Il Diritto dei Minori L21 - Edizioni Simone

Il Diritto dei Minori

abstract

Edizioni Simone

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Legislazione e Giurisprudenza di diritto minorile, sostanziale e processuale, penale, civile ed amministrativo • Minore imputato e minore vittima del reato • Affidamento familiare e adozione • Sottrazione internazionale di minori • Responsabilità genitoriale • Famiglia di fatto • Minori immigrati in Italia • Procedure amministrative minorili • Volontaria giurisdizione • Formule e Giurisprudenza - Nel software Formulario

A cura di Piero Avallone - Nicola Ciccarelli - Raffaella Tedesco

  • Anno Edizione: 2015
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 688
  • Codice: L21
  • Isbn: 9788891405982
  • Prezzo: € 65,00
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    • Questo nuovo manuale sul diritto dei minori si caratterizza per la completezza e l’aggiornamento di una materia che risulta sempre delicatissima. Destinato ad avvocati, magistrati e a tutti gli operatori che operano nel sociale, il libro è diviso in tre parti dedicate, rispettivamente, alla tutela (sostanziale e processuale) penale, civile ed amministrativa del minore.
      La prima parte esamina la disciplina giuridica vigente nell’ipotesi in cui il minore sia soggetto attivo di reato − partendo dallo studio dei concetti d’imputabilità, capacità di intendere e di volere e di coscienza e volontà della condotta, per poi passare all’analisi dei principi fondamentali del processo minorile − e quella in cui, al contrario, ne sia vittima (ad esempio reati di violenza a sfondo sessuale).
      La seconda parte tratta degli istituti civilistici a protezione del minore (affidamento familiare; adozione, nazionale e internazionale); della tutela del minore nella famiglia “di fatto”; del rapporto dei minori con i genitori e, in particolare, del concetto di responsabilità genitoriale.
      Ancora, si affronta lo scottante tema della sottrazione internazionale di minori, nonché la problematica del minore immigrato in Italia.
      La terza parte, infine, è dedicata alle misure amministrative (presupposti, procedura, tipologia), previste per intervenire su tutti quei comportamenti dei minori che, non avendo compiuto i quattordici anni, non sono imputabili e necessitano di interventi al fine di evitare la devianza.
      Il libro, inoltre, prevede un formulario, che garantisce un “taglio pratico” agli argomenti trattati scaricabile anche con il Qr Code in calce al volume.
    • Parte I
      La legislazione e la giurisprudenza nel diritto penale minorile
      1 Il diritto penale minorile sostanziale
      1.1 L’imputabilità negli artt. 42 e 85 c.p.
      1.2 Definizione di imputabilità
      1.3 La presunzione di non imputabilità
      1.4 I concetti di imputabilità, di capacità di intendere e di volere e di coscienza e volontà della condotta nella dottrina del diritto minorile
      1.5 La fissazione a quattordici anni della soglia di ingresso nel circuito penale
      1.6 Il disegno di legge sulla modifica dei limiti dell’imputabilità
      1.7 L’ipotesi dell’abbassamento dell’imputabilità a dodici anni alla luce delle diverse realtà europee e delle diverse aree geo-sociali
      1.8 La giurisprudenza in materia di imputabilità
      1.9 Il perdono giudiziale per i minori degli anni diciotto: art. 169 c.p.
      1.10 La giurisprudenza in materia di perdono giudiziale
      1.11 La sospensione condizionale della pena: art. 163 c.p.
      1.12 La giurisprudenza in materia di sospensione condizionale della pena
      1.13 L’istituto dell’ergastolo nell’originaria formulazione dell’art. 22 c.p.
      1.14 La giurisprudenza in materia di ergastolo
      1.15 La querela: disamina degli artt. 120-126 c.p. e 152-156 c.p.
      1.16 La giurisprudenza in materia di querela
      1.17 La recidiva: art. 99 c.p.
      2 La legislazione penale processuale minorile. Il capo I del D.P.R. 448/1988
      2.1 I principi generali del processo minorile: art. 1 D.P.R. 448/1988
      2.1.1 Il primo comma, primo periodo, dell’art. 1 del D.P.R. 448/1988
      2.1.2 Il primo comma, secondo periodo, dell’art. 1 del D.P.R. 448/1988
      2.1.3 Il secondo comma dell’art. 1 del D.P.R. 448/1988
      2.2 Gli Organi Giudiziari nel procedimento a carico di minorenni: art. 2 D.P.R. 448/1988
      2.2.1 Il Pubblico Ministero
      2.2.2 Il Giudice per le indagini preliminari
      2.2.3 Il Tribunale per i minorenni
      2.2.4 Il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello e la sezione di Corte d’Appello per i minorenni
      2.2.5 Il Magistrato di sorveglianza per i minorenni
      2.3 La competenza del Tribunale per i minorenni: art. 3 D.P.R. 448/1988
      2.3.1 I vari tipi di competenza
      2.3.2 La competenza in ragione dell’età; le ricadute sul reato permanente e continuato
      2.3.3 La giurisprudenza della Cassazione sulla competenza
      2.3.4 Il problema dell’accertamento dell’età
      2.3.5 Magistratura minorile e funzioni di sorveglianza
      2.3.6 Le altre competenze del Tribunale per i minorenni
      2.4 Informativa al Procuratore della Repubblica per i minorenni: art. 4 D.P.R. 448/1988
      2.5 Sezioni di Polizia Giudiziaria per i minorenni: art. 5 D.P.R. 448/1988
      2.6 I Servizi minorili: art. 6 D.P.R. 448/1988
      2.6.1 I Servizi Sociali nel passaggio storico dalla funzione meramente amministrativa a quella anche giurisdizionale
      2.6.2 Le varie funzioni dei Servizi Sociali
      2.6.3 I Servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia
      2.6.4 I Servizi Sociali territoriali degli Enti Locali
      2.6.5 La giurisprudenza sui Servizi Sociali
      2.7 Le notifiche agli esercenti la responsabilità genitoriale: art. 7 D.P.R. 448/1988
      2.7.1 Disciplina giuridica
      2.7.2 La giurisprudenza sulle notifiche agli esercenti la responsabilità genitoriale
      2.8 L’accertamento sull’età del minore: art. 8 D.P.R. 448/1988
      2.8.1 Criteri generali
      2.8.2 Le varie età dell’imputato significative nel processo minorile
      2.8.3 Ambito di applicazione dell’art. 8 D.P.R. 448/1988
      2.8.4 Le modalità dell’accertamento tecnico dell’età in caso di dubbio
      2.8.5 La giurisprudenza sull’accertamento della minore età
      2.9 Gli accertamenti sulla personalità del minore: art. 9 D.P.R. 448/1988
      2.9.1 Le indagini sulla personalità ai fini delle decisioni giudiziarie
      2.9.2 La questione dell’obbligatorietà degli accertamenti sulla personalità
      2.9.3 La giurisprudenza sull’accertamento della personalità
      2.10 Inammissibilità dell’azione civile: art. 10 D.P.R. 448/1988
      2.10.1 Il divieto di costituirsi parte civile nel processo penale minorile: motivazioni
      2.11 Il difensore d’ufficio dell’imputato minorenne: art. 11 D.P.R. 448/1988
      2.12 L’assistenza all’imputato minorenne: art. 12 D.P.R. 448/1988
      2.13 Il divieto di pubblicazione e di divulgazione di notizie o immagini relative al minore: art. 13 D.P.R. 448/1988
      3 I provvedimenti in materia di libertà personale. Il capo II del D.P.R. 448/1988
      3.1 L’arresto in flagranza del minorenne: art. 16 D.P.R. 448/1988
      3.1.1 Le pene edittali necessarie per effettuare l’arresto del minore
      3.1.2 La facoltatività dell’arresto del minore
      3.1.3 Ulteriori ipotesi di arresto del minore
      3.1.4 La giurisprudenza in tema di arresto in flagranza del minore
      3.2 Il fermo di minore indiziato di delitto: art. 17 D.P.R. 448/1988
      3.2.1 Condizioni di applicabilità
      3.2.2 Il pericolo di fuga
      3.3 I provvedimenti in caso di arresto o di fermo: art. 18 D.P.R. 448/1988
      3.3.1 La legislazione italiana e le Convenzioni internazionali
      3.3.2 Il procedimento
      3.3.3 Poteri e doveri del Pubblico Ministero
      3.3.4 La competenza
      3.3.5 La giurisprudenza sui provvedimenti di fermo del minore
      3.4 L’accompagnamento a casa del minore in caso di flagranza: art. 18bis D.P.R. 448/1988
      3.4.1 La specificità della misura precautelare
      3.4.2 Natura giuridica e inquadramento dottrinale
      3.4.3 La giurisprudenza sull’accompagnamento del minore
      3.5 L’accompagnamento presso il C.P.A.: art. 18bis, co. 4, D.P.R. 448/1988
      3.6 Le misure cautelari per i minorenni: art. 19 D.P.R. 448/1988
      3.6.1 Tassatività
      3.6.2 Condizioni per l’applicabilità
      3.6.3 Finalità educativa ovvero processuale
      3.6.4 Le misure cautelari previste per i maggiorenni che non trovano applicazione nel diritto minorile
      3.6.5 I criteri di scelta nell’irrogazione delle misure cautelari
      3.6.6 L’intervento dei Servizi Minorili; le attività di sostegno e di controllo
      3.6.7 La determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure
      3.6.8 Il procedimento: l’adozione della misura, la sua esecuzione e le vicende modificative ed estintive
      3.6.9 Trasgressione delle prescrizioni e delle regole imposte con l’emissione di provvedimenti cautelari
      3.7 La misura cautelare delle prescrizioni: art. 20 D.P.R. 448/1988
      3.7.1 La natura giuridica delle prescrizioni
      3.7.2 Il contenuto delle prescrizioni
      3.7.3 L’intervento dell’esercente la responsabilità genitoriale
      3.7.4 La durata delle prescrizioni e rinnovazione
      3.8 La permanenza in casa: art. 21 D.P.R. 448/1988
      3.8.1 Similitudini e differenze tra permanenza in casa ed arresti domiciliari
      3.8.2 Le oscillazioni della Corte di Cassazione fra natura detentiva o meno delle misure della permanenza in casa e del collocamento in comunità
      3.8.3 Il coinvolgimento dei familiari nell’esecuzione della misura
      3.9 La giurisprudenza sulla permanenza in casa
      3.10 Il collocamento in comunità: art. 22 D.P.R. 448/1988
      3.10.1 Organizzazione delle comunità
      3.10.2 La teoria educativa, la funzione cautelare e la finalità di rieducazione ex art. 27 della Costituzione
      3.11 La giurisprudenza sul collocamento in comunità
      3.12 La custodia cautelare in I.P.M.: art. 23 D.P.R. 448/1988
      3.12.1 Condizioni generali di applicabilità della misura
      3.12.2 I termini di durata massima delle misure
      3.12.3 Applicabilità dell’istituto della sospensione dei termini
      4 La definizione anticipata del procedimento e il giudizio in dibattimento Il capo III del D.P.R. 448/1988
      4.1 I procedimenti penali speciali: art. 25 D.P.R. 448/1988
      4.2 L’obbligo dell’immediata declaratoria della non imputabilità: art. 26 D.P.R. 448/1988
      4.3 La giurisprudenza sulla sentenza di non luogo a procedere per non imputabilità
      4.4 La sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto: art. 27 D.P.R. 448/1988
      4.5 La giurisprudenza sull’irrilevanza del fatto
      4.6 La sentenza di non luogo a procedere per perdono giudiziale: art. 169 c.p.
      4.6.1 Il perdono giudiziale
      4.6.2 La giurisprudenza sul perdono giudiziale
      4.7 La sospensione del processo e la messa alla prova; la dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della prova: artt. 28-29 D.P.R. 448/1988
      4.7.1 La ratio dell’istituto della messa alla prova
      4.7.2 Ulteriore presupposto per la messa alla prova: la piena confessione o la resipiscenza?
      4.7.3 Disciplina giuridica
      4.7.4 La messa alla prova in grado di Appello e in Cassazione
      4.7.5 Il progetto e gli impegni del minore
      4.7.6 L’estensione agli imputati maggiorenni del beneficio della messa alla prova ex L. 67/2014
      4.8 La giurisprudenza sull’istituto della messa alla prova
      4.9 Le sanzioni sostitutive: art. 30 D.P.R. 448/1988
      4.10 Svolgimento dell’udienza preliminare, provvedimenti e opposizioni: artt. 31, 32 e 32bis D.P.R. 448/1988
      4.11 L’udienza preliminare minorile; il procedimento
      4.11.1 La disciplina giuridica
      4.11.2 Il ruolo degli esercenti la responsabilità genitoriale nell’udienza preliminare
      4.11.3 Le varie soluzioni definitorie del procedimento all’udienza preliminare
      4.11.4 La procedura prevista dal secondo comma dell’art. 32 del D.P.R. 448/1988
      4.11.5 Le impugnazioni
      4.11.6 La procedura per gli imputati maggiorenni irreperibili e la novella della L. 67/2014: applicabilità anche ai minorenni?
      4.12 La giurisprudenza sull’udienza preliminare
      4.13 L’ udienza dibattimentale: art. 33 D.P.R. 448/1988
      4.14 L’impugnazione dell’esercente la responsabilità genitoriale: art. 34 D.P.R. 448/1988
      4.15 La giurisprudenza relativa all’impugnazione da parte degli esercenti la responsabilità genitoriale
      5 Il procedimento per l’applicazione delle misure di sicurezza. Il Capo IV del D.P.R. 448/1988
      5.1 Le misure di sicurezza per il minore pericoloso: generalità
      5.2 La libertà vigilata e il riformatorio giudiziario nell’attuale legislazione: art. 36 D.P.R. 448/1988
      5.2.1 L’applicazione delle misure di sicurezza
      5.2.2 La giurisprudenza sulle misure di sicurezza
      5.3 Applicazione provvisoria delle misure di sicurezza: art. 37 D.P.R. 448/1988
      5.3.1 I presupposti e le condizioni di applicabilità delle misure di sicurezza
      5.3.2 Disciplina giuridica
      5.3.3 Minori malati di mente
      5.3.4 La giurisprudenza sulle misure di sicurezza provvisorie
      5.4 Il procedimento davanti al T.P.M.: art. 38 D.P.R. 448/1988
      5.5 Le misure di sicurezza nel dibattimento: art. 39 D.P.R. 448/1988
      5.6 Esecuzione delle misure di sicurezza: art. 40 D.P.R. 448/1988
      5.6.1 Le misure di sicurezza nel procedimento di cognizione e di esecuzione
      5.6.2 Limiti di età per il soggetto sottoposto all’esecuzione in ordine alla competenza del Magistrato di Sorveglianza minorile
      5.7 Impugnazione dei provvedimenti del Magistrato di Sorveglianza per i minorenni: art. 41 D.P.R. 448/1988
      6 L’esecuzione penale minorile: parte generale
      6.1 L’art. 79 della L. 354/1975 e l’art. 1 del D.P.R. 448/1988
      6.2 Il titolo esecutivo e la competenza territoriale del Tribunale di Sorveglianza
      6.3 I provvedimenti di unificazione delle pene concorrenti
      6.3.1 Il cumulo come espressione del favor rei
      6.3.2 La competenza per i cumuli
      6.4 L’esecuzione delle pene detentive
      6.4.1 Ipotesi nella quale la pena da scontare sia inferiore o meno ai tre anni di reclusione e il reato commesso sia compreso o meno nella lista dei reati ostativi
      6.4.2 Ipotesi nella quale il condannato sia libero
      6.4.3 Ipotesi nella quale il condannato sia già detenuto in carcere proprio per il reato per cui vi è esecuzione
      6.4.4 Ipotesi nella quale il condannato è in permanenza in casa ovvero collocato in Comunità proprio per il reato per cui vi è esecuzione
      6.4.5 Ipotesi nella quale il condannato è già detenuto in carcere ovvero è in permanenza in casa ovvero collocato in Comunità ma per altro reato e quindi in base ad altro e diverso titolo esecutivo
      6.4.6 Ipotesi nella quale il condannato minorenne si trova provvisoriamente in carcere (rectius in I.P.M.) per il reato per cui vi è esecuzione perché colpito da un provvedimento di aggravamento della misura cautelare per un massimo di trenta giorni per trasgressione agli obblighi del collocamento in Comunità e la sentenza diventi esecutiva proprio durante questi trenta giorni di aggravamento
      6.5 Le misure alternative alla detenzione: generalità
      6.6 L’affidamento in prova ai Servizi Sociali: art. 47 L. 354/1975
      6.7 La detenzione domiciliare
      6.8 La semilibertà: art. 50 L. 354/1975
      6.9 La liberazione anticipata: art. 54 L. 354/1975, modif. dal D.L. 146/2013, conv., con modif., dalla L. 10/2014
      6.10 Permessi e permessi premio: artt. 30 e 30ter L. 354/1975
      6.11 I benefici per i tossicodipendenti in cura: artt. 90 e 94 del D.P.R. 309/1990
      6.11.1 La sospensione dell’esecuzione e l’estinzione delle pene ex art. 90-93 D.P.R. 309/1990
      6.11.2 La diversa disciplina di cui all’art. 94 D.P.R. 309/1990
      6.12 La liberazione condizionale
      6.13 Il casellario giudiziale e la riabilitazione speciale
      6.13.1 Il casellario giudiziale
      6.13.2 La cancellazione straordinaria delle iscrizioni al casellario giudiziale; la c.d. riabilitazione speciale
      6.14 Le sentenze della Corte Costituzionale in tema di esecuzione penale
      6.15 Le sentenze della Corte di Cassazione in tema di esecuzione penale
      7 La lotta al sovraffollamento carcerario e le riforme della detenzione domiciliare
      7.1 La lotta al sovraffollamento carcerario dopo la riforma dell’art. 79 della Costituzione
      7.2 Il c.d. indultino del 2003, l’indulto del 2006 e il perdurante sovraffollamento delle carceri
      7.3 La sentenza Sulejmanovic e la condanna dell’Italia, da parte della Corte di Strasburgo, per aver inflitto, in corso di espiazione della pena, un trattamento inumano e degradante, sussumibile anche nel concetto di «tortura»
      7.4 Il piano carceri del 2010 e la L. n. 199/2010 (c.d. prima legge svuota-carceri)
      7.4.1 Gli elementi di novità contenuti nella c.d. prima legge «svuota-carceri»
      7.4.2 Disciplina giuridica
      7.4.3 Natura giuridica dell’istituto della pena detentiva breve presso il domicilio; analogie e differenze con la misura alternativa della detenzione domiciliare ordinaria
      7.5 La detenzione domiciliare negli «ultimi 18 mesi»: le modifiche di cui al D.L. 211/2011 (c.d. secondo decreto svuota-carceri), conv., con modif., dalla L. 9/2012 e di cui al D.L. 146/2013, conv., con modif., dalla L. 10/2014
      7.6 La sentenza Torregiani: la nuova condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo e il termine di un anno concesso da quest’ultima all’Italia
      7.6.1 Commento alla sentenza Torregiani
      7.7 La prima risposta dell’Italia alla condanna della Corte Europea: il D.L 78/2013 (c.d. terzo decreto svuota-carceri), conv., con modif., dalla L. 94/2013
      7.8 La seconda risposta dell’Italia alla condanna della Corte Europea: il D.L. 146/2013, conv., con modif., dalla L. 10/2014
      8 La tutela del minore vittima del reato
      8.1 La sottovalutata questione del minore vittima del reato
      8.2 I minori trascurati dal codice penale e dal codice di procedura penale
      8.3 Le violenze a sfondo sessuale sui minori
      8.4 Lo sfruttamento dei minori per altri fini abietti
      8.5 L’ascolto «errato» del minore ovvero il suo mancato ascolto
      8.6 L’audizione protetta del minore
      8.7 La valutazione delle dichiarazioni e la perizia sulla capacità a testimoniare La c.d. Carta di Noto
      8.8 La tutela internazionale e nazionale del minore vittima del reato
      8.9 La Convenzione di Lanzarote
      8.9.1 Il contenuto della Convenzione e la legge di ratifica
      8.9.2 Effetti della Convenzione di Lanzarote in tema di ascolto del minore
      8.10 Dalla tutela penale alla tutela civile
      8.11 La giurisprudenza in materia di tutela del minore vittima del reato
      Parte II
      La tutela civile del minore
      1 L’affidamento familiare
      1.1 Il diritto del minore a una famiglia
      1.2 L’affidamento nell’ambito della famiglia «allargata»: fondamento giuridico e differenze con l’affidamento ex art. 4 L. 184/1983
      1.2.1 Che cosa si intende per famiglia?
      1.3 Il possibile contrasto per il minore fra il diritto alla famiglia d’origine e il diritto ad essere amorevolmente tutelato, istruito ed educato
      1.4 L’affidamento familiare ex art. 4 L. 184/1983, come modif. dalla L. 149/2001 e dal D.Lgs. 154/2013
      1.4.1 I protagonisti dell’affidamento
      1.5 Le varie forme di affidamento
      1.6 Natura giuridica del provvedimento del giudice tutelare
      1.7 La temporaneità dell’affidamento
      1.8 Poteri e doveri degli affidatari; quante persone esercitano la responsabilità genitoriale?
      1.9 L’affidamento patologico; un modo per aggirare i problemi e le lungaggini dell’adozione
      1.10 La procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo: evoluzione giurisprudenziale e legislativa; la sentenza 162/2014 della Corte costituzionale
      1.11 La giurisprudenza sull’affidamento familiare
      2 L’adozione nazionale: principi generali
      2.1 Evoluzione storica dell’istituto dell’adozione
      2.2 Minore adottabile e stato di abbandono
      2.2.1 La giurisprudenza sullo stato di abbandono
      2.3 Le situazioni che escludono lo stato di abbandono: la causa di forza maggiore e la presenza tutelante di parenti entro il quarto grado disposti all’affido
      2.4 Il procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità
      2.4.1 L’attività istruttoria del Tribunale per i minorenni
      2.4.2 La giurisprudenza sullo stato di adottabilità
      2.4.3 I provvedimenti provvisori e urgenti ai sensi dell’art. 10, co. 3, L. 184/1983
      2.5 I casi di sospensione della procedura di adottabilità
      2.6 I casi di immediata declaratoria dello stato di adottabilità
      2.7 L’ascolto del minore
      2.7.1 L’ascolto del minore da parte del Tribunale per i minorenni prima della declaratoria dello stato di adottabilità
      2.7.2 La giurisprudenza sull’ascolto del minore
      2.8 Il rigetto da parte del Tribunale della richiesta del P.M. e le impugnazioni
      2.8.1 Il rigetto della richiesta del P.M.
      2.8.2 L’Appello
      2.8.3 Il ricorso per Cassazione
      2.9 La sentenza dichiarativa dello stato di adottabilità
      2.10 Le impugnazioni della sentenza dichiarativa dello stato di adottabilità
      2.10.1 La giurisprudenza sulle impugnazioni
      2.11 La revoca dello stato di adottabilità
      2.12 La trascrizione della sentenza. Stato di adottabilità e conseguenze sulla responsabilità genitoriale
      3 Il procedimento di adozione
      3.1 I requisiti richiesti dalla L. 184/1983 per adottare
      3.1.1 Il matrimonio
      3.1.2 Limiti di età dei coniugi e deroghe: ratio
      3.1.3 La capacità affettiva
      3.2 La domanda di adozione
      3.2.1 L’accettazione del «rischio giuridico»
      3.3 L’istruttoria del Tribunale per i minorenni a seguito di domanda di adozione
      3.3.1 La procedura di abbinamento
      3.4 L’affidamento preadottivo
      3.5 La giurisprudenza sull’affidamento preadottivo
      3.6 La procedura in camera di consiglio e la sentenza di adozione
      3.7 Gli effetti della sentenza di adozione
      3.8 La conoscenza delle origini
      3.9 Le sanzioni penali
      3.9.1 Ratio della tutela penale della famiglia
      3.9.2 I reati previsti dall’art. 70 L. 184/1983
      3.9.3 I reati previsti dall’art. 71 L. 184/1983
      3.9.4 I reati previsti dall’art. 72 L. 184/1983
      3.9.5 I reati previsti dall’art. 72bis L. 184/1983
      3.9.6 I reati previsti dall’art. 73 L. 184/1983
      3.10 La giurisprudenza sulle sanzioni penali previste dalla legge sull’adozione
      3.11 La giurisprudenza sull’adozione nazionale
      3.12 L’adozione in casi particolari
      3.12.1 Casi tassativamente previsti dall’art. 44 L. 184/1983: generalità
      3.12.2 Requisiti degli adottanti
      3.12.3 Consensi e assensi
      3.12.4 Effetti dell’adozione in casi particolari
      3.12.5 La revoca dell’adozione in casi particolari
      3.12.6 La possibilità di adottare un minore straniero non tramite l’adozione internazionale bensì ex art. 44 L. 184/1983
      3.13 La giurisprudenza sull’adozione in casi particolari
      4 L’adozione internazionale: principi generali
      4.1 Differenze tra adozione nazionale ed adozione internazionale: evoluzione legislativa
      4.1.1 Normativa giuridica previgente
      4.1.2 Normativa giuridica vigente
      4.2 Incremento delle domande di adozione internazionale: i «pro» e i «contro» secondo la dottrina
      4.3 I principi ispiratori dell’adozione internazionale
      4.4 I soggetti dell’adozione internazionale: rinvio
      4.4.1 Il Tribunale per i minorenni e il Pubblico Ministero
      4.4.2 I servizi sociali
      4.4.3 Gli enti autorizzati
      4.4.4 La Commissione per le Adozioni Internazionali
      4.5 Il procedimento: cenni introduttivi
      4.6 La dichiarazione di disponibilità
      4.6.1 I requisiti richiesti dal legislatore per gli aspiranti genitori adottivi: rinvio all’art. 6 L. 184/1983
      4.6.2 Derogabilità dei limiti massimi di età per adottare
      4.6.3 Adottabilità di minori da parte di single, di coppie di fatto eterosessuali oppure omosessuali
      4.6.4 La competenza
      4.7 Gli accertamenti sull’idoneità
      4.7.1 Idoneità all’adozione nazionale e idoneità all’adozione internazionale: differenze
      4.7.2 Gli accertamenti da parte dei Servizi Sociali
      4.7.3 Il decreto sull’idoneità
      4.8 La c.d. adozione internazionale «mite»
      4.9 Il ruolo degli Enti autorizzati e della Commissione nella procedura di adozione internazionale: approfondimenti
      4.9.1 Gli Enti Autorizzati: inquadramento giuridico
      4.9.2 I requisiti degli Enti Autorizzati: le questioni aperte
      4.9.3 I compiti degli Enti autorizzati
      4.9.4 La Commissione per le Adozioni Internazionali: inquadramento giuridico
      4.9.5 I compiti della Commissione per le Adozioni Internazionali
      5 La procedura di adozione internazionale
      5.1 La procedura di adozione internazionale in concreto: cronologia degli atti
      5.2 La decisione sull’affidamento e gli atti conseguenziali
      5.3 Il controllo della Commissione sulle adozioni internazionali
      5.4 Le due principali ipotesi in tema di adozione internazionale
      5.4.1 Adozione pronunciata all’estero prima dell’arrivo del minore in Italia
      5.4.2 Adozione perfezionata dopo l’arrivo del minore in Italia
      5.5 L’adozione internazionale al di fuori della Convenzione dell’Aja e di accordi bilaterali fra Stati
      5.6 La «kafalah» islamica e la sua possibile applicazione come diversa forma di adozione internazionale o come facilitazione al ricongiungimento familiare
      5.6.1 La giurisprudenza sulla «kafalah»
      5.7 L’ingresso del minore straniero in Italia
      5.8 Il divieto di ingresso del minore straniero in Italia
      5.9 La modifica del certificato di nascita
      5.10 La giurisprudenza sull’adozione internazionale
      6 La sottrazione internazionale di minori
      6.1 Genitori e bambini senza frontiere
      6.2 Le Convenzioni Internazionali
      6.3 La Convenzione dell’Aja del 1980: generalità
      6.4 Il concetto di residenza abituale
      6.5 Il concetto di «illecito» trasferimento
      6.6 La procedura per il rientro del minore in caso di sottrazione circoscritta al territorio dell’Unione Europea
      6.7 Il rigetto dell’istanza di rimpatrio
      6.8 L’ascolto del minore
      6.9 La procedura
      6.10 Rimpatrio e affidamento
      6.11 La giurisprudenza sulla sottrazione internazionale dei minorenni
      7 La responsabilità genitoriale introdotta dalla riforma della filiazione: esercizio e decadenza
      7.1 La responsabilità genitoriale e gli obblighi dei genitori verso i figli
      7.2 La rappresentanza e l’amministrazione
      7.3 La giurisprudenza sulla responsabilità genitoriale e sulla rappresentanza del minore e l’amministrazione dei suoi beni
      7.4 La procedura in caso di contrasto tra i genitori
      7.5 Il controllo sull’esercizio della responsabilità genitoriale: i provvedimenti ex artt. 330 ss. c.c. come modif. dal D.Lgs. 154/2013
      7.6 Dubbi in ordine allo spostamento di competenza in favore del G.O. dopo la riforma della filiazione
      7.7 Le condotte pregiudizievoli
      7.7.1 Le condotte pregiudizievoli border-line; la c.d. sindrome PAS
      7.8 Responsabilità genitoriale e crisi della coppia. Il rapporto con i nonni
      7.8.1 La giurisprudenza sul rapporto con gli ascendenti
      8 L’articolo 403 del codice civile: l’intervento della pubblica autorità a favore dei minori
      8.1 L’intervento della Pubblica Autorità a favore dei minori: presupposti
      8.2 La natura giuridica e l’efficacia del provvedimento ex art. 403 c.c
      8.3 I compiti dei Servizi Sociali territoriali
      8.4 Le segnalazioni per i procedimenti civili davanti al Tribunale per i minorenni: generalità
      8.5 I casi di segnalazione obbligatoria
      8.6 I casi di segnalazione non obbligatoria ma opportuna
      8.7 Le modalità di segnalazione
      8.8 Il contenuto della segnalazione
      8.9 L’iniziativa dei genitori e dei parenti
      8.10 La giurisprudenza sull’art. 403 c.c
      9 La famiglia di fatto
      9.1 Nozione di famiglia di fatto
      9.2 Dal «peccaminoso» concubinato alla valorizzazione degli artt. 2 e 29 Cost.
      9.3 Gli elementi costitutivi della famiglia di fatto
      9.4 L’evoluzione della famiglia di fatto nella vita sociale e le «conquiste» per via giudiziaria
      9.4.1 L’evoluzione nella vita sociale
      9.4.2 Le «conquiste» per via giudiziaria
      9.5 L’inizio di una tutela anche per le convivenze fra omosessuali
      9.5.1 Convivenze fra omosessuali; la Carta di Nizza
      9.6 Convivenze omosessuali e questioni legate all’omogenitorialità
      9.7 Le soluzioni proposte dal notariato in materia di famiglia di fatto
      9.8 La giurisprudenza sulla famiglia di fatto
      10 La tutela del minore immigrato in Italia: l’art. 31 D.Lgs. 286/1998
      10.1 I presupposti per l’autorizzazione dell’ingresso o della permanenza in Italia del familiare del minore immigrato in Italia: l’orientamento restrittivo della giurisprudenza di merito e di legittimità
      10.2 La prima pronuncia della Corte di Cassazione contro l’orientamento restrittivo: sent. 22080/2009
      10.3 Il dietro-front della Corte di Cassazione e le obiezioni della giurisprudenza di merito
      10.3.1 I due orientamenti a confronto
      10.4 La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite 21799/2010: «rottura dei ponti» con l’orientamento restrittivo
      Parte III
      La legislazione e la giurisprudenza nelle procedure amministrative minorili
      1 Profili sostanziali e processuali delle misure amministrative
      1.1 Ratio delle misure amministrative previste dal R.d.l. 1404/1934
      1.2 Il concetto di condotta irregolare
      1.3 La procedura e i soggetti legittimati all’azione
      1.4 Il recupero educativo del minore
      1.5 La possibilità di difesa
      2 Tipologia delle misure amministrative
      2.1 L’affidamento al servizio sociale
      2.2 Il collocamento in casa famiglia
      2.3 La proroga del collocamento in comunità fino al compimento del ventunesimo anno
      2.4 Minori che esercitano la prostituzione
      2.5 La giurisprudenza in materia di procedure amministrative minorili
      Formulario
      Bibliografia