La legge 94 del 2009 aveva apportato notevoli modifiche alla normativa (si pensi alla criticata introduzione del reato di immigrazione clandestina). Nell’arco di un anno e mezzo, alcune di queste modifiche, sostanziali per connotare una materia «politica» come quella sull’immigrazione, sono state travolte dalla normativa comunitaria. La direttiva rimpatri, la 115/2008, e una recente sentenza della Corte Ue del 28 aprile 2011 hanno stravolto le modifiche più incisive introdotte tra il 2008 e il 2009 (ad opera dei due pacchetti sicurezza).
Con ciò si è nuovamente dimostrato come la normativa sugli stranieri sia una normativa in rapida evoluzione sia perché legata a fenomeni internazionali, quindi a decisioni demandate ad un livello sopranazionale, sia perché risente immediatamente del diverso clima politico. Ciò si traduce in repentini cambiamenti di orizzonte e in nuove formulazioni normative. Negli ultimi anni, anche per l’avvicendarsi di governi alquanto diversi, la normativa è stata più volte riscritta innestandosi in un ormai obsoleto testo unico. Obsoleto, si intende, non tanto per i principi in esso richiamati divenuti valori fondamentali (si pensi al riconoscimento dei diritti della persona straniera, alle modalità di integrazione o alle azioni contro la discriminazione) quanto per tecnica normativa. Concetti alquanto diversi vengono usati come sinonimi: basti pensare alla falsa uguaglianza dei nulla osta e delle autorizzazioni, concetti di diritto amministrativo dissimili tra loro. Inoltre il testo unico manca dell’organicità che dovrebbe essere propria ad una raccolta di norme. Ad esempio non si capisce come mai la modalità di ingresso per volontariato (modalità limitata da quote definite) si trovi in una parte del testo riservata alle possibilità d’ingresso per lavoro non soggette a limiti contingentati.
Sebbene in attesa di una riforma organica che sappia sia limare alcune discrepanze attualmente presenti nel testo unico sia coordinare la normativa primaria con quella secondaria, proponiamo un commento che si pone l’obiettivo di riuscire ad anticipare la prossima codificazione, cogliendo, in altre parole, quello che dovrebbe essere lo spirito della normativa. Normativa che da una parte accoglie, integra, semplifica e dall’altra chiude (le frontiere), espelle (anche per motivi amministrativi), moltiplica gli enti.
Al testo unico esplicato segue il testo del regolamento di attuazione e un’appendice contenente la normativa relativa alla cittadinanza, ai cittadini comunitari e ai richiedenti protezione internazionale brevemente commentata.
Introduzione
D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 — Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero
Titolo I - Principi generali
Titolo II - Disposizioni dell’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento del territorio dello Stato
Titolo III - Disciplina del lavoro
Titolo IV_- Diritto all’unità familiare e tutela dei minori
Titolo V_- Disposizioni in materia sanitaria, nonché di istruzione, alloggio, partecipazione alla vita pubblica e integrazione sociale
Titolo V I - Norme finali
Regolamento di attuazione
D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 — Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
Appendici
Appendice Prima
La cittadinanza
L. 6 febbraio 1992, n. 91 — Nuove norme sulla cittadinanza
Appendice Seconda
I cittadini comunitari
D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30 — Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri
Appendice Terza
I richiedenti protezione internazionale
D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251 — Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull’attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta
D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25 — Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato