Costituzione Esplicata E5 - Edizioni Simone

Costituzione Esplicata

abstract

Edizioni Simone

http://img.edizionisimone.it/catalogo/ve5.jpg

Spiegata Articolo per Articolo

A cura di Federico del Giudice

  • Anno Edizione: 2017
  • Edizione: XVI
  • Formato: 15 x 21
  • Pagine: 384
  • Codice: E5
  • Isbn: 9788891412584
  • Prezzo: € 17,00€
  • Prezzo Scontato: € 14.45
  • Disponibile anche in formato ebook

  • Isbn ePub: 9788824427548
  • Prezzo ePub: € 5,99
  •  

     
     
    • Gli ebook sono consultabili su computer, tablet e smartphone Apple e Android, e-reader ed altri dispositivi compatibili con il drm Adobe, ma non sono stampabili (salvo quando diversamente indicato). Per le informazioni sugli ebook, consulta la guida.

      • Il 4 dicembre 2016 verrà ricordato nella storia della Repubblica come una grande vittoria della «Democrazia»: il popolo italiano ha scelto nuovamente la Costituzione nata dalla Resistenza al regime autoritario rendendo vano, con il referendum confermativo, l’attentato alla sovranità pianificato dalla revisione in senso «premierale» dalla nostra Carta.

        La lotta al fascismo ha dato vita ad una classe mai doma di «patrioti» che hanno conservato integri i loro ideali nella lettera e nello spirito della Costituzione e, così, rigettato la «riforma».

        La Repubblica, malgrado le inevitabili contraddizioni, in settant’anni di democrazia, è riuscita a salvaguardare i principi fondamentali, le libertà e, purtroppo, solo in parte, le regole dello Stato sociale.

        L’aggressione vincente del neo-liberismo, l’ingresso nell’Unione europea, la crisi dello Stato sociale, la progressiva disattivazione dei principi della «Costituzione economica» (artt. 41-47) hanno creato le premesse di nuove diseguaglianze, pertanto gli Stati da attori delle politiche economiche e finanziarie nazionali hanno assunto il ruolo di spettatori del nuovo scenario globalizzato delegando il governo dell’economia all’Unione europea.

        Così sovranità, libertà, eguaglianza e solidarietà, vessilli dello Stato democratico, sono gradualmente regrediti dinnanzi alle prepotenze del potere «sovranazionale» e dell’«Impero» (Negri) delle multinazionali.

        Il principio cardine della sovranità popolare, che apre e chiude la nostra Costituzione (artt. 1 e 139), è rimasto in piedi nonostante il «combinato disposto» legge elettorale-riforma costituzionale abbia tentato di violarlo, anche attraverso la pressione mediatica operata dal Governo e dai poteri forti che si celavano dietro di esso.

        La maggioranza dei cittadini ha, così, reindossato le vesti di «patriota della Costituzione» e ha detto «no» al tentativo di «deforma costituzionale».

        Questa grande vittoria non ha avuto però le conseguenze che ci saremmo aspettati dal momento che dal 4 dicembre ad oggi non si è svolta nessuna riflessione da parte delle forze politiche per lo scampato attentato alla Costituzione, né si è messo in piedi un progetto di riforma alternativo. Così, chi deteneva, per conto dei poteri forti, le redini del paese non si è allontanato né ha ceduto le armi ma, protetto dal partito pigliatutto, ha fatto scendere in campo un governo di panchinari … e sulla vittoria del «no» è sceso un temporaneo oblio.

        Nessuna formazione politica, in nome del principio dell’alternanza, si è fatta avanti per dar vita ad una nuova alleanza né, tantomeno, proporre sulle ceneri del tentativo fallito, una riforma condivisibile sulle improcrastinabili esigenze di superamento del bicameralismo perfetto e di riduzione dei costi della politica che fino a qualche tempo fa costituivano un «dovere inderogabile».

        In tale clima, la Corte costituzionale, con sent. 35/2017, ha parzialmente bocciato l’Italicum (la legge elettorale della Camera) con una sentenza immediatamente esecutiva. La Consulta, così, ha lasciato in piedi le «macerie» dell’Italicum (per la Camera) e il «Mattarellum» (per il Senato): due leggi proporzionali «rattoppate» e «disomogenee» che, se non saranno coordinate ed uniformate, rischiano di fare ulteriori danni alla nostra già martoriata «Repubblica democratica» che pare oggi non sia in grado, a scapito del principio partecipativo popolare, di andare al rinnovo del Parlamento utilizzano regole coordinate che consentano «scelte democratiche» dei rappresentanti del popolo.

      • Nascita e vicende della Costituzione italiana: dalla Costituente ai nostri giorni

        La Costituzione repubblicana

        Principi fondamentali

        Parte I - Diritti e doveri dei cittadini

        Titolo I - Rapporti civili

        Titolo II - Rapporti etico-sociali

        Titolo III - Rapporti economici

        Titolo IV - Rapporti politici

        Parte II - Ordinamento della Repubblica

        Titolo I - Il Parlamento

        Sezione I - Le Camere

        Sezione II - La formazione delle leggi

        Titolo II - Il Presidente della Repubblica

        Titolo III - Il Governo

        Sezione I - Il Consiglio dei Ministri

        Sezione II - La Pubblica Amministrazione

        Sezione III - Gli organi ausiliari

        Titolo IV - La Magistratura

        Sezione I - Ordinamento giurisdizionale

        Sezione II - Norme sulla giurisdizione

        Titolo V - Le Regioni, le Province, i Comuni

        Titolo VI - Garanzie costituzionali

        Sezione I - La Corte costituzionale

        Sezione II - Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali

        Disposizioni transitorie e finali

        Appendice Prima

        Statuto del Regno

        Il precedente della Costituzione: lo Statuto Albertino

        1. L’emanazione dello Statuto Albertino

        2. La forma di Governo introdotta dallo Statuto

        3. La Corona

        4. Camera dei deputati e Senato del Regno

        5. Disposizioni comuni alle due Camere

        6. Rapporti fra Governo e Parlamento

        7. La Magistratura

        8. Diritti e doveri dei cittadini

        Statuto del Regno - Promulgato da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848

        Appendice Seconda

        La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

        1. I diritti fondamentali nei trattati istitutivi delle Comunità europee

        2. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

        3. I contenuti della Carta

        Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

        Preambolo

        Titolo I - Dignità

        Titolo II - Libertà

        Titolo III - Uguaglianza

        Titolo IV - Solidarietà

        Titolo V - Cittadinanza

        Titolo VI - Giustizia

        Titolo VII - Disposizioni generali che disciplinano l’interpretazione e l’applicazione della Carta

        Indice analitico

      • Aggiornata:

        • alla sentenza della Corte costituzionale del 25-1-2017, n. 35 sul cd. Italicum

        • all'esito del referendum costituzionale del 4-12-2016

        • alla L. 4-8-2016, n. 163, concernente il contenuto della legge di bilancio