Questo materiale è tratto dal compendio di macroeconomia edito dalla Simone

 

Spiegazioni alternative all’inflazione

 

Abbiamo fin qui analizzato una delle relazioni che per lungo tempo ha tenuto banco tra gli economisti. Quella tra livello di disoccupazione e livello dei prezzi o, per restare più aderenti all’originaria curva di Phillips, tra livello del salario monetario e tassi di disoccupazione.

In questo meccanismo la spirale inflazionistica viene innescata dalla determinazione del governo di ridurre il livello di disoccupazione al di sotto del suo tasso naturale, Vi sono, però altri meccanismi che possono provocare un processo inflazionistico, li esamineremo in questo paragrafo.

 

Inflazione da domanda (demand pull)

Inizia con una perturbazione (shock) della domanda che si verifica a partire da un sistema inizialmente in equilibrio

 

Fig. 12.D - Inflazione da domanda

 

Il livello dei prezzi è pari a P0, il prodotto interno è pari a Y0. Il punto di intersezione tra le curve della domanda e dell’offerta aggregate avviene nel tratto verticale della curva di offerta aggregata: ciò significa che il sistema opera in piena occupazione dei fattori produttivi. Se così non fosse, ovvero se nel sistema si verificasse una sottoccupazione delle risorse è molto probabile (e conforme alle regole del sistema keynesiano) che la perturbazione della domanda, ossia il suo spostamento in alto e a destra del grafico, produrrebbe una crescita del prodotto interno in assenza di inflazione.

 

 

Fig. 12.E - Spostamenti della curva di domanda

 

Invece poiché il sistema parte da un equilibrio di piena occupazione, un eventuale spostamento della curva di domanda aggregata (aumenta una delle sue componenti o tutte e quattro – consumi, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni ) i cui motivi possono essere molteplici, produce l’aumento dei prezzi da Po a P1 per la legge della scarsità, non potendo aumentare la produzione.Ora si richiede una quantità maggiore di beni e servizi in un sistema che non può espandere la produzione.

Inflazione da costi (cost push)

Parte con una perturbazione (shock) dell’offerta che si verifica con uno spostamento del tratto ascendente della curva di offerta verso l’alto. Il tratto verticale della curva permane invariato in quanto è invariata la capacità produttiva del sistema.

 

Fig. 12.F - Spostamenti delle curve di domanda e di offerta che causano inflazione

Anche nel grafico della figura 12.F il sistema subirà una spinta inflazionistica in quanto a partire da un punto di equilibrio con un livello dei prezzi pari a P0 e un prodotto interno pari a Y0, lo shock dell’offerta (spostamento della curva) induce le imprese ad offrire soltanto la quantità di prodotto Y2 al livello dei prezzi Po. A quel livello, però la domanda aggregata richiede Y1, vi sarà una inflazione ed un nuovo punto di equilibrio Y1 al un livello dei prezzi più alto P1.

Cosa provoca l’iniziale spostamento della curva di offerta aggregata?

Certamente si tratterà di un aumento dei costi di produzione. I casi più tipici prevedono l’aumento del costo delle materie prime, in particolare del petrolio, responsabile di molti processi inflazionistici, dagli anni ’70 ai nostri giorni; oppure un incremento del costo del lavoro, probabilmente determinato dalla presenza di un sindacato tanto forte da "strappare" aumenti salariali esuberanti rispetto all’aumento della produttività del lavoro.

In ogni caso, gli imprenditori saranno costretti a scaricare sui prezzi i maggiori costi e ciò avviene con maggiore gravità se gli imprenditori applicano un sistema di mark-up per la determinazione dei prezzi.

Nell’inflazione da costi rientra anche il caso di inflazione importata, diffusa in particolar modo nei paesi poveri di risorse come il nostro. Si verifica con l’aumento del costo delle materie prime importate. Il processo inflazionistico generato dall’inflazione importata è difficilmente controllabile in quanto esogeno rispetto al sistema economico del paese in cui si determina.

 

12.7.1 L’espansione dell’offerta di moneta come causa di un processo inflazionistico

Per i monetaristi l’inflazione è quasi sempre causata da un eccesso di moneta collocata dall’autorità monetaria sul mercato.

Questi economisti ragionano in un sistema di quasi piena occupazione e sulla base e della nota equazione MV = PQ, per la quale inevitabilmente l’iniezione di nuova moneta si traduce in un aumento dei prezzi.

Il meccanismo attraverso cui ciò accade è il seguente: la moneta, divenuta più abbondante, induce gli operatori a "spendere" di più. Le famiglie effettuano maggiori consumi, il tasso di interresse tende a scendere favorendo gli investimenti da parte delle imprese. Se poi si ragiona in un’economia aperta, aumentano anche le esportazioni dei capitali (alla ricerca di tassi di interesse più elevati). Ne conseguirà una svalutazione monetaria che farà aumentare la componente della domanda aggregata delle esportazioni (di beni e servizi), mentre le importazioni, ora più care, tenderanno a diminuire.

Gli aumenti dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni sposteranno verso l’alto e verso destra la curva di domanda aggregata generando una inflazione demand pull come quella già descritta.

I monetaristi, quindi, ripongono scarsa fiducia nelle manovre espansive di politica monetaria, in quanto ritengono che si tradurranno quasi inevitabilmente in un processo inflazionistico. Questo processo avrà un prevedibile epilogo: con il rialzo dei prezzi e con un tasso di interesse basso, famiglie e imprese richiederanno quantità ancora maggiori di moneta per consumi (ora più cari) e investimenti (ora più convenienti). La Banca centrale dovrà decidere se aumentare ulteriormente la base monetaria. Normalmente in periodi di inflazione, gli economisti raccomandano di effettuare una stretta creditizia.

La mancata espansione della base monetaria farà aumentare il tasso di interesse reale seppure la stessa Banca Centrale non decida di aumentare quello nominale.Consumi e investimenti saranno inibiti, le imprese sospenderanno i programmi di investimento divenuti ora troppo dispendiosi, mentre le famiglie rimanderanno le decisioni di spesa a periodi migliori.

Tutta l’economia ne riceve un contraccolpo e la curva di domanda aggregata si sposterà a sinistra e in basso. Seguirà periodo di recessione che potrebbe comportare una riduzione del prodotto interno.

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