto: fulgido esempio, sul piano teorico, della effettiva inserzione dell’Italia in un sistema a «rete» ove ogni tassello legislativo (e giudiziale) si proietta e verifica in un ambito allargato, europeo, ove la regola aurea della tolleranza costituzionale (De Ioanna P.) è messa a dura, ma vivifica, prova.

      Nel contesto dato, si segnalano altresì i seguenti provvedimenti:

      — L. 15 febbraio 2016, n. 20 (Disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali);

      — D.Lgs. 22 gennaio 2016, n. 10 (Modifica e abrogazione di disposizioni di legge);

      — L. 28 dicembre 2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali).