Il Codice di Procedura Civile Annotato con la Giurisprudenza giunge quest'anno alla sua XVI edizione, testimonianza del favore che l'opera ha incontrato nella comunità degli operatori del diritto e tra gli studenti che, freschi di titolo accademico, si accingono a entrare nel mondo delle professioni legali.
Consapevoli di tale successo editoriale, gli autori e la redazione ne fanno derivare l'impegno a migliorare l'opera edizione dopo edizione, garantendo il puntuale e accurato aggiornamento della giurisprudenza e favorendo la speditezza della consultazione, mediante i percorsi rapidi di lettura (evidenziati in neretto), lo stretto coordinamento delle massime e i sempre più numerosi richiami da un paragrafo all'altro.
Tale continuo sforzo di razionalizzazione del materiale giurisprudenziale si scontra con le difficoltà create dall'eccesso di produzione legislativa che ha caratterizzato l'ordinamento processuale civile negli ultimi anni: occorre, infatti, continuare a tener conto della coesistenza di regole processuali diverse, per i procedimenti vecchi e nuovi, e, proprio allo scopo di consentire al lettore di non perdersi nell'evoluzione normativa della materia, ogni articolo del codice riporta in nota gli estremi delle leggi che lo hanno modificato, precisandone la data di entrata in vigore e aggiungendo, quando opportuno, il testo abrogato dell'articolo.
Vale la pena di rammentare ai lettori che dopo l'importante riforma del codice di rito, attuata dalla L. 18-6-2009, n. 69, che ha preceduto la pubblicazione della XV edizione, ulteriori modifiche dell'ordinamento processuale civile sono derivate dalla legge 23-7-2009, n. 99, in tema di class action, dal D.L. 29-12-2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla L. 22-2-2010, n. 24, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario, che ha apportato novità anche in tema di digitalizzazione della giustizia, nonché dal D.Lgs. 4-3-2010, n. 28, recante attuazione dell'articolo 60 della L. 18-6-2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, col quale il legislatore, al fine di deflazionare il contenzioso, ha imposto l'esperimento della mediazione come condizione di procedibilità per determinate categorie di controversie e ha introdotto obblighi informativi a carico degli avvocati nei confronti dei clienti, oltre che agevolazioni fiscali connesse all'espletamento del procedimento di mediazione.
Tutto ciò nella speranza che la giustizia civile italiana riesca nel tempo ad adeguarsi agli standard europei, per quanto riguarda la durata dei processi.