Il Concordato Preventivo e gli Accordi di Ristrutturazione L12/B - Edizioni Simone

Il Concordato Preventivo e gli Accordi di Ristrutturazione

abstract

Edizioni Simone

http://img.edizionisimone.it/catalogo/vl12_b.jpg

Allegato al volume: • Software per la determinazione dei compensi del Commissario Giudiziale e del Liquidatore

Autori

  • Anno Edizione: 2013
  • Edizione: III
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 384
  • Codice: L12/B
  • Isbn: 9788891400284
  • Prezzo: € 36,00
  •  

  • Acquista
  • cartaceo
 
 

    • Secondo il legislatore del 1942, il concordato preventivo, considerato una «procedura minore» rispetto a quella di fallimento, era riservato agli imprenditori commerciali sfortunati ma onesti che si trovavano in stato d’insolvenza. In tale situazione, l’imprenditore «meritevole» poteva evitare il fallimento chiedendo di essere ammesso alla procedura di concordato preventivo e sottrarsi, così, al dissesto e alle ripercussioni derivanti dalla distruzione dell’azienda. La procedura premiava il debitore e garantiva i creditori. Questi ultimi, infatti, sapevano che al concordato preventivo poteva accedere soltanto l’imprenditore meritevole (che avesse, cioè, tenuto regolarmente la contabilità nei due anni precedenti, non avesse nel quinquennio anteriore fatto ricorso al concordato preventivo o dichiarato fallito, non fosse stato condannato per determinati reati) il quale doveva assicurare (attraverso serie garanzie reali o personali) il pagamento integrale dei creditori prelatizi e una percentuale non inferiore al 40% (zoccolo duro) a quelli chirografari — o colui che proponeva la cessione di tutti i suoi beni ai creditori e la valutazione di tali beni «facesse fondatamente ritenere» soddisfatte almeno le condizioni precedentemente riferite.
      La procedura di concordato preventivo ha visto le prime modifiche profondamente innovative con il d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. Con la miniriforma del 2005, e con le modifiche successivamente apportate, la procedura di concordato preventivo, regolata sempre all’interno del R.d. 16 marzo 1942, n. 267 e rubricata «Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa» è stata rivoluzionata. Sono mutate la natura e la finalità della stessa, che non può più essere appellata «minore» poiché ha assunto, anche in relazione al contesto della situazione socio economica, il ruolo di procedura «principe». Con la nuova disciplina, l’imprenditore commerciale sopra soglia, secondo i criteri stabiliti dall’art. 1 del R.d. 267/1942, che si trova in stato di crisi o d’insolvenza, può proporre ai suoi creditori la soddisfazione dei loro crediti (nelle diverse forme e modalità) secondo un piano la cui fattibilità deve essere attestata da un professionista indipendente nominato dal debitore e in possesso di determinati requisiti. Il debitore, che non è più soggetto al controllo di meritevolezza, può avanzare qualsiasi proposta, compresa quella di non pagare integralmente i creditori assisiti da cause di prelazione (ove ricorrano determinati presupposti), che dovranno essere verificati ed attestati con un’apposita relazione da un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, terzo comma, lettera d) l.f. È caduta, quindi, l’obbligatorietà di soddisfare integralmente i creditori privilegiati e, in misura non inferiore alla soglia del 40%, i creditori chirografari; ma v’è di più, i creditori possono essere suddivisi in classi «secondo posizione giuridica e interessi economici» riservando alle diverse classi trattamenti diversificati. Le modifiche introdotte man mano, da ultime quelle ex d.l. n. 69/2013 convertito con modificazioni dalla l. n. 98/2013 (abrogazione della meritevolezza, abbassamento della percentuale necessaria per l’approvazione, eliminazione della misura minima dovuta ai creditori chirografari, possibilità di pagare in misura non integrale anche i creditori prelatizi, possibilità di ottenere finanziamenti in funzione e in esecuzione della procedura ecc.), sono state dettate dalla necessità di mantenere in vita l’azienda, sempre più considerata «bene comune» e fonte di ricchezza per la collettività e non come bene strettamente personale dell’imprenditore. La necessità di mantenere in vita l’azienda quale bene comune è sicuramente avvalorata dall’introduzione del concordato in bianco, che consente all’interessato di depositare un ricorso con allegata una scarna documentazione, riservandosi poi di presentare una proposta di concordato (o di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182bis l.f.) nel termine che gli sarà assegnato dal tribunale, usufruendo, così, di garanzie e benefici previsti in caso di deposito del ricorso contenente la proposta di concordato.
      Il tribunale, nel concedere il termine (tra un minimo di 60 ad un massimo di 120 giorni), può anticipare la nomina del commissario giudiziale, che, ovviamente, ha soltanto la funzione di monitorare la situazione onde riferire al tribunale il compimento di atti non consentiti ex art. 173 l.f. In particolare, si ricorda che le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni precedenti la pubblicazione della domanda nel registro delle imprese non si consolidano. Con le ripetute modifiche del Rd. 16 marzo 1942, n. 267, nel titolo III, ora rubricato «Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione», sono disciplinati istituti completamente nuovi: gli accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182bis) e la transazione fiscale (art. 182ter). Il debitore, ai sensi dell’art. 182bis l.f., può ristrutturare la sua posizione debitoria attraverso un accordo con una parte dei creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento di tutti i debiti e chiederne l’omologazione al tribunale al fine di dare stabilità all’accordo stesso. I creditori estranei all’accordo hanno comunque diritto all’integrale pagamento del loro credito.
      La transazione fiscale regolata dall’art. 182ter consente al debitore di proporre, in caso di concordato preventivo o di ristrutturazione dei debiti, un pagamento parziale dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e relativi accessori (esclusa l’imposta sul valore aggiunto e le ritenute operate e non versate), nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatoria e dei relativi accessori.
    • Parte prima: La riforma del concordato preventivo
      1 L’Istituto del concordato nella vecchia normativa
      1.1 Il premio per l’imprenditore sfortunato ma onesto
      1.2 Le finalità del concordato preventivo
      1.3 Le condizioni di ammissibilità
      1.4 Gli effetti per il debitore e i creditori
      1.5 Le conseguenze della non ammissione, non approvazione o non omologazione della proposta di concordato
      1.6 Altre cause per la dichiarazione di fallimento dopo l’ammissione
      1.7 Il decreto di ammissione
      1.8 Il commissario giudiziale
      1.9 La sentenza di omologazione
      1.10 L’inadempimento della proposta omologata e la risoluzione
      1.11 L’annullamento
      2 Le caratteristiche del nuovo concordato preventivo
      2.1 La necessità di una riforma generale
      2.2 La miniriforma
      2.3 Le caratteristiche salienti del nuovo concordato preventivo
      2.4 Gli accordi di ristrutturazione
      2.5 L’entrata in vigore della riforma del nuovo concordato preventivo
      2.6 Le problematiche del periodo transitorio
      2.7 Le difficoltà di raccordo con la vecchia normativa
      2.8 Le modifiche normative e l’introduzione di nuovi istituti
      2.9 La stabilità dei rapporti posti in essere prima del fallimento
      Parte Seconda
      Titolo III: Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
      Capo I: Dell’ammissione alla procedura di concordato preventivo
      3 I presupposti per l’ammissione alla procedura
      3.1 Considerazioni generali
      3.2 Lo stato di crisi
      3.3 Nessuna condizione di ammissibilità
      3.4 Il piano della proposta
      3.5 La libertà di forma nella ristrutturazione dei debiti
      3.6 Il trasferimento dei beni all’assuntore
      3.7 La suddivisione dei creditori in classi
      3.8 Il trattamento delle diverse classi di creditori
      3.9 La valutazione in caso di soddisfazione parziale dei privilegiati
      4 La domanda di concordato
      4.1 Considerazioni generali
      4.2 La presentazione della domanda
      4.3 Il tribunale competente
      4.4 La documentazione da allegare alla domanda, elencazione analitica
      4.5 La relazione del professionista
      4.6 Indipendenza e terzietà del professionista
      4.7 La modifica della domanda
      4.8 La revoca della domanda
      4.9 La comunicazione al pubblico ministero
      4.10 La domanda di concordato «in bianco»
      4.11 Il termine per depositare la proposta e l’informativa periodica
      4.12 Gli atti successivi al deposito della domanda in bianco
      4.13 La nomina anticipata del commissario giudiziale
      5 L’inammissibilità della proposta
      5.1 Considerazioni generali
      5.2 Le motivazioni dell’inammissibilità
      5.3 Il decreto di inammissibilità
      5.4 Le conseguenze dell’inammissibilità
      5.5 Reclamo avverso la sentenza
      6 L’ammissione al concordato
      6.1 Considerazioni generali
      6.2 Il controllo del tribunale e il decreto di ammissione
      6.3 La nomina del commissario giudiziale
      6.4 L’accettazione dell’incarico da parte del commissario giudiziale
      6.5 La comunicazione della PEC al registro delle imprese
      6.6 ll termine per la convocazione dei creditori
      6.7 Il deposito della somma per le spese
      6.8 Il compenso del commissario giudiziale in caso di mancato deposito
      6.9 La cancellazione della trascrizione del decreto di ammissione
      6.10 Le istanze di fallimento pendenti
      7 I decreti del giudice delegato
      7.1 Considerazioni generali
      7.2 Il reclamo avverso i provvedimenti del giudice delegato
      7.3 L’impugnabilità del decreto del tribunale che decide sul reclamo
      7.4 Le modifiche portate dalla riforma organica
      8 Il Commissario giudiziale
      8.1 Considerazioni generali
      8.2 La figura del commissario giudiziale
      8.3 La responsabilità del commissario giudiziale
      8.4 Reclamo avverso gli atti del commissario giudiziale
      8.5 La revoca e le dimissioni del commissario giudiziale
      8.6 Il compenso del commissario giudiziale
      9 La pubblicità del decreto
      9.1 Considerazioni generali
      9.2 La pubblicazione e l’iscrizione nel registro delle imprese
      9.3 La trascrizione del decreto nei pubblici registri
      9.4 Le novità introdotte dalla riforma organica
      Capo II: Degli effetti dell’ammissione al concordato preventivo
      10 L’amministrazione dei beni durante la procedura
      10.1 Considerazioni generali
      10.2 La direzione del giudice delegato, abrogazione
      10.3 La capacità processuale del debitore
      10.4 La vigilanza del commissario giudiziale
      10.5 Gli atti di straordinaria amministrazione
      10.6 Atti senza autorizzazione del giudice delegato
      10.7 I debiti anteriori all’ammissione
      10.8 I crediti sorti successivamente all’ammissione alla procedura
      11 Gli effetti della presentazione della proposta di concordato per i creditori
      11.1 Considerazioni generali
      11.2 Il divieto delle azioni esecutive
      11.3 L’esperibilità delle azioni cognitive
      11.4 Il sequestro conservativo e il sequestro giudiziario
      11.5 L’interruzione della prescrizione e della decadenza
      11.6 L’inefficacia delle ipoteche iscritte nei tre mesi precedenti
      12 Le norme del fallimento applicabili al concordato preventivo
      12.1 Considerazioni generali
      12.2 Gli effetti sui debiti pecuniari
      12.3 La compensazione
      12.4 I crediti infruttiferi
      12.5 Le obbligazioni emesse
      12.6 I crediti non pecuniari
      12.7 La rendita perpetua e la rendita vitalizia
      12.8 Le obbligazioni solidali
      12.9 Formalità eseguite dopo la dichiarazione di fallimento
      12.10 Effetti sui rapporti giuridici pendenti
      13 I contratti in corso di esecuzione
      13.1 Considerazioni generali
      13.2 La richiesta di scioglimento dal contratto
      13.3 I contratti in corso non soggetti alla disciplina
      13.4 L’indennizzo per il contraente in bonis
      Capo III: Dei provvedimenti immediati
      14 Le scritture contabili
      14.1 Considerazioni generali
      14.2 L’annotazione dell’ammissione alla procedura di concordato sulle scritture contabili
      14.3 La disposizione e la conservazione delle scritture contabili
      15 La convocazione dei creditori
      15.1 Considerazioni generali
      15.2 La verifica dell’elenco dei creditori
      15.3 La convocazione dei creditori prima della PEC
      15.4 L’introduzione della PEC nelle procedure concorsuali
      15.5 La convocazione dei creditori tramite PEC
      15.6 Il contenuto della comunicazione ex art. 171 l.f.
      15.7 La convocazione in caso di numerosi creditori
      15.8 Il rinvio della data di convocazione dei creditori su istanza del commissario giudiziale
      15.9 La comunicazione agli obbligazionisti
      16 Le operazioni e la relazione del commissario giudiziale
      16.1 Considerazioni generali
      16.2 La redazione dell’inventario
      16.3 La relazione del commissario giudiziale
      16.4 I termini per il deposito della relazione in cancelleria e la comunicazione ai creditori
      17 La dichiarazione del fallimento nel corso della procedura
      17.1 Considerazioni generali
      17.2 Le ipotesi per la dichiarazione di fallimento
      17.3 Le previsioni di fallimento ai sensi del secondo comma
      17.4 La consecuzione delle procedure
      17.5 La procedura di revoca dell’ammissione alla procedura di concordato
      17.6 La comunicazione ai creditori tramite PEC
      Capo IV: Della deliberazione del concordato preventivo
      18 L’adunanza dei creditori
      18.1 Considerazioni generali
      18.2 La partecipazione del debitore
      18.3 La partecipazione dei creditori
      18.4 I soggetti che partecipano all’udienza
      19 La discussione della proposta di concordato
      19.1 Considerazioni generali
      19.2 La presenza del commissario giudiziale
      19.3 Le ragioni dei creditori
      19.4 Il diritto del debitore
      20 L’ammissione provvisoria dei creditori contestati
      20.1 Considerazioni generali
      20.2 L’opposizione dei creditori esclusi
      21 La maggioranza per l’approvazione del concordato
      21.1 Considerazioni generali
      21.2 Il diritto di voto
      21.3 Il voto limitato ad una parte del credito
      21.4 L’esclusione dal voto
      21.5 L’approvazione del concordato
      22 Le adesioni alla proposta di concordato
      22.1 Considerazioni generali
      22.2 Il verbale dell’udienza dei creditori
      22.3 Le adesioni, da manifestazione espressa a silenzio assenso
      Capo V
      Dell’omologazione e dell’esecuzione del concordato preventivo
      Degli accordi di ristrutturazione dei debiti
      23 La mancata approvazione del concordato
      23.1 Considerazioni generali
      23.2 Il non raggiungimento della maggioranza
      23.3 Le conseguenze della non approvazione della proposta
      23.4 La mutazione delle condizioni di fattibilità
      24 L’approvazione del concordato e il giudizio di omologazione
      24.1 Considerazioni generali
      24.2 La fissazione dell’udienza di comparizione e l’avvio del giudizio di omologazione
      24.3 La notifica ai creditori dissenzienti
      24.4 La costituzione nel giudizio di omologazione
      24.5 La costituzione del proponente
      24.6 Il parere motivato del commissario giudiziale
      24.7 L’intervento degli altri interessati
      24.8 L’assunzione delle prove e l’omologazione
      24.9 Gli adempimenti conseguenti al decreto di omologazione e l’impugnazione
      24.10 Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionati o irreperibili
      24.11 La mancata omologazione
      25 La chiusura della procedura
      25.1 Considerazioni generali
      25.2 Il termine massimo per chiudere la procedura di concordato
      25.3 Le conseguenze dell’accorciamento del procedimento
      25.4 La ragionevole durata delle procedure concorsuali
      26 La cessione dei beni
      26.1 Considerazioni generali
      26.2 Il decreto di omologazione
      26.3 Il liquidatore
      26.4 Il comitato dei creditori
      27 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti
      27.1 Considerazioni generali
      27.2 Il tribunale competente
      27.3 I presupposti dell’accesso alla procedura
      27.4 L’accordo con i creditori
      27.5 L’esperto e la sua relazione
      27.6 Il deposito dell’accordo
      27.7 Divieto di azioni per titoli e cause anteriori
      27.8 Le opposizioni
      27.9 L’omologazione
      27.10 I benefici degli accordi di ristrutturazione omologati
      27.11 Il reclamo contro il decreto del tribunale
      28 La transazione fiscale
      28.1 Considerazioni generali
      28.2 La previsione della transazione fiscale
      28.3 La proposta
      28.4 La procedura
      28.5 La comunicazione al commissario giudiziale
      28.6 L’accettazione della transazione
      28.7 La transazione fiscale negli accordi di ristrutturazione
      28.8 La transazione fiscale fruibile anche dall’imprenditore agricolo
      29 La prededucibilità dei crediti nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione
      29.1 Considerazioni generali
      29.2 La prededuzione dei crediti di finanziamento sorti in esecuzione della procedura
      29.3 La prededuzione dei crediti di finanziamento sorti in funzione della procedura
      29.4 La prededuzione limitata dei finanziamenti effettuati dai soci
      30 La nuova finanza e i pagamenti di debiti anteriori
      30.1 Considerazioni generali
      30.2 La nuova finanza in prededuzione
      30.3 Il pagamento di crediti anteriori nel concordato preventivo
      30.4 Il pagamento dei creditori anteriori nell’accordo di ristrutturazione dei debiti
      31 La riduzione di capitale per le società in crisi
      31.1 Considerazioni generali
      31.2 La sospensione degli effetti delle perdite sul capitale
      31.3 La gestione della società ai soli fini conservativi
      31.4 L’utilizzazione delle sopravvenienze a copertura delle perdite e ripianamento del capitale
      32 L’appello contro il decreto che omologa il concordato
      32.1 Considerazioni generali
      32.2 La legittimazione a proporre reclamo
      33 Gli effetti del concordato per i creditori
      33.1 Considerazioni generali
      33.2 Gli effetti dell’omologazione del concordato
      33.3 I soci illimitatamente responsabili
      Capo VI
      Dell’esecuzione, della risoluzione e dell’annullamento del concordato preventivo
      34 L’esecuzione del concordato
      34.1 Considerazioni generali
      34.2 L’attività di sorveglianza
      34.3 Il secondo comma
      34.4 La cancellazione delle formalità pregiudizievoli
      35 La risoluzione e l’annullamento del concordato
      35.1 Considerazioni generali
      35.2 La richiesta di risoluzione del concordato
      35.3 La «scarsa importanza» dell’inadempienza
      35.4 La risoluzione e l’annullamento
      35.5 Il termine per esperire l’azione di risoluzione o di annullamento
      35.6 La decisione del tribunale
      35.7 Gli effetti della risoluzione
      35.8 La garanzia prestata da terzi
      36 Il concordato con continuità aziendale
      36.1 Considerazioni generali
      36.2 Le modalità di prosecuzione dell’attività
      36.3 Il piano e l’attestazione del professionista
      36.4 I contratti pubblici dopo l’ammissione alla procedura
      36.5 La partecipazione a gare per l’assegnazione di contratti pubblici
      36.6 La cessazione dell’attività
      Parte Terza: Gli aspetti fiscali
      37 Il contributo unificato
      37.1 Il contributo unificato
      37.2 Il pagamento del contributo unificato
      38 L’imposta sul valore aggiunto
      38.1 Aspetti generali
      38.2 Le note di variazione IVA
      39 L’imposta municipale propria (IMU)
      39.1 Dall’imposta comunale sugli immobili all’imposta municipale propria, cenni
      39.2 Il tributo nelle procedure concorsuali
      39.3 La natura del tributo
      39.4 Problematiche riguardanti l’IMU
      40 Le imposte dirette, l’IRAP e le ritenute fiscali
      40.1 Considerazioni generali
      40.2 La irrilevanza della realizzazione delle plusvalenze e delle sopravvenienze
      40.3 Gli effetti per il creditore
      40.4 La decadenza dal regime della trasparenza
      40.5 L’imposta regionale sulle attività produttive
      40.6 Le ritenute fiscali
      41 L’imposta di registro
      41.1 La tassazione (della sentenza di omologazione) prima della riforma
      41.2 La tassazione del decreto di omologazione
      42 Sanzioni per omessi versamenti a seguito di ammissione alla procedura di concordato preventivo
      42.1 Il divieto di pagamento dei debiti anteriori all’ammissione alla procedura
      42.2 Le conseguenze del mancato pagamento dei debiti fiscali e contributivi
      APPENDICE
      D.M. 25-1-2012, n. 30 (G.U. 26-3-2012, n. 72). — Regolamento concernente l’adeguamento dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione dei compensi nelle procedure di concordato preventivo
      R.D. 16-3-1942, n. 267. — Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa
      Bibliografia
    • • D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98