La Composizione della Crisi da Sovraindebitamento D36 - Edizioni Simone

La Composizione della Crisi da Sovraindebitamento

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Edizioni Simone

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• Procedura • Organismi e sanzioni • Liquidazione del patrimonio • Profili fiscali

Autori

  • Anno Edizione: 2013
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 416
  • Codice: D36
  • Isbn: 978 88 513 0718 9
  • Prezzo: € 35,00
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    • La riforma della legge fallimentare, iniziata nel 2005 e forse ancora non conclusasi (nel corso degli anni si è assistito a una modificazione continua e ripetuta) ha radicalmente mutato istituti e concetti consolidati nel tempo nonché comportamenti che rivoluzionano i flussi informativi tra il curatore e i creditori – che devono avvenire tramite posta elettronica certificata (PEC) – e le modalità di presentazione delle domande di ammissione al passivo da inviare esclusivamente alla PEC del curatore.
      La nuova legge fallimentare, tra l’altro:
      — ha confermato l’esclusione dal fallimento e dal concordato preventivo del piccolo imprenditore identificato in base a parametri numerici (investimenti e ricavi);
      — ha ridistribuito i poteri degli organi procedurali;
      — ha introdotto una filosofia nuova, secondo la quale l’impresa non è più concepita come un bene strettamente personale dell’imprenditore ma un “bene” del sistema economico, un bene da assistere, tutelare e conservare anche nel momento in cui l’imprenditore entra in crisi;
      — ha introdotto l’istituto dell’esdebitazione che consente al fallito, ove ricorrano determinate condizioni, di cancellare i debiti che non hanno trovato soddisfazione in abito concorsuale;
      — ha rivisitato in maniera profonda l’istituto del concordato preventivo sminuendo i poteri di controllo e di indagine degli organi della procedura, abrogando il criterio della meritevolezza e, nel contempo, accentuando la
      natura contrattualistica tra le parti;
      — ha introdotto la procedura di concordato “in bianco” consentendo al debitore di depositare il ricorso riservandosi di presentare la proposta e la documentazione nel termine assegnato (art. 161 L.F.);
      — ha introdotto il nuovo istituto della degli accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182bis L.F.) e del piano attestato (art. 67 L.F.) per la soluzione ragionata della crisi d’impresa;
      — ha ridisegnato la procedura della transazione fiscale (art. 182ter L.F.), consentendo all’imprenditore in difficoltà di poter risolvere la crisi d’impresa attraverso procedure chiare e legittime prima che la stessa diventi irreparabile senza costringerlo a dover nascondere la sua situazione attraverso manovre rischiose o ricorrendo ad operazioni e finanziamenti illegittimi.
      Nella riforma, però, non ha trovato, in alcun modo, spazio una tutela per i soggetti non fallibili che, anche a seguito della crisi finanziaria importata dall’America nell’estate del 2008, sono stati aggrediti in maniera sempre più massiccia dei creditori con esecuzioni individuali.
      In tale situazione la richiesta di tutela per i debitori deboli si è fatta sempre più insistente e diffusa.
      La richiesta è stata accolta con il disegno di legge Centaro (307-B) del 2009, ma alla fine del 2011, il governo, non ritenendo più procrastinabile la situazione generale, ricorrendo a un provvedimento d’urgenza, ha introdotto, con il
      D.L. 22 dicembre 2011, n. 212, la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento cui potevano far ricorso i soggetti esclusi dalle procedure concorsuali, al fine di raggiungere un accodo con i propri creditori in sede protetta con l’ausilio di un soggetto particolare (l’organismo di composizione della crisi).
      La decretazione con provvedimento d’urgenza ha spinto l’organo legislativo ad approvare il disegno di legge rivisitato che è sfociato nella legge 27 gennaio 2012, n. 3, ed a stralciare dal D.L. 212/2011 in conversione il Capo 1 che regolava la predetta procedura.
      Nella fase transitoria e in attesa che sia emanato l’apposito decreto da parte del ministro della giustizia per l’istituzione degli organismi di composizione della crisi, le funzioni e compiti loro spettanti saranno svolti da un soggetto in possesso dei requisiti per assumere la carica di curatore fallimentare (art. 28 L.F.) o da un notaio nominati dal Presidente del Tribunale territorialmente competente.
      La funzione della legge 3/2012 è quella di coprire la zona della non “fallibilità” e fornire soluzioni ragionate in ambito protetto per la soluzione della crisi da sovraindebitamento.
      Da un controllo in alcuni tribunali è emerso che nessuna procedura è stata richiesta a Milano, Torino, Bari, Brindisi, Pavia ed un solo ricorso è stato depositato al tribunale di Roma e a quello di Firenze evidenziando che la legge, come improntata (una accordo tra debitore e creditori o parte di essi), ha tradito le aspettative con la necessità, quindi, di modificarla affinché potesse incidere in maniera significativa sul fenomeno, sempre più crescente, della crisi dei piccoli soggetti.
      Il governo, alla luce delle prime indagini applicative, ha ritenuto urgente e improcrastinabile l’intervento della legge ed ha emanato il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 al fine di aumentare l’efficacia e l’operatività apportando modifiche di notevole portata.
      In particolare:
      — la procedura diventa concorsuale;
      — viene definito il “consumatore” destinatario di una particolare procedura;
      — viene modificato il contenuto del piano prevedendo anche un pagamento non integrale dei creditori privilegiati (esclusi alcuni soggetti);
      — riduce la percentuale per il raggiungimento dell’accordo dal settanta al sessanta per cento;
      — disciplina un autonomo procedimento per l’omologazione del piano del consumatore;
      — introduce procedure alternative per la liquidazione di tutti i beni;
      — condiziona all’esito della liquidazione ed al giudizio del tribunale l’effetto della esdebitazione;
      — introduce una particolare procedura per il consumatore contrassegnata dall’assenza di un procedimenti di acquisizione dell’adesione o del dissenso dei creditori basata esclusivamente su di una valutazione giudiziale di fattibilità della proposta e della meritevolezza della condotta d’indebitamento del soggetto;
      — prevede che le start-up (definite dall’art. 25 del D.L. 179/2012) siano soggette alle procedura regolate dal Capo II.
    • Parte I
      Dalla riforma della legge fallimentare alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento
      1
      Cenni sulla riforma della legge fallimentare e sull’introduzione, delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento
      1. La riforma della legge fallimentare (cenni)
      1.2 L’imprenditore non soggetto al fallimento e al concordato preventivo
      1.3 La platea dei soggetti “non fallibili”
      1.4 La crisi finanziaria e la crescita dell’indebitamento
      1.5 La prima iniziativa a tutela dei “soggetti deboli”
      1.6 L’introduzione della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento
      1.7 L’approvazione della legge n. 3/2012
      1.8 Finalità chiare per una procedura tutta da scoprire
      1.9 La necessità di modificare la legge n. 3/2012
      1.10 La nuova struttura delle legge n. 3/2012
      1.11 E ntrata in vigore delle modifiche portate dal D.L. 179/2012
      2
      La crisi da sovraindebitamento: finalità e definizione
      2.1 La modifica della rubrica dell’articolo
      2.2 La finalità
      2.3 L’iniziativa
      2.4 La definizione di sovraindebitamento
      2.5 Sovraindebitamento patrimoniale
      2.6 Il sovraindebitamento per incapacità di adempiere regolarmente
      le obbligazioni
      2.7 Il consumatore
      3
      I presupposti di ammissibilità
      3.1 Il presupposto soggettivo del debitore
      3.1.1 Il presupposto soggettivo del debitore (segue)
      3.1.2 Il presupposto soggettivo, l’imprenditore agricolo
      3.2 Il debitore non imprenditore
      3.2.1 Il debitore non imprenditore (segue)
      3.3 Gli enti privati non profit
      3.4 Gli enti pubblici
      3.5 L’assenza di recidività
      3.6 Altri impedimenti soggettivi
      3.7 La previsione del piano secondo la legge originaria e dopo le modifiche
      3.8 I creditori estranei e quelli privilegiati
      3.9 I crediti erariali e previdenziali
      3.10 Il contenuto del piano
      3.10.1 Il contenuto del piano (segue)
      4
      Il contenuto dell’accordo o del piano del consumatore
      4.1 Il contenuto della proposta
      4.2 L’intervento di terzi
      4.3 La eventuale limitazione al credito del debitore
      4.4 La moratoria nel pagamento dei soggetti estranei all’accordo
      4.5 La moratoria dopo le modifiche
      5
      Il deposito della proposta e gli adempimenti connessi
      5.1 La competenza territoriale
      5.2 La presentazione della proposta e i documenti da allegare come previsto inizialmente
      5.3 Il deposito della proposta dopo le modifiche
      5.4 Gli effetti del deposito della proposta
      5.5 Il patrocinio legale
      6
      Il procedimento
      6.1 Il giudice
      6.2 I controlli iniziali del giudice
      6.3 Il procedimento camerale
      6.4 Il provvedimento del giudice
      6.5 L’apertura della procedura
      6.6 L’oggetto dell’udienza
      6.7 I provvedimenti in sede di udienza prima delle modifiche
      6.7.1 I provvedimenti in sede di udienza dopo le modifiche
      6.8 La sospensione delle procedure esecutive
      6.9 La proponibilità della richiesta di fallimento
      6.10 Gli atti di straordinaria amministrazione
      7
      Il raggiungimento dell’accordo
      7.1 L’espressione del consenso
      7.2 La modificabilità della proposta
      7.3 Il raggiungimento della maggioranza
      7.4 I diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati
      7.5 L’eventuale effetto novativo dell’accordo
      7.6 La revoca di diritto dell’accordo a tutela di particolari creditori
      7.7 La cessazione di diritto dell’accordo e l’eventuale revoca
      8
      L’omologazione dell’accordo
      8.1 Il raggiungimento del quorum
      8.2 Il mancato raggiungimento del quorum
      8.3 Le eventuali contestazioni dei creditori
      8.4 Il contenuto e il destinatario delle contestazioni
      8.5 La comunicazione al giudice
      8.6 I controlli del giudice
      8.7 L’omologazione e gli effetti prima della novella
      8.7.1 L’omologazione dopo la novella, effetti e decadenza
      8.8 I reclami avverso i provvedimenti del giudice
      8.9 L’eventuale dichiarazione di fallimento dopo l’omologazione
      9
      Procededimento ed omologazione del piano del consumatore
      9.1 La previsione espressa del procedimento di omologazione del piano del consumatore
      9.2 Il provvedimento iniziale del giudice e i relativi controlli
      9.3 L’udienza dinanzi al giudice
      9.4 L’omologazione o il diniego
      10
      Gli effetti dell’omologazione del piano del consumatore
      10.1 L’obbligatorietà del piano omologato
      10.2 Il mancato pagamento dei creditori
      11
      Esecuzione dell’accordo e del piano del consumatore
      11.1 L’esecuzione dell’accordo e la nomina del liquidatore
      11.2 Il liquidatore
      11.3 L’attività del giudice dopo l’omologazione
      11.4 La disposizione di tutela per i creditori prima e dopo la novella
      11.5 I crediti sorti in occasione o in funzione del procedimento
      11.6 I compiti dell’organismo di composizione della crisi
      12
      L’impugnazione e la risoluzione dell’accordo
      12.1 Impugnazione e risoluzione
      12.2 L’annullamento dell’accordo
      12.3 La legittimazione attiva e quella passiva
      12.4 La risoluzione dell’accordo
      12.5 La legittimazione attiva e quella passiva
      12.6 La proposizione dell’azione di annullamento e di risoluzione
      12.7 Gli effetti dell’annullamento e della risoluzione
      12.8 Il gravame avverso il provvedimento del tribunale
      13
      La revoca e la cessazione degli effetti dell’omologazione del piano
      del consumatore
      13.1 La cessazione di diritto dell’accordo e l’eventuale revoca
      13.2 Cessazione degli effetti dell’omologazione da parte del tribunale
      13.3 I diritti acquisiti dai terzi in caso di cessazione degli effetti dell’omologazione
      Parte II
      La liquidazione del patrimonio
      14
      La liquidazione dei beni
      14.1 L’introduzione di una nuova procedura
      14.2 I soggetti che possono accedere alla procedura di liquidazione dei beni
      14.3 Il tribunale competente a ricevere la domanda
      14.4 La documentazione da allegare alla domanda
      14.5 La notizia all’agente della riscossione
      14.6 I beni esclusi dalla liquidazione
      14.7 Gli effetti del deposito della proposta
      15
      La conversione della procedura di composizione in liquidazione
      e l’apertura della liquidazione
      15.1 La conversione
      15.2 I controlli del giudice in fase di apertura della liquidazione
      15.3 Il contenuto del provvedimento del giudice
      15.4 La durata della procedura
      16
      L’inventario e l’elenco dei creditori
      16.1 L’attività iniziale del liquidatore
      16.2 L’inventario
      16.3 La comunicazione ai creditori
      17
      La domanda di partecipazione alla liquidazione
      17.1 Forma e sottoscrizione della domanda
      17.2 Dove si deposita la domanda
      17.3 Il contenuto della domanda
      18
      La formazione del passivo
      18.1 L’esame delle domande e la formazione del progetto di stato passivo
      18.2 L’approvazione dello stato passivo o l’intervento del giudice
      19
      Il programma di liquidazione e la realizzazione dei beni
      19.1 Il programma di liquidazione
      19.2 La liquidazione dei beni e dei diritti
      19.3 La vendita di immobili in presenza del creditore fondiario
      19.4 La purgazione delle formalità pregiudizievoli
      19.5 La chiusura della procedura
      20
      Le azioni del liquidatore. I beni e i crediti sopravvenuti
      20.1 La legittimazione attiva del liquidatore
      20.2 I beni e i crediti sopravvenuti
      21
      I creditori posteriori
      21.1 I creditori posteriori
      21.2 I crediti sorti in occasione della liquidazione
      Parte III
      Gli organismi di composizione
      della crisi e le sanzioni
      22
      Gli organismi di composizione della crisi
      22.1 Gli organismi di composizione della crisi
      22.2 La costituzione degli organismi di composizione della crisi
      22.3 L’iscrizione nel registro
      22.4 L’abrogazione dell’iscrizione di diritto nel registro
      22.5 I compiti dell’organismo di composizione della crisi
      22.6 L’organo di composizione quale liquidatore
      22.7 Le modalità per le comunicazioni
      22.8 I professionisti quali organismi di composizione della crisi
      22.9 Compensi spettanti all’organismo di composizione
      22.10 Le banche dati
      22.11 L’accesso alle banche dati
      22.11.1 L’accesso alle banche dati (segue)
      22.12 La conservazione dei dati personali
      23
      Le sanzioni e l’entrata in vigore
      23.1 L’art. 16 prima e dopo il D.L. 179/2012
      23.2 Le sanzioni, cenni generali
      23.3 I reati propri del debitore
      23.4 I reati propri dell’organismo di composizione della crisi o del professionista
      23.5 Le false attestazioni
      23.6 L’omissione o il rifiuto ingiustificato di compiere atti d’ufficio
      23.7 Entrata in vigore delle nuove sanzioni
      Parte IV
      Le norme abrogate dall’art. 18 del D.L. n. 179/2012
      24
      Organismo di composizione della crisi
      24.1 I compiti dell’organismo di composizione della crisi
      24.2 La responsabilità dell’organismo
      25
      L’accesso alle banche dati pubbliche
      25.1 Le banche dati
      25.2 L’accesso alle banche dati
      25.3 L’accesso alle banche dati (segue)
      25.4 La conservazione dei dati personali
      26
      Le sanzioni
      26.1 Cenni generali
      26.2 I reati propri del debitore
      26.3 I reati propri dell’organismo di composizione della crisi
      26.4 Le false attestazioni
      26.5 L’omissione o il rifiuto ingiustificato di compiere atti d’ufficio
      27
      Le disposizioni transitorie e finali
      27.1 Le disposizioni secondarie
      27.2 Il periodo transitorio
      27.3 L’emanazione delle tariffe applicabili
      27.4 La necessità di una lunga vacatio legis
      Parte V
      La composizione della crisi
      da sovraindebitamento ex D.L. 212/2011
      Le start-up innovative e le procedure concorsuali
      28
      La composizione della crisi da sovraindebitamento secondo il d.l. 212/2011
      28.1 L’introduzione della procedura di composizione della crisi da
      sovraindebitamento
      28.2 La figura del consumatore
      28.3 Il diverso quorum per il raggiungimento dell’accordo
      28.4 La breve vita del D.L. 212/2012
      28.5 Il D.L. 22 dicembre 2011, n. 212
      29
      Le start-up innovative e le procedure concorsuali
      29.1 La definizione di start-up innovativa
      29.2 L’esclusione delle start-up innovative della procedure fallimentari
      29.3 L’applicazione di procedure concorsuali diverse da quelle regolate dalla legge n. 3/2012
      Parte VI
      Profili fiscali
      30
      Profili fiscali
      30.1 L’imposta sul valore aggiunto
      30.1.1 Generalità
      30.1.2 L’irrilevanza della procedura
      30.1.3 La garanzia per il rimborso del credito IVA
      30.1.4 Il necessario coordinamento tra debitore e liquidatore
      30.1.5 La soddisfazione del creditore con dazione di beni
      30.1.6 Le problematiche per i creditori, le note di credito per sola IVA
      30.1.7 L’IVA ad esigibilità differita
      30.1.7.1 L’IVA ad esigibilità differita (segue)
      30.2 Le imposte dirette
      30.2.1 Generalità
      30.2.2 La indifferenza dell’accesso alla procedura o dell’omologazione dell’accordo
      30.2.3 La rilevanza ai fini delle II.DD. in caso di soddisfazione con dazione di beni
      30.2.4 Le perdite subite dai terzi
      30.3 L’imposta regionale sulle attività produttive
      30.3.1 Generalità
      30.3.2 L’irrilevanza della procedura
      30.4 Il sostituto d’imposta
      30.4.1 Il sostituto d’imposta, cenni
      30.4.2 L’irrilevanza della procedura
      30.5 L’imposta municipale propria (IMU)
      30.5.1 L’imposta municipale propria, cenni
      30.5.2 La titolarità del diritto reale
      30.6 La compensazione dei crediti
      30.6.1 La compensazione dei crediti, cenni
      30.7 L’imposta di registro
      30.7.1 Il decreto di omologazione
      30.8 Il processo tributario
      30.8.1 L’assistenza obbligatoria del soggetto abilitato
      30.8.2 Il reclamo e la mediazione nel processo tributario
      30.8.3 La legittimazione processuale del debitore
      30.8.4 La notifica degli atti impositivi
      Appendice
      L. 27-1-2012 n. 3 – Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento (G.U. n. 24 del 30 gennaio 2012) — Stralcio
      D.L. 18-10-2012 n. 179 — Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. (G.U. n. 245 del 19 ottobre 2012, S.O.) — Articoli estratti
      R.D. 16 marzo 1942, n. 267. — Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa
      Bibliografia