Lavoro a Progetto, Co.co.co. e Prestazioni Occasionali dopo la Riforma Fornero L25/A - Edizioni Simone

Lavoro a Progetto, Co.co.co. e Prestazioni Occasionali dopo la Riforma Fornero

abstract

Edizioni Simone

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• Regime sostanziale • Aspetti contrattuali • Trattamento previdenziale, assicurativo e fiscale

Autori

  • Anno Edizione: 2013
  • Edizione: IV Ed.
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 576
  • Codice: L25/A
  • Isbn: 978 88 244 3792 9
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  • Prezzo: € 48,00
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    • La L. 28-6-2012, n. 92 (cd. riforma Fornero) opera significative modifiche e circostanziate integrazioni sulle tipologie contrattuali del lavoro a progetto, delle collaborazioni coordinate e continuative e del lavoro occasionale accessorio, che si presentano finalizzate a disincentivarne l’impiego e a scongiurarne gli abusi, spingendo verso soluzioni occupazionali di natura subordinata a tempo indeterminato.
      La descrizione del progetto, con la relativa individuazione del suo contenuto caratterizzante, l’eliminazione del programma (o della fase di quest’ultimo) che ne costituiva l’oggetto, l’individuazione del risultato finale che si intende conseguire, l’aumento progressivo dell’aliquota previdenziale, il ricorso alla tecnica delle presunzioni in ambito sanzionatorio, l’esclusione dalla disciplina tipica delle prestazioni di elevata professionalità, l’eliminazione della facoltà di recesso prima della scadenza del termine o del completamento del progetto, la ridefinizione dei limiti di applicazione del lavoro accessorio, il ricorso a voucher orari, numerati progressivamente e datati, sono segnali di una significativa rigidità in entrata che riducono sul versante dell’autonomia lo spazio lasciato alle parti nella scelta degli schemi contrattuali.
      È pur vero che, a convincere il legislatore ad intervenire sulla delicata materia, hanno contribuito le diverse sollecitazioni provenienti dalla giurisprudenza e dalla dottrina in ordine ad alcuni aspetti che in passato erano stati fonte di contenzioso tra le parti. Tuttavia, le novità introdotte si palesano tecnicamente poco efficaci a fronte di un quadro complessivo di riferimento che si presenta approssimativo (e poco incisivo), finendo per accordare al giudice una ampia discrezionalità nella valutazione del caso controverso. Gli esempi sono numerosi e ciascuno di essi presenta diversi profili di indeterminatezza.
      Emblematicamente si potrebbe menzionare la previsione per cui il progetto non può con­sistere nell’esecuzione «di compiti meramente esecutivi o ripetitivi che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale». Così, da una prima lettura parrebbe che l’art. 61 D.Lgs. 276/2003 devolva alla sola autonomia collettiva il compito di individuare le relative attività che, per converso, in assenza sarebbero pienamente ammissibili. Una seconda vorrebbe che il divieto fosse immediatamente precettivo, ma suscettibile di una successiva specificazione ad opera della contrattazione collettiva. A ben vedere, la questione non è di natura nominalistica, posto che in gioco è l’esclusione del lavoro a progetto in diversi settori (edile e commercio, ad esempio) ed attività (si pensi a quelle out bound dei call center), oltre a mettere in discussione il tradizionale principio secondo il quale qualsiasi attività lavorativa, economicamente valutabile, può essere dedotta in un contratto di lavoro autonomo o subordinato a seconda delle modalità di svolgimento della prestazione.
      Del pari, si potrebbe argomentare in merito alla nuova disciplina delle prestazioni d’opera rese da persone titolari di posizioni fiscali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, di cui al nuovo art. 69bis del D.Lgs. 276/2003, per convincersi della presenza di tensioni interpretative e dell’assenza di irreprensibilità dell’operazione fin qui condotta. Per esse, sebbene lambiscano appena il nostro ambito di indagine, il legislatore mette in campo un elenco di parametri che — pur giustificati dal tentativo di smascherare prestazioni autonome non genuine ove siano riscontrabili i caratteri della continuatività della prestazione e della sostanziale dipendenza economica esercitata dal committente nei confronti del lavoratore autonomo — presuppongono una ricostruzione sistematica che deve fare i conti con nozioni e argomentazioni di carattere non propriamente giuslavoristiche bensì di origine fiscale, nonché con la presenza di eccezioni alla presunzione legale di prestazione d’opera coordinata e continuativa che avvalorano le perplessità sull’assetto regolatorio nel complesso adottato.
    • PARTE I
      L’evoluzione della collaborazione coordinata e continuativa nel lavoro a progetto
       
      1 La disciplina del rapporto di lavoro a progetto
      1.1 Premessa
      1.2 La nozione di parasubordinazione: cos’era (e cos’è) il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
      1.3 Il cammino legislativo verso la nuova tipologia
      1.4 Il disegno di legge delega in materia di lavoro ed occupazione
      1.5 Verso la definitiva revisione del contratto di collaborazione: dalla L. 14-2-2003, n. 30 al D.Lgs. 10-9-2003, n. 276
      1.6 Il lavoro a progetto: natura, oggetto, forma
      1.7 Le differenziazioni presenti nell’autonomia
      1.8 Il concetto del progetto specifico
      1.9 Il campo di applicazione e l’area delle esclusioni: rinvio
      1.10 Gli adempimenti connessi all’instaurazione del rapporto di lavoro a progetto
      1.11 I richiami costituzionali all’onerosità del corrispettivo
      1.12 Gli obblighi di non concorrenza e di riservatezza del lavoratore a progetto
      1.13 La tutela sostanziale del rapporto: la governance dei diritti riconosciuti
      1.14 Le disposizioni di chiusura: le clausole più favorevoli e la disciplina in materia di rinunzie e transazioni
      1.15 L’estinzione del rapporto di lavoro e le sanzioni applicabili
      1.16 La pronuncia della Corte costituzionale
      1.17 Le misure per la promozione dell’occupazione
      2 La contrattazione collettiva del lavoro a progetto
      2.1 La garanzia dei diritti nella contrattazione collettiva nazionale
      2.2 La contrattazione collettiva «di prossimità»: il ricorso all’opting out
      2.3 L’analisi degli accordi collettivi intervenuti nella materia de quo
      2.4 Il ruolo della contrattazione nella stabilizzazione dei rapporti di lavoro
      2.5 L’applicazione del principio dell’inderogabilità del contratto collettivo
      3 Gli aspetti contrattuali del lavoro a progetto
      3.1 Gli elementi di forma e di sostanza nella stipulazione del contratto di lavoro a progetto
      3.2 Lo schema contrattuale del lavoro a progetto
      3.3 Segue: Un esempio di progetto
       
      PARTE II
      Il retaggio della collaborazione coordinata e continuativa
       
      1 Il revirement dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel settore priva­to e nelle pubbliche amministrazioni
      1.1 Le discipline parallele del lavoro a progetto e delle collaborazioni coordinate e continuative
      1.2 Gli effetti della norma «salva rapporto» (art. 86, 1° co., D.Lgs. 276/2003 come modificato dall’art. 20, 1° co., D.Lgs. 251/2004 e art. 1, 25° co. L. 92/2012)
      1.3 Le esclusioni dall’applicazione della disciplina del lavoro a progetto nell’ambito privato
      1.4 La pubblica amministrazione: i segnali di allontanamento dall’armonizzazione pubblico-privato dopo il D.Lgs. 276/2003
      1.5 Segue: L’ammissibilità delle collaborazioni coordinate e continuative nelle pubbliche amministrazioni
      1.6 Gli strumenti di flessibilità a disposizione del lavoratore pubblico: il rapporto di lavoro part-time al 50% o la richiesta di autorizzazione preventiva per i lavoratori a tempo pieno
      2 I profili caratterizzanti la collaborazione coordinata e continuativa e il «passaggio ob­bligato» della disciplina antecedente al D.Lgs. 276/2003 e successive modificazioni
      2.1 Definizione dell’ambito di indagine
      2.2 Che cosa è la collaborazione coordinata e continuativa?
      2.3 La rilevanza del rapporto di collaborazione nella dottrina e nella giurisprudenza e l’ambito della prestazione occasionale di lavoro autonomo
      2.4 La forma del contratto
      2.5 La comunicazione dell’avvenuta instaurazione del rapporto di collaborazione
      2.6 Le tutele civilistiche e processuali riconosciute ai collaboratori coordinati e continuativi
      2.7 La disciplina contrattuale collettiva
      2.8 Il diritto di sciopero dei lavoratori parasubordinati
      2.9 Perché mantenere la collaborazione coordinata e continuativa?
      3 Gli aspetti contrattuali della collaborazione coordinata e continuativa
      3.1 Gli elementi qualificanti per la redazione di un contratto di collaborazione
      3.2 Lo schema del contratto di collaborazione coordinata e continuativa
      3.3 La delibera per la nomina di amministratore e di sindaco di società per azioni e l’assegnazione di uno speciale compenso agli amministratori
       
      PARTE III
      Le prestazioni di natura occasionale
       
      1 Le prestazioni occasionali autonome
      1.1 Il lavoro occasionale autonomo «puro» di cui agli artt. 2222 e 2229 c.c
      1.2 Il lavoro occasionale «di limitata portata» di cui all’art. 61, 2° co., D.Lgs. 276/2003
      1.3 Il lavoro occasionale di tipo accessorio (o «a ticket» o «a buoni lavoro»)
      1.4 Le prestazioni occasionali che esulano dal mercato del lavoro
      1.5 Le collaborazioni occasionali di artigiani
      1.6 L’occasionalità nel lavoro subordinato
      2 Lo schema contrattuale delle prestazioni occasionali autonome «pure» e «di limitata portata»
      2.1 Gli schemi contrattuali del lavoro occasionale autonomo «puro» di cui agli artt. 2222 e 2229 c.c
      2.2 Lo schema contrattuale del lavoro occasionale «di limitata portata» di cui all’art. 61, 2° co., D.Lgs. 276/2003
      571
      PARTE IV
      La certificazione del contratto, l’informazione e la formazione come misure a sostegno della «nuova flessibilità»
      1 Il lavoro a progetto e gli altri contratti di collaborazione «certificati»
      1.1 Il lavoro a progetto e gli altri contratti di collaborazione oggetto di certificazione
      volontaria........................................................................................................ Pag. 197
      1.2 I soggetti deputati alla certificazione e la questione della competenza
      1.3 Le modalità di funzionamento delle commissioni di certificazione
      1.4 Le linee guida alla certificazione per il contratto di lavoro a progetto e per la col-
      laborazione coordinata e continuativa
      1.5 La procedura di certificazione
      1.6 L’efficacia giuridica della certificazione e la sua impugnabilità avanti all’autorità
      giudiziaria
      1.7 Il legame tra l’attività di certificazione e quella di ispezione
      1.8 Gli aspetti processuali
      1.9 L’attività di consulenza e assistenza delle parti
      1.10 Qualche dato statistico sulla certificazione
      2 Le «nuove frontiere» della prevenzione, dell’informazione e della formazione
      2.1 L’attività di prevenzione e di promozione
      2.2 L’attività di informazione e di formazione
       
      PARTE V
      Gli aspetti previdenziali, assicurativi e fiscali
      del lavoro a progetto, coordinato e continuativo ed occasionale autonomo
       
      1 La Gestione separata o «Quarta gestione»
      1.1 Origine, evoluzione e soggetti della gestione previdenziale per i collaboratori coordinati e continuativi, a progetto e occasionali
      1.2 Il ruolo degli enti previdenziali (assicurativi e fiscali) coinvolti nella certificazione del rapporto di lavoro a progetto
      1.3 Gli adempimenti a carico del collaboratore e del committente
      1.4 L’onere contributivo e l’aliquota di computo per i collaboratori puri, i collaboratori professionisti, i collaboratori pensionati e per i collaboratori iscritti ad altre forme di assicurazione obbligatoria
      1.5 La retribuzione imponibile ai fini contributivi e il rispetto del minimale e del massimale contributivo
      1.6 Le prestazioni pensionistiche
      1.7 Le prestazioni temporanee o a sostegno del reddito
      1.8 La prosecuzione volontaria, il cumulo dei periodi contributivi, il riscatto dei periodi pregressi
      1.9 La scadenza delle agevolazioni per i collaboratori ultrasessantacinquenni
      1.10 Il cumulo tra reddito da lavoro e trattamento pensionistico
      1.11 I profili sanzionatori
      1.12 Il contenzioso previdenziale
      1.13 I collaboratori coordinati e continuativi e a progetto come destinatari della previdenza complementare
      2 Gli obblighi assicurativi
      2.1 Il fondamento della tutela assicurativa
      2.2 I soggetti assicurabili e le attività protette
      2.3 Gli adempimenti del committente
      2.4 Il calcolo e il pagamento del premio
      2.5 Il caso della pluralità dei committenti
      2.6 L’oggetto dell’assicurazione
      2.7 Le prestazioni erogabili
      2.8 Le sanzioni
      2.9 Il ricorso amministrativo all’Istituto assicuratore
      3 Il regime fiscale
      3.1 La disciplina fiscale dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, a progetto ed occasionale
      3.2 L’irrilevanza della distinzione tra collaborazioni tipiche e atipiche
      3.3 Le regole per la determinazione dell’imponibile e le conseguenze dell’assimilazione: i fringe benefits
      3.4 Gli adempimenti del committente
      3.5 La classificazione dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale
      3.6 I redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative e a progetto ai fini IRAP e IVA
      3.7 Il lavoro occasionale autonomo «puro» ai fini IVA e IRAP
      3.8 Il regime delle trasferte
      3.9 L’imponibilità per i collaboratori residenti all’estero e la disciplina convenzionale contro le doppie imposizioni
      3.10 Amministratori, sindaci e revisori
       
      NOTE BIBLIOGRAFICHE
       
      Parte I
      Parte II
      Parte III
      Parte IV
       
      GIURISPRUDENZA
       
      §1. Tribunale di Trieste, 8 febbraio 2010
      §2. Tribunale di Bergamo, 20 maggio 2010, n. 416
      §3. Tribunale di Trapani, 22 luglio 2010
      §4. T.A.R. sez. II bis Lazio Roma, 2-2-2011, n. 956
      §5. Corte di appello di Brescia, 22-2-2011, n. 70
      §6. Cass. civ., sez. V, 25-2-2011, n. 4643
      §7. Tribunale di Milano, 29-2-2012
      §8. Tribunale di Pescara, 29-2-2012
      §9. Cass. civ., sez. lav., 13-4-2012, n. 5886
      §10. Tribunale di Milano, 18-7-2012
       
      DOCUMENTAZIONE
      Circolari, messaggi e note
       
      §1. Parere Dipartimento Funzione Pubblica 20 ottobre 2003, n. 180
      §2. Parere Dipartimento Funzione Pubblica 18 novembre 2003, n. 182
      §3. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 8 gennaio 2004, n. 1. — Disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative nella modalità c.d. a progetto. Decreto legislativo n. 276/2003
      §4. Circolare Inps 22 gennaio 2004, n. 9
      §5. Parere Dipartimento Funzione Pubblica 3 febbraio 2004
      §6. Circolare Inail 18 marzo 2004, n. 22
      §7. Circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2008, n. 2/2008 — Legge 24 dicembre 2007, n. 244, disposizioni in tema di collaborazioni esterne
      §8. Nota Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali 15 maggio 2009, n. 25/I/0007177. — Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 — Art. 4, D.M. 12 luglio 2007 – Obbligo di proroga del rapporto di lavoro con lavoratrici a progetto e categorie assimilate in caso di maternità
      §9. Nota Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 2 aprile 2010, n. 25/I/0006203. — Art. 9, decreto legislativo n. 124/2004 — Settore assistenza domiciliare ed ospedaliera (home care) — Presupposti di legittimità per l’utilizzo di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nelle modalità a programma di lavoro — Autonomia e forme di coordinamento
      §10. Circolare Inps 13 maggio 2010, n. 64 — Disposizioni in materia di accredito di contribuzione figurativa in favore di alcune categorie di lavoratrici e lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, legge n. 335/1995, con riferimento ai casi di congedo di maternità e paternità
      §11. Msg. Inps 14 maggio 2010, n. 13211. — Lavoro occasionale di tipo accessorio — Convenzione INPS — FIT
      §12. Circolare Inps 15 giugno 2010, n. 74. — Articolo 2, comma 131, legge 23 dicem­bre 2009, n. 191 (Finanziaria per il 2010). Contributi parasubordinati utili per il diritto all’indennità di disoccupazione
      §13. Circolare Inps 4 maggio 2011, n. 71. — Art. 39 della Legge 4 novembre 2010, n. 183. Obbligo di versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per i Committenti della Gestione Separata
      §14. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 4 luglio 2012, n. 16. — La­voratori autonomi — attività in cantiere — indicazioni operative per il personale ispettivo
      §15. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 18 luglio 2012, n. 18. — L. 28 giugno 2012, n. 92 (c.d. Riforma lavoro) — tipologie contrattuali e altre disposizioni — prime indicazioni operative
      §16. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 11 dicembre 2012, n. 29. — L. n. 92/2012 (c.d. riforma lavoro) — collaborazione coordinata e continuativa a progetto — indicazioni operative per il personale ispettivo
      §17. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 18 gennaio 2013, n. 4. — L. n. 92/2012 (c.d. riforma lavoro) — modifiche all’art. 70 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003 — lavoro accessorio — indicazioni operative per il personale ispettivo
      §18. Circolare Inps 12 febbraio 2013, n. 27. — Gestione separata di cui all’art. 2, com­ma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2013
      §19. Circolare Inail 19 febbraio 2013, n. 13. — Collaborazione coordinata e continuativa a progetto alla luce delle modifiche apportate agli artt. 61 e segg. del D.Lgs. 276/2003 dall’art. 1, commi 23-25 della legge 92 del 28 giugno 2012 (c.d. Riforma lavoro). Obbligo assicurativo. Aspetti retributivi e contributivi. Istruzioni al personale ispettivo. Prestazioni
      §20. Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 20 febbraio 2013, n. 7 — L. n. 92/2012 — collaborazione coordinata e continuativa a progetto — lavoro nel­le ONG/ONLUS e nelle organizzazioni socio assistenziali e attività dei c.d. “promoters” — indicazioni operative per il personale ispettivo
       
      APPENDICE NORMATIVA
       
      §1. R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443. — Approvazione del codice di procedura civile (Articolo estratto)
      §2. R.D. 16 marzo 1942, n. 262. — Approvazione del testo del codice civile (Articoli estratti)
      §3. D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3. — Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato (Articolo estratto)
      §4. D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. — Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto (Articolo estratto)
      §5. D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. — Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi (Articoli estratti)
      §6. D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. — Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi (Articoli estratti)
      §7. L. 8 agosto 1995, n. 335. — Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (Articolo estratto)
      §8. D.M. 2 maggio 1996, n. 281. — Regolamento recante modalità e termini per il versamento del contributo previsto dall’art. 2, comma 30, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §9. D.M. 2 maggio 1996, n. 282. — Regolamento recante la disciplina dell’assetto organizzativo e funzionale della gestione e del rapporto assicurativo di cui all’art. 2, comma 32, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §10. D.L. 1-10-1996, n. 510 convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. 28-11-1996, n. 608. — Disposizioni urgenti in materia di lavori socialmente utili, di interventi a sostegno del reddito e nel settore previdenziale (Articolo estratto)
      §11. L. 23 dicembre 1996, n. 662. — Misure di razionalizzazione della finanza pubblica (Articolo estratto)
      §12. L. 27 dicembre 1997, n. 449. — Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica (Articolo estratto)
      §13. D.M. 20 dicembre 1999, n. 553. — Regolamento attuativo delle disposizioni di istituzione, presso l’INPS, del Fondo per la gestione speciale di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e del relativo comitato amministratore, ai sensi dell’articolo 58 della legge 17 maggio 1999, n. 144
      §14. D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38. — Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Articolo estratto)
      §15. D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181. — Disposizioni per agevolare l’incontro fra do­manda ed offerta di lavoro, in attuazione dell’articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Articolo estratto)
      §16. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. — Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Articolo estratto)
      §17. L. 23 dicembre 2000, n. 388. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001) (Articolo estratto)
      §18. D.M. 12 gennaio 2001. — Criteri per la corresponsione dell’indennità di malattia in caso di degenza ospedaliera, agli iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §19. D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. — Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 (Articolo estratto)
      §20. D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165. — Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (Articoli estratti)
      §21. L. 3 aprile 2001, n. 142. — Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore (Articolo estratto)
      §22. D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368. — Attuazione della direttiva del Consiglio del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE relativa all’accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato (Articoli estratti)
      §23. D.M. 2 ottobre 2001. — Facoltà di riscatto di attività prestata con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
      §24. D.M. 4 aprile 2002. — Attuazione dell’art. 80, comma 12, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Tutela relativa alla maternità ed agli assegni al nucleo familiare per gli iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §25. L. 27 dicembre 2002, n. 289. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003) (Articolo estratto)
      §26. D.M. 13 gennaio 2003. — Modalità e termini per il conseguimento dell’indennità una tantum ai superstiti, ai sensi dell’art. 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §27. L. 14 febbraio 2003, n. 30. — Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro (Articoli estratti)
      §28. D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276. — Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 (Articoli estratti)
      §29. D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 del­la L. 24 novembre 2003, n. 326. — Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici (Articoli estratti)
      §30. D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196. — Codice in materia di protezione dei dati personali (Articoli estratti)
      §31. L. 25 novembre 2003, n. 339. — Norme in materia di incompatibilità dell’esercizio della professione di avvocato
      §32. L. 24 dicembre 2003, n. 350. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004) (Articolo estratto)
      §33. D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124. — Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell’articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30 (Articolo estratto)
      §34. L. 23 agosto 2004, n. 243. — Norme in materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza comple­mentare e all’occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza ed assistenza obbligatoria (Articoli estratti)
      §35. D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252. — Disciplina delle forme pensionistiche complementari (Articoli estratti)
      §36. L. 23 dicembre 2006, n. 296. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) (Commi estratti)
      §37. D.M. 12 luglio 2007. — Applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17 e 22 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, a tutela e sostegno della maternità e paternità nei confronti delle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
      §38. D.M. 8 agosto 2007. — Organizzazione e servizio degli «steward» negli impianti sportivi
      §39. L. 24 dicembre 2007, n. 244. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (Articolo e comma estratto)
      §40. L. 24 dicembre 2007, n. 247. — Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale (Articolo e commi estratti)
      §41. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. — Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Articoli estratti)
      §42. D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, L. 6 agosto 2008, n. 133. — Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria (Articoli estratti)
      §43. D.M. 9 luglio 2008. — Modalità di tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina del relativo regime transitorio
      §44. D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. 30 luglio 2010, n. 122. — Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (Articolo e commi estratti)
      §45. L. 4 novembre 2010, n. 183. — Deleghe al Governo in materia di lavori usu­ranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro (Articoli e commi estratti)
      §46. D.M. 19 novembre 2010. — Disciplina del Fondo per il credito ai giovani di cui all’articolo 15, comma 6 del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, recante: «Disposizioni urgenti in materia finanziaria»
      §47. D.L. 13 agosto 2011, n. 138 convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. 14 settembre 2011, n. 148. — Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo» (Articolo e commi estratti)
      §48. D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. 22 dicembre 2011, n. 214. — Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (Articoli e commi estratti)
      §49. D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della L. 7 agosto 2012, n. 134. — Misure urgenti per la crescita del Paese (Articolo e commi estratti)
      §50. L. 28 giugno 2012, n. 92. — Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (Articoli e commi estratti)
      §51. L. 24 dicembre 2012, n. 228. — Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013) (Articolo unico commi estratti)
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