Diritto dell'Immigrazione L34 - Edizioni Simone

Diritto dell'Immigrazione

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Edizioni Simone

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Manuale pratico in materia di ingresso e condizione degli stranieri in Italia - SOFTWARE con Formulario, Normativa, Giurisprudenza, Indirizzi utili

Autori

  • Anno Edizione: 2014
  • Edizione: V
  • Formato: 17 x 24
  • Pagine: 496
  • Codice: L34
  • Isbn: 978 88 914 0361 2
  • Prezzo: € 40,00
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    • La normativa sull’immigrazione è una normativa che, su più fronti, travalica la propria disciplina.
      Non si può sicuramente conglobarla nel solo diritto amministrativo, essendo inerenti alla disciplina tematiche di diritto civile (si pensi ai casi di riconoscimento della reciprocità per godere di alcuni diritti o alle limitazioni nel contrarre matrimonio), di diritto penale (si pensi ai reati legati all’immigrazione), di diritto del lavoro (si pensi alle assunzioni di cittadini immigrati). Inoltre non è sicuramente una normativa completamente nazionale, sebbene sia una delle tematiche più care agli Stati e dove, con più favore, esercitano la propria sovranità. Non solo il diritto dell’Unione europea, sia dei trattati sia derivato, forgia continuamente la materia, ma anche il diritto internazionale pone forti limitazioni all’autonomia degli Stati. Se, a grandi linee, possiamo suddividere la normativa in tre fasi - entrata, presenza, uscita - scorrendo il Trattato sul funzionamento dell’Unione, come modificato dal Trattato di Lisbona, e l’elenco delle fonti derivate, in primis regolamenti e direttive, risulta chiaro come la disciplina dell’entrata sia, per buona parte, comunitaria per le entrate di breve periodo, per quelle a seguito di ricongiungimento familiare e per quelle particolari (seguendo l’ottica di settorializzazione comunitaria). Anche se la presenza rimane uno spazio riservato all’autonomia nazionale, sempre più l’Europa interviene nel definire permessi di tipo UE (permesso UE di lunga durata e carta blu UE). Infine, anche per quanto riguarda le decisioni di rimpatrio, l’Unione ha riscritto la normativa con la direttiva 115/2008 riguardante, per l’appunto, i rimpatri che ha «costretto» il Governo italiano ad intervenire con un’importante riforma con il D.L. 89/2011 conv. in L. 129/2011.
      In tale contesto, proprio per l’importanza della politica dell’immigrazione per ovvie motivazioni legate al consenso politico, gli Stati «riempiono» di proprie previsioni gli spazi residui rendendo spesso poco coordinata la disciplina. Ecco che la normativa italiana cerca di incunearsi efficacemente su quella comunitaria e internazionale. In particolare la normativa segue il principio del contingentamento continuando a prevedere limitazioni numeriche per l’entrata per lavoro, studio e per altre tipologie residuali. Inoltre continuano gli interventi normativi soprattutto indirizzati a sanzionare tutti quei comportamenti di illegalità connessi alla presenza non regolare dello straniero.
      La materia, come è facile capire, risulta polimorfa rispetto a fonti di diritto che si intersecano e necessitano, quindi, di una interpretazione coordinata, ma la giurisprudenza spesso non va nella stessa direzione della  normativa. Infatti più volte la normativa è stata riscritta a causa delle sentenze della Corte Costituzionale che rendevano incostituzionali parti della stessa. Eppure le basi normative non sono complesse e i principi applicabili, pur semplificando eccessivamente, si basano su autorizzazioni: i visti sono autorizzazioni all’ingresso, i titoli di soggiorno alla permanenza.
      Rispetto alle prime tre edizioni del volume, la normativa ha subito importanti modifiche, non sempre chiare nelle finalità. Dal 2007, la normativa è stata più volte rivista a vari livelli.
      L’Unione Europea in questi anni ha continuato a riscrivere le normative nazionali procedendo con un approccio settoriale e perseguendo l’uniformazione della normativa per quanto riguarda le modalità d’ingresso per breve periodo (si pensi al codice dei visti in vigore dal 5 aprile 2010). Il Governo ha introdotto tra il 2008 e il 2009 un pacchetto di misure, il cosiddetto pacchetto sicurezza, che innestato nel testo unico del 1998 (il d.lgs. 286/98), ha apportato modifiche non sempre coerenti. Per questa ragione stanno sempre più assumendo una importanza strategica le circolari interpretative e le varie direttive dei ministeri competenti che permettono di uniformare interpretazioni anche molto discordanti tra di loro. Negli ultimi anni la normativa è stata modificata con il recepimento di 6 direttive comunitarie di notevole importanza.
      La prima, già ricordata, è stata la cosiddetta direttiva rimpatri (direttiva 115/2008). La seconda direttiva è stata recepita con il d.lgs. 108/2012 che ha dato attuazione alla direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati. Il d.lgs. 108/2012 ha introdotto due nuovi articoli il 27 quater rubricato «ingresso e soggiorno per lavoratori altamente qualificati. Rilascio della carta blu UE» e il 9ter «Status di soggiornante di lungo periodo – UE per i titolari di Carta blu UE». La terza direttiva è stata recepita con d.lgs. 109/2012, recante attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
      Le ultime tre direttive di notevole importanza sono state recepite nel 2014 con il d.lgs.12 del 13 febbraio 2014 (attuazione della direttiva 2011/51/UE che modifica la direttiva 2003/109/CE del Consiglio per estendere l’ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale), il d.lgs. 18 del 21 febbraio 2014 (attuazione della direttiva 2011/95/UE recante norme sull’attribuzione a cittadini terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria nonché sul contenuto della protezione riconosciuta ), il d.lgs. 40 del 4 marzo 2014 (attuazione della direttiva 2011/98/UE relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro). Quest’ultimo decreto recepisce una direttiva già, di fatto, applicata in Italia.
      Altri importanti interventi hanno riguardato le semplificazione (il d.l. 76/2013 ha semplificato la procedura connessa all’assunzione di lavoratori non comunitari residenti all’estero), la liberalizzazione dell’ingresso per studenti (il d.l. 145/2013 ha soppresso il contingentamento del numero di visti per motivi di studio), la tutela dei diritti (il d.lgs.24/2014 prevede che lo straniero — cui, ai sensi dell’art. 18, comma 1, del T.U. immigrazione, può essere concesso un permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale — debba essere informato in una lingua a lui comprensibile dei propri diritti al permesso di soggiorno e del possibile accesso alla protezione internazionale di cui al d.lgs 251/2007; il d.l. 93/2013 ha permesso il rilascio di un titolo di soggiorno alle vittime straniere di atti di violenza in ambito domestico). Infine il 2 aprile 2014 è stata approvata la legge in materia di pene detentive non carcerarie (l. 67/2014) che prevede all’articolo 2 una delega al Governo per la riforma del sistema sanzionatorio dei reati. Tra i principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega, vi è anche l’abrogazione del reato di ingresso e soggiorno illegale, trasformato in illecito amministrativo.
      Il presente volume raggruppando le varie fonti del settore, siano esse comunitarie o locali, aiuta ad orientare il lettore nella complessità della materia permettendo di chiarire alcuni istituti fondamentali che caratterizzano e sono fari di guida per l’intera disciplina.
    • Capitolo 1 Diritto dello straniero nel diritto internazionale e comunitario
      1.1 La nozione di straniero
      1.2 Lo straniero nel diritto sovra-nazionale
      1.2.1 Il Codice internazionale dei diritti umani
      1.2.2 Strumenti internazionali di tutela dello straniero
      1.2.3 Normativa «regionale» europea
      1.2.4 Strumenti derivanti dall’appartenenza all’Unione europea
      A) I Trattati
      B) I programmi d’azione: Tampere e Aja
      C) I regolamenti
      D) Le direttive
      1.3 I cittadini comunitari
      1.3.1 Cittadini neocomunitari provenienti da Romania e Bulgaria
      1.3.2 Cittadini neocomunitari provenienti dalla Croazia
      1.4 I cittadini extracomunitari
      1.5 Le situazioni di protezione internazionale
      Capitolo 2 Le fonti della normativa sull’immigrazione
      2.1 La normativa antica e pre-unitaria (cenni)
      2.2 La prima normativa conseguente all’unificazione d’Italia
      2.3 La normativa all’epoca del fascismo
      2.4 La normativa repubblicana
      2.4.1 La legge 943 del 30 dicembre del 1986
      2.4.2 La legge Martelli
      2.4.3 «La legge» Dini
      2.4.4 La Legge Turco-Napolitano (l. 40 del 1998)
      2.4.5 Il Testo Unico sull’immigrazione
      2.4.6 La legge Bossi-Fini
      2.4.7 Le sentenze della Corte Costituzionale
      2.4.8 Il d.l. n. 241/2004 convertito in legge n. 271/2004
      2.4.9 Le modifiche a piccoli passi: il d.lgs. n. 3 e 5 dell’8 gennaio
      2007 e il d.lgs. n. 30 del 6 febbraio 2007
      2.4.10 Il Governo Berlusconi: il cd. pacchetto sicurezza
      2.4.11 L’europeizzazione della normativa
      Capitolo 3 Principi di base della normativa in vigore: definizioni
      3.1 Profili costituzionali
      3.2 Profili amministrativi
      3.2.1 Definizioni
      3.2.2 L’obbligo di esibizione dei titoli di soggiorno
      3.2.3 Lo scambio di informazioni tra stranieri e pubblica amministrazione: l’uso dell’autocertificazione
      3.2.4 Lo scambio di informazioni tra stranieri e pubblica amministrazione: la dovuta conoscenza degli atti comunicati
      3.2.5 L’applicabilità della legge 241 del 1990
      3.2.6 La normativa sulla privacy
      3.2.7 La semplificazione amministrativa
      3.2.8 Le sanzioni amministrative
      3.3 Profili penalistici
      3.3.1 Reati attinenti all’entrata in Italia
      A) Il reato di immigrazione clandestina
      B) Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
      C) Il reato di alterazione e contraffazione dei documenti
      3.3.2 Reati attinenti alla presenza dello straniero
      A) Il reato di sfruttamento dell’immigrazione clandestina
      B) Il reato di mancata esibizione dei documenti
      C) L’aggravante della clandestinità
      3.3.3 Reati legati all’espulsione: la permanenza clandestina continuata
      3.3.4 Reati attinenti alla sfera del lavoro
      3.3.5 Reati attinenti alle discriminazioni
      3.4 Profili civilistici
      3.5 Profili giuslavoristici
      Capitolo 4 Entrata in Italia
      4.1 Fonti normative
      4.2 Aspetti preliminari
      4.3 Presentarsi alla frontiera
      4.4 Il possesso del documento di viaggio (Passaporto)
      4.5 Il visto
      4.5.1 I visti di breve durata: il codice comunitario dei visti
      A) Visto di transito aeroportuale
      B) La procedura per il rilascio dei visti
      C) Esame della domanda
      D) Rilascio di un visto uniforme (art. 24)
      E) Rilascio di un visto con validità territoriale limitata (art. 25)
      F) Rifiuto di un visto (art. 32)
      G) Annullamento e revoca
      H) Proroga del visto
      I) Visti chiesti alle frontiere esterne
      L) Gestione del servizio visti
      4.5.2 I visti di lunga durata: i visti nazionali
      4.6 I mezzi di sussistenza
      4.7 Le cause ostative all’ingresso
      4.8 Motivi per entrare in Italia
      4.9 Visti d’ingresso all’interno delle «quote»
      4.9.1 La procedura informatizzata
      4.9.2 Lavoro subordinato: la richiesta nominativa
      4.9.3 Lavoro stagionale: la richiesta nominativa
      4.9.4 Lavoro subordinato e stagionale: la richiesta numerica
      4.9.5 Lavoro autonomo e libere professioni
      4.9.6 Entrata di lavoratori con diritto di prelazione
      4.9.7 Entrata in Italia di sportivi
      4.9.8 Entrata in Italia per motivi di volontariato (V.S.U. o V.N.)
      4.10 Visti d’ingresso «fuori quota»
      4.10.1 L’Ingresso per lavoro in casi particolari
      4.10.2 La carta blu UE
      4.10.3 Quote per il rilascio del visto per motivi di studio (V.S.U. o V.N.)
      4.10.4 Entrata al di fuori delle quote per motivi diversi dal lavoro
      4.11 Visto d’ingresso per motivi familiari
      4.11.1 Ipotesi e requisiti
      4.11.2 La procedura
      4.11.3 Rilascio
      4.11.4 Il familiare al seguito
      4.11.5 Il diniego
      4.11.6 I diritti del ricongiunto
      4.11.7 Tutela dei minori e dei rifugiati politici
      4.12 Entrata nel territorio di cittadini comunitari
      4.13 Entrata per protezione internazionale
      A) La domanda di protezione internazionale
      B) Ottenimento dello status di rifugiato
      C) La protezione sussidiaria
      D) Gli enti competenti
      E) L’iter procedurale
      Capitolo 5 La permanenza in Italia: i titoli di soggiorno
      5.1 La permanenza in Italia
      5.2 Titoli di soggiorno a rilascio obbligatorio
      5.3 La dichiarazione di presenza
      5.4 Il permesso di soggiorno
      5.4.1 Rilascio del permesso di soggiorno: i requisiti per la permanenza
      in Italia
      5.4.2 La durata del permesso di soggiorno
      5.4.3 L’accordo di integrazione
      5.4.4 Il motivo del permesso
      A) Il contratto di soggiorno
      B) La perdita del lavoro
      C) Rilascio del permesso per motivi familiari
      D) Rilascio del permesso per altri motivi
      E) rilascio del permesso a sportivi
      5.4.5 Il rinnovo del permesso
      A) L’istanza di rinnovo del titolo di soggiorno
      B) Il rinnovo del permesso per motivi di lavoro stagionale
      C) Il rinnovo del permesso per motivi di studio
      D) Il rinnovo del permesso per motivi di famiglia
      E) Il rinnovo del permesso: casi particolari (art. 27 del T.U.)
      F) Il rinnovo del permesso: sportivi professionisti e dilettanti
      G) Il rinnovo del permesso: i detenuti
      H) Il rinnovo del permesso: i minori stranieri non accompagnati
      5.4.6 Rifiuto e revoca del permesso di soggiorno
      5.4.7 La conversione del permesso di soggiorno
      5.4.8 Il permesso di soggiorno elettronico (la smart-card)
      5.4.9 Il nuovo permesso di soggiorno: la Carta blu UE
      5.5 Soggiornanti di lungo periodo: il permesso UE (ex carta di soggiorno)
      5.5.1 La direttiva 2003/109/CE del Consiglio del 25 novembre 2003
      5.5.2 Il d.lgs. 3/2007
      5.5.3 L’istanza per la richiesta del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
      5.5.4 Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo provenienti da altri Stati Europei
      5.5.5 Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo in possesso di Carta blu UE
      5.5.6 Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo titolari di protezione internazionale
      5.6 La ricevuta: la pienezza della posizione giuridica
      5.7 Il diritto al soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari
      5.8 Lo status di rifugiato politico
      5.9 L’ottenimento della cittadinanza italiana
      Capitolo 6 Uscita dall’Italia
      6.1 Uscita temporanea e definitiva
      6.2 Il respingimento
      6.3 Le espulsioni
      6.3.1 Casi di divieto di espulsione
      6.4 L’ espulsione amministrativa
      6.4.1 Caratteristiche del provvedimento
      6.4.2 Modalità di esecuzione dell’espulsione
      6.5 Le espulsioni disposte dall’autorità giudiziaria
      6.5.1 Espulsione a titolo di misura di sicurezza
      6.5.2 Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva della detenzione
      6.5.3 Espulsione a titolo di sanzione alternativa alla detenzione
      6.6 I Centri dell’immigrazione: I Centri di identificazione ed espulsione
      6.7 I ricorsi: la tutela giurisdizionale
      6.8 La situazione di chi è in possesso di un permesso UE di lunga durata
      6.9 La situazione di chi è protetto nel territorio italiano
      6.10 La situazione dei cittadini comunitari
      Capitolo 7 La specificità dei lavoratori addetti all’assistenza familiare: le cosiddette «badanti»
      7.1 I lavoratori addetti all’assistenza familiare
      7.1.1 La regolarizzazione 2009
      7.2 La normativa di riferimento
      A) Il lavoro ripartito
      B) Discontinue prestazioni assistenziali di attesa notturna
      7.3 Gli adempimenti per l’assunzione
      7.4 Il versamento dei contributi
      7.5 Cessazione del rapporto di lavoro
      7.6 Caratteristiche contrattuali
      Capitolo 8 Il ruolo e le funzioni degli enti competenti
      8.1 La Prefettura - UTG
      8.2 La Questura
      8.3 Lo Sportello Unico per l’immigrazione
      8.4 Le Regioni
      8.5 Gli Enti locali
      8.6 La Direzione provinciale del lavoro
      8.7 Gli Enti di istruzione
      8.8 Le Aziende ospedaliere
      8.9 Il CNEL
      8.10 Il Centro per l’impiego
      8.11 L’I.N.P.S.
      8.12 Il Comitato per il coordinamento e il monitoraggio
      8.13 La Commissione per le politiche di integrazione
      8.14 La Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie
      8.15 La Direzione generale dell’immagine e delle politiche di integrazione
      8.16 Organismo centrale di raccordo per la protezione dei minori comunitari
      non accompagnati
      8.17 I Consigli territoriali per l’immigrazione
      8.18 Le Consulte regionali
      8.19 I Mediatori culturali
      8.20 La Commissione interministeriale per l’attuazione dell’art. 18
      8.21 Il Registro delle Associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati
      8.22 Gli uffici postali
      8.23 Il Servizio Centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
      8.24 Frontex
      Capitolo 9 Diritti e doveri dello straniero
      9.1 Definizione di diritti fondamentali nella Costituzione
      9.2 Diritti di prima generazione
      9.2.1 Diritti della personalità
      9.2.2 La libertà personale
      9.2.3 La libertà di domicilio
      9.2.4 La libertà e segretezza della corrispondenza
      9.2.5 La libertà di circolazione, soggiorno ed espatrio
      9.2.6 La libertà di riunione
      9.2.7 La libertà di associazione
      9.2.8 La libertà di religione
      9.2.9 La libertà di pensiero
      9.2.10 La libertà di informazione
      9.2.11 La libertà di difendersi
      9.2.12 I Diritti politici
      9.2.13 Il dovere di concorrere alle spese pubbliche e di osservare la Costituzione
      9.3 Diritti di seconda generazione
      9.3.1 Diritto alla tutela della salute
      A) Stranieri obbligatoriamente iscritti al Servizio Sanitario Nazionale
      B) Stranieri facoltivamente iscritti al Servizio sanitario nazionale
      C) Stranieri non iscritti al SSN
      9.3.2 Diritto all’istruzione
      A) Diritto d’istruzione per adulti
      B) Accesso degli stranieri alle università
      C) Il diritto al riconoscimento dei titoli di studio stranieri
      9.3.3 Diritti previdenziali
      A) Assegno sociale
      B) Assegno di accompagnamento e pensione di inabilità
      9.3.4 Accesso all’alloggio e all’assistenza sociale
      9.3.5 Diritto all’integrazione
      9.4 Diritti di terza generazione
      9.4.1 Diritto al reinserimento nel Paese di origine
      9.4.2 La tutela dei minori
      9.4.3 Diritto all’assistenza umanitaria
      9.4.4 La tutela contro le discriminazioni
      9.5 I diritti del cittadino soggiornante di lungo periodo
      9.6 I diritti del richiedente protezione internazionale
      9.7 Diritti particolari dei cittadini europei
      Appendice
      Risposte a domande frequenti
      Entrata
      Permanenza
      Uscita
      Lavoro