I premi Nobel per l’economia

Il premio Nobel fu istituito nel 1968 in occasione del tricentenario della fondazione della Banca di Svezia ed è attribuito dalla Reale Accademia delle Scienze Svedese. Esso si è aggiunto a quelli già istituiti dal fondatore del premio, l’imprenditore svedese Alfred Nobel, in fisica, chimica, medicina, letteratura e pace.

 

1969Tinbergen, Jan

È stato il primo economista, insieme a Ragnar Frisch, a ricevere il premio Nobel, per aver sviluppato e applicato modelli dinamici per l’analisi dei processi economici. Secondo la cosiddetta regola di Tinbergen affinché ci sia una soluzione univoca a un problema di politica economica, il numero delle variabili obiettivo deve essere uguale al numero delle variabili strumento. L’economista olandese, inoltre, sviluppò il primo modello macroeconomico nazionale, che fu costruito sulle caratteristiche dei Paesi Bassi, e in seguito, dopo la Seconda Guerra Mondiale, applicato agli Stati Uniti e al Regno Unito.

 

1969Frisch, Ragnar

È stato premiato, insieme a Tinbergen, per aver applicato modelli dinamici all’analisi dei processi economici. Si laureò nel 1919, per poi intraprendere viaggi di studi all’estero in alcuni paesi europei. Nel 1926 ottenne il PhD, in seguito a studi incentrati sull’applicazione della matematica e della statistica all’economia. Divenne professore assistente nel 1925, professore associato nel 1929 e professore ordinario nel 1931. Lo studio dell’applicazione di modelli matematici dinamici all’economia divenne il suo principale campo di studio, al punto che proprio per gli studi in questo campo ottenne il Nobel. Nel 1961 gli fu assegnato il Premio Feltrinelli, nella categoria Scienze politiche ed economiche. Era nato a Oslo nel 1895.

 

1970Samuelson, Paul

È stato il primo economista ad applicare i principi dell’equilibrio termodinamico all’economia.

La monumentale opera di Samuelson del 1947, Foundations of Economic Analysis, tratta dalla sua dissertazione di dottorato, si basa sui metodi della termodinamica classica di Willard Gibbs, in particolare su un suo lavoro del 1876 intitolato Sull’equilibrio di sostanze eterogenee.

Nel 1947, basandosi sul principio termodinamico di Le Chatelier, Samuelson ha fondato il metodo della statica comparativa in economia, attraverso il quale spiega i cambiamenti delle soluzioni di equilibrio del problema di massimizzazione vincolato (in economia o in termodinamica) quando uno dei vincoli è marginalmente irrigidito e rilassato. L’uso che fa l’economista americano del principio di Le Chatelier si è dimostrato uno strumento potente ed è stato largamente utilizzato dalle teorie economiche moderne.

 

1971Kuznets, Simon

Economista americano. Una delle sue prime idee fu di mettere in relazione la crescita economica e la distribuzione del reddito. L’economista era convinto che la crescita fosse necessaria per ridurre le diseguaglianze economiche, sebbene queste siano fisiologiche all’inizio della crescita, quando c’è la necessità di realizzare grandi investimenti in infrastrutture e in beni capitali. Di conseguenza, secondo Kuznets, l’aumento dell’occupazione e l’aumento della produttività avrebbero portato ad una crescita dei salari e ad una distribuzione più eguale del reddito. Tale relazione è stata rappresentata da una curva che prende proprio il nome dell’economista.

Sebbene avesse ipotizzato la relazione tra la crescita economica e la distribuzione del reddito, fu sempre molto critico riguardo alla pretesa di misurare il benessere sociale basandosi sul reddito pro-capite. Anni più tardi, dichiarò che bisognava tener conto delle differenze tra la quantità e la qualità della crescita, dei suoi costi e dei suoi benefici, e distinguere tra breve e lungo periodo.

Vinse il premio Nobel nel 1971 «per la sua interpretazione, empiricamente fondata, della crescita economica, che ha portato ad una nuova e più approfondita analisi della struttura sociale ed economica e del suo processo di sviluppo».

 

1972Arrow, Kenneth J.

È considerato tra i fondatori della moderna economia neoclassica. I suoi contributi principali riguardano la teoria della scelta sociale, soprattutto con il teorema dell’impossibilità, che porta il suo nome, e l’analisi delle situazioni di equilibrio economico generale. Inoltre, ha contribuito ad altre aree della ricerca economica, come la teoria della crescita endogena e lo studio delle asimmetrie informative. Ha vinto il Premio Nobel, insieme a John Hicks, per i suoi contributi pionieristici alla teoria dell’equilibrio economico generale e alla teoria del benessere. È nato a New York nel 1921.

 

1972Hicks, John

Economista inglese. Il suo più influente contributo alla scienza economica è probabilmente il modello IS-LM (detto anche modello di Hicks-Hansen), basato sulla teoria macroeconomica sviluppata da Keynes. Fu premiato con il Nobel, insieme a Kennet J. Arrow, per i suoi studi sull’equilibrio economico generale e sulla teoria del benessere.

 

1973Leontief, Wassiliy

Il metodo elaborato da Leontief si basa sull’utilizzazione di un numero enorme di dati e di statistiche e consiste nel suddividere un sistema economico in settori e nel mettere in evidenza ciò che ogni settore prende dagli altri (input) e ciò che fornisce a ogni altro (output).

Leontief costruisce in questo modo una matrice, o tabella a doppia entrata, che riassume tutte le transazioni di beni o di servizi avvenute nel sistema in un certo periodo, e fornisce quindi una immagine analitica di quel sistema (in genere un’economia nazionale) in un certo momento e a un certo grado di sviluppo tecnologico.

Questa immagine è caratterizzata dalle relazioni di scambio fra settore e settore, che variano al variare della produzione di ogni singolo settore: lo studio di queste variazioni consente di fare previsioni molto accurate sugli effetti della introduzione di nuove tecnologiche, della fondazione di nuove industrie, ed in genere della strategia economica che si vuole applicare.

L’analisi input-output è divenuta uno strumento essenziale per la programmazione economica, sia nei Paesi che adottano un piano centralizzato sia in quelli che mantengono l’economia di mercato. Era nato in Russia nel 1906.

 

1974von Hayek, Friedrich

È considerato uno dei maggiori avversari delle politiche interventiste classiche del pensiero di Keynes, nonché uno dei più importanti difensori delle teorie liberali del XX secolo. Esponente storico del liberalismo, è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta scuola austriaca ed uno dei maggiori critici dell’economia pianificata e centralista. Era nato a Vienna.

 

1974Myrdal, Gunnar

Economista e politico svedese, esaminò il ruolo delle aspettative nella formazione dei prezzi e influenzò in modo determinante la cosiddetta scuola di Stoccolma. Gli fu assegnato il Premio Nobel per il lavoro pionieristico sulla teoria monetaria, sulle fluttuazioni economiche e per le fondamentali analisi sull’interdipendenza dei fenomeni economici, sociali e istituzionali.

 

1975Kantorovich, Leonid Vital’evic

Economista russo. È celebre per le sue teorie e per lo sviluppo di tecniche riguardanti l’allocazione ottimale delle risorse. Nel 1939 pose le basi per lo studio della programmazione lineare. Fu autore di molti libri, tra i quali Metodi matematici per organizzare e pianificare la produzione, Calcolo economico e utilizzazione delle risorse, Soluzioni ottimali in economia. Il premio Nobel gli fu conferito per i contributi alla teoria dell’allocazione ottimale delle risorse.

 

1975Koopmans, Tjalling

Economista olandese. Si dedicò allo studio della matematica applicata all’economia e, in particolare, dell’econometria e della statistica. Vinse il Premio Nobel, insieme a Leonid Kantorovic, per i suoi studi sulla teoria dell’allocazione ottimale delle risorse.

 

1976Friedman, Milton

Liberista convinto, è stato più volte definito l’anti-Keynes, per il suo rifiuto verso qualsiasi intervento dello Stato nell’economia ed il suo sostegno convinto a favore del libero mercato e della politica del laissez faire.

I suoi maggiori contributi alla teoria economica riguardano gli studi sulla teoria quantitativa della moneta, sulla teoria del consumo e sul ruolo e l’inefficacia della curva di Phillips nel lungo periodo. Fu fondatore della cosiddetta scuola monetarista e la sua regola di politica monetaria, basata sul controllo della crescita della massa monetaria, è stata utilizzata dalla Federal Reserve americana e dalla Banca Centrale Europea.

Le sue teorie liberiste hanno, inoltre, esercitato una forte influenza sulle scelte dei governi britannico e statunitense degli anni ’80. Era nato a New York.

 

1977Meade, James Edward

Noto economista inglese, vinse il Premio Nobel, insieme e a Bertil Ohlin, per i suoi contributi pionieristici alla teoria del commercio internazionale e dei movimenti internazionali di capitale.

 

 

1977Ohlin, Bertil

Economista svedese. Nel 1933 pubblicò un opera che lo avrebbe reso celebre, Interregional and International Trade. In questo lavoro, sviluppò una teoria economica del commercio internazionale basata sulle precedenti ricerche di Eli Heckscher e sulla sua tesi di dottorato. Il modello, conosciuto come modello di Heckscher-Ohlin, rappresentò uno spartiacque nella storia dell’economia internazionale, perché mostrava come i vantaggi comparati potessero essere legati alle caratteristiche proprie del lavoro e del capitale di un paese e come queste potessero cambiare nel tempo. Il modello sarebbe stato utilizzato come base per future ricerche sugli effetti della protezione dei salari reali. Lo stesso Ohlin fece derivare dal modello, il teorema di Heckscher-Ohlin, secondo il quale le economie dei vari paesi tendono a specializzarsi in quelle produzioni più adatte a sfruttare le risorse nazionali in modo efficiente.

 

1978Simon, Herbert

Economista statunitense. È stato tra i padri fondatori di molte tra le più importanti discipline scientifiche, inclusa l’intelligenza artificiale, l’elaborazione dell’informazione, la teoria dell’organizzazione, il problem solving e i sistemi complessi. Ha analizzato in maniera sistematica il comportamento decisionale degli individui all’interno delle organizzazioni, osservando che costoro non si attenevano ai criteri imposti dalle teorie normative. In particolare, ha evidenziato come la scelta effettuata da un individuo non rispetta necessariamente gli assiomi fondamentali dell’approccio logico. Quindi un individuo, più che fare scelte ottimali, fa scelte soddisfacenti.

 

1979Lewis, Arthur

Economista giamaicano, presentò un modello per spiegare lo sviluppo industriale, ipotizzando una situazione di partenza simile a quella già presente nei Paesi arretrati, vale a dire la prevalenza di manodopera sottoccupata nel settore agricolo. In base ai suoi studi, l’economia si poteva suddividere in 2 settori, uno stazionario (l’agricoltura), e uno moderno (l’industria). Lo sviluppo inizia con un aumento della domanda di prodotti industriali che provoca un trasferimento di forza lavoro, in esubero nel settore agricolo, da quest’ultimo al settore industriale. Dato l’eccesso di lavoratori, i salari sono molto bassi e quindi le imprese hanno un notevole profitto, che viene poi reinvestito nelle aziende. Finché c’è un eccesso di manodopera il processo di accumulazione degli investimenti e dei profitti procede nel settore industriale.

 

1979Schultz, Theodore W.

Economista statunitense, vinse il Premio Nobel per le sue ricerche pionieristiche nel campo dello sviluppo economico e, in particolare, nell’analisi dei problemi dei paesi in vi di sviluppo.

 

1980Klein, Lawrence

Economista americano. Ha contribuito in modo fondamentale alla diffusione e all’utilizzo dei modelli econometrici per lo studio dei fenomeni reali. Vinse il Premio Nobel per la creazione di modelli econometrici e per l’applicazione di essi all’analisi delle fluttuazioni economiche e delle politiche economiche.

 

1981Tobin, James

Divenne noto per la sua proposta di tassazione sulle transazioni internazionali (la cosiddetta Tobin Tax), e per la teoria della Q di Tobin. Tale teoria afferma, in estrema sintesi, che il valore di mercato delle azioni di un’impresa è in grado di misurare la differenza tra il capitale desiderato dall’impresa e il capitale effettivamente posseduto. Il premio Nobel gli fu assegnato per la sua analisi dei mercati finanziari e le loro relazioni con le decisioni di spesa, con l’occupazione, con la produzione e con i prezzi. Era nato nell’Illinois.

 

1982Stigler, George

Economista americano. È noto in modo particolare per il suo contributo allo sviluppo della teoria economica sulla regolamentazione, secondo la quale i gruppi di interesse e altri operatori politici usano il potere regolatorio e coercitivo del potere esecutivo per plasmare le leggi e le normative dello Stato in modo a loro confacenti. Questa teoria è parte integrante della branca economica detta della Public Choice.

 

1983Debreu, Gerard

Economista francese, ha vinto il Premio Nobel per aver incorporato nuovi metodi analitici nella teoria economica e per la sua rigorosa riformulazione della teoria dell’equilibrio generale.

 

1984Stone, Richard

Approfondì i suoi studi sui modelli di contabilità nazionale, inventando un noto schema di doppia entrata composto da quattro agenti: famiglie, imprese, settore pubblico, estero. Era nato a Londra nel 1913.

 

1985Modigliani, Franco

Insieme a Merton Miller, formulò il cosiddetto teorema di Modigliani-Miller della finanza aziendale. Questo importante risultato spiega sotto quali condizioni il valore di una azienda rimanga lo stesso sia che venga finanziata attraverso raccolta di capitali sul mercato azionario (emissione di azioni), sia che venga finanziata attraverso acquisizione di debito (emissione di obbligazioni). Nonostante le assunzioni del teorema lo rendano inverificabile dal punto di vista empirico, rimane comunque un risultato scientifico importante perché da esso è scaturita una enorme letteratura, tuttora fiorente, che cerca di spiegare sotto quali diverse condizioni il risultato non sia valido.

Modigliani fu anche l’ideatore dell’ipotesi del ciclo vitale, che spiega come il risparmio ed il consumo cambino nell’arco di vita di un individuo. I consumatori, secondo Modigliani, tendono ad effettuare le loro scelte di consumo non in base al loro reddito corrente, ma in base alla loro aspettativa di reddito e consumo totale futuri. Per questo, gli individui tendono a risparmiare in alcune fasi della loro vita per poi spendere il denaro accumulato in altre fasi, per esempio durante il pensionamento. Era nato a Roma nel 1918.

 

1986Buchanan, James M.

Economista americano. Il suo libro più noto, Il Calcolo del Consenso. Fondamenti logici della democrazia costituzionale è considerato un’opera classica che ha fondato la disciplina della Teoria della scelta pubblica in economia e scienza politica. In particolare, il libro sostiene che le decisioni del governo sono parte dell’economia, non fattori esogeni. Pertanto, le scelte e le azioni collettive vanno studiate ed analizzate come una parte dello studio del settore pubblico. Tra i suoi lavori in campo economico vi è anche una rigorosa analisi della Teoria dello scambio di voti.

 

1987Solow, Robert

Solow è conosciuto soprattutto per il modello di crescita economica che porta il suo nome, diventato poi il paradigma del cosiddetto modello neoclassico di crescita. Tale modello permette di separare le determinanti della crescita del prodotto in variazioni positive di input: (lavoro e capitale); l’incremento di reddito che non risulta spiegato dall’incremento dei due input viene attribuito al progresso tecnologico; nell’ambito di tale teoria il progresso tecnico è infatti denominato anche residuo di Solow. Con l’impiego del suo modello, Solow calcolò che circa quattro quinti nella crescita marginale dell’output per unità di lavoro negli Stati Uniti era attribuibile al progresso tecnico. A partire dalla divulgazione del suo primo lavoro, nel 1950, sono stati proposti ulteriori e più sofisticati modelli. Negli anni ‘80 i suoi sforzi si concentrarono sul ruolo giocato dal progresso tecnologico nell’economia. Da questi studi si è sviluppata la teoria della crescita endogena. È nato a New York.

 

1988Allais, Maurice

Ha pubblicato più di 90 articoli ed opere tra cui La crisi mondiale oggi, in cui avanza delle proposte di riforma del sistema finanziario mondiale. Come economista ha dato contributi importanti negli ambiti della teoria delle decisioni e nella politica monetaria, ma il suo nome è associato in modo particolare al cosiddetto paradosso di Allais, descritto nel 1953, un problema nell’ambito della teoria delle decisioni che contraddice la teoria dell’utilità attesa. È nato a Parigi.

 

1989Haavelmo, Trygve

Economista norvegese molto noto in macroeconomia per il Teorema di Haavelmo o Teorema del bilancio in pareggio, secondo il quale un aumento della spesa pubblica, compensato da un aumento di pari ammontare delle entrate fiscali, esercita comunque effetti espansivi sul reddito e sulla produzione.

 

1990Markowitz, Harry

Con la teoria della frontiera dei portafogli mostrò come misurare il rischio dei vari strumenti finanziari e come combinarli in un portafoglio per ottenere, per un determinato livello di rischio, il rendimento massimo. Fu insignito del Premio Nobel per i suoi contributi pionieristici nell’ambito dell’economia finanziaria. È nato a Chicago.

 

1990Miller, Merton

Economista statunitense, ha collaborato con Franco Modigliani alla definizione del teorema di Modigliani-Miller.

 

1990Sharpe, William

Economista americano. È il padre del Capital Asset Pricing Model (CAPM), utilizzato in tutto il mondo per la valutazione delle attività finanziarie. Prende il suo nome inoltre la Sharpe ratio, utilizzata come misura di rendimento corretta tenendo conto del rischio. Ha inoltre contribuito allo sviluppo dei modelli ad Albero binomiale per la valutazione dei titoli derivati, nonché a una serie di misure di performance dei fondi comuni.

 

1991Coase, Ronald

È considerato, insieme a Oliver Williamson, il padre della teoria transazionale dell’impresa, con la quale ha spiegato come il processo di crescita dimensionale di un’impresa dipenda essenzialmente dal rapporto tra costi di transazione esterna (cioè i costi che occorre sostenere per acquisire una determinata risorsa sul mercato) e costi di organizzazione interna (vale a dire i costi da sostenere per produrre quella risorsa all’interno dell’impresa stessa). Ha vissuto sempre in america, ma è di origine britannica.

 

1992Becker, Gary

Economista americano, allievo di Friedman, ha ricevuto il Premio Nobel «per aver esteso la ricerca economica a discipline come la sociologia, la demografia e la criminologia» e per aver mostrato come i fattori economici influenzino il processo decisionale anche in aree che in precedenza i ricercatori consideravano dominate da comportamenti abituali e spesso decisamente irrazionali. Particolari studi ha dedicato al capitale umano e alle sue relazioni con la crescita economica.

 

1993Fogel, Robert

Economista e storico statunitense, è noto soprattutto per essere un sostenitore della cliometria, cioè dell’uso dei metodi statistici ed econometrici nell’ambito della ricerca storica. Egli dimostrò, ad esempio, che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto uno sviluppo economico maggiore privilegiando il trasporto fluviale a quello su rotaia

 

1993North, Douglass

Storico ed economista statunitense. Ha ricevuto il Premio Nobel per essere, insieme a Robert Fogel, uno dei primi economisti ad aver applicato la cliometria, cioè i metodi statistici ed econometrici, nell’ambito della ricerca storica.

 

1994Harsanyi, John

È celebre per le sue applicazioni della teoria dei giochi ai problemi economici, e, in particolare, per le sue innovative analisi di giochi ad informazione incompleta (cosiddetti giochi bayesiani). Inoltre, contribuì notevolmente all’uso della teoria dei giochi e del ragionamento economico nella filosofia politica e morale e allo studio della scelta degli equilibri, cioè dei motivi per i quali i partecipanti a un gioco raggiungono un equilibrio piuttosto che un altro. È nato a Budapest.

 

1994Nash, John

Americano. È tra i matematici più brillanti e originali del novecento, ha rivoluzionato l’economia con i suoi studi di matematica applicata alla teoria dei giochi. Si deve a lui uno dei più noti metodi di risoluzione di un gioco, chiamato appunto equilibrio di Nash.

 

1994Selten, Reinhard

Economista tedesco, è uno dei precursori dell’applicazione della teoria dei giochi all’analisi economica. Ha vinto il Premio Nobel per l’analisi pionieristica degli equilibri nella teoria dei giochi non cooperativi.

 

1995Lucas, Robert

Economista americano. Probabilmente uno degli economisti più influenti dagli anni 70, ha aiutato a cambiare i fondamenti della teoria macroeconomica, argomentando che un modello macroeconomico deve contenere fondamenti microeconomici. È conosciuto in primo luogo per le sue ricerche circa le implicazioni di assumere le aspettative razionali. Ha sostenuto la visione del ciclo economico come equilibrio dinamico. Sviluppò il concetto della critica di Lucas sulla politica economica, la quale sostiene che relazioni tra parametri che sembrano rimanere stabili, come per esempio l’apparente relazione tra inflazione e disoccupazione, mutano in seguito a cambiamenti della politica economica.

 

1996Mirrlees, James A.

Economista scozzese, ha ricevuto il Premio Nobel per i fondamentali contributi alla teoria economica degli incentivi in presenza di informazioni asimmetriche. È noto anche per le sue teorie sull’imposizione ottimale sul reddito.

 

1996Vickrey, William

Economista canadese, è stato uno dei primi studiosi a utilizzare gli strumenti propri della teoria dei giochi per comprendere i meccanismi di funzionamento delle aste, contribuendo in modo determinante alla soluzione dei problemi di incentivazione in presenza di informazioni asimmetriche tramite meccanismi d’asta.

 

1997Merton, Robert

Studioso nel campo della finanza, è stato uno dei precursori, insieme ai colleghi Black e Scholes, nell’utilizzo della matematica per calcolare il prezzo delle opzioni. Il Premio Nobel gli è stato assegnato per aver sviluppato un metodo innovativo per la valutazione degli strumenti finanziari derivati. È nato New York.

 

1997Scholes, Myron

Economista statunitense. Pioniere nello studio degli strumenti derivati, ha ricevuto il Premio Nobel nello stesso anno e con la stessa motivazione del collega Merton.

 

1998Sen, Amartya

Economista indiano, vincitore del Premio Nobel per i suoi contributi allo studio dell’economia del benessere, è noto per aver proposto di misurare la ricchezza delle nazioni non solo con i tradizionali indicatori della disponibilità di beni materiali ma anche in base ad altri fattori (essere rispettati, vivere in un ambiente sano, poter partecipare alla vita pubblica ecc), evidenziando come lo sviluppo economico non coincida necessariamente con l’incremento del reddito ma con il miglioramento della qualità della vita.

 

1999Mundell, Robert

Economista canadese. Studioso dei mercati internazionali, è noto per aver applicato ad un’economia aperta lo schema teorico keynesiano (modello di Mundell-Fleming). Ha vinto il Premio Nobel per la sua analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per lo studio delle aree valutarie ottimali.

 

2000Heckman, James

Studioso di microeconomia, è noto per aver applicato metodi tipici dell’analisi statistica dei comportamenti individuali alla valutazione di problemi sociali legati, in particolare, alle problematiche del mercato del lavoro e ai modelli alternativi di distribuzione del reddito. Ha vinto il Premio Nobel per i suoi contributi allo sviluppo della teoria e dei metodi per l’analisi di campioni selettivi. È nato a Chicago.

 

2000McFadden, Daniel

Economista statunitense, ha sviluppato metodi di analisi economica applicabili a problemi sociali e, in particolare, alla disoccupazione. Ha vinto il Premio Nobel, insieme al collega Heckman, per aver ideato teorie e metodi per l’analisi dei modelli di scelte discrezionali.

 

2001Akerlof, George

Accademico statunitense, è noto per aver studiato gli effetti distorsivi delle asimmetrie informative sul funzionamento efficiente dei mercati.

 

2001Spence, Michael

Tra i principali studiosi degli effetti delle asimmetrie informative sul funzionamento dei mercati, ha sottolineato come l’evoluzione della tecnologia dell’informazione permetta ai compratori di ridurre il gap informativo rispetto ai venditori e faciliti lo sviluppo delle scambi commerciali, riducendo i tempi e aumentando il numero delle contrattazioni. È nato a Montclair nel 1943.

 

2001Stiglitz, Joseph

Economista americano. Studioso di microeconomia, ha analizzato gli effetti delle asimmetrie informative, ideando i concetti di selezione avversa e azzardo morale. Per questi suoi studi ha condiviso il Premio Nobel con i colleghi Akerlof e Spence.

 

2002Kahneman, Daniel

Psicologo israeliano, ha applicato la psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche. Infatti, punto cardine della sua ricerca è la cosiddetta «prospect theory», secondo cui esistono una serie di motivazioni psicologiche che determinano il comportamento economico delle persone.

Kahneman ha vinto il premio Nobel per aver integrato le sue ricerche in campo psicologico con le scienze economiche, con particolare riguardo ai processi decisionali e di giudizio.

 

2002Smith,Vernon

Ingegnere ed economista statunitense, è considerato il fondatore di una nuova scienza economica di tipo sperimentale e i suoi articoli sono pubblicati sulle più prestigiose riviste economiche di tutto il mondo. Il Premio Nobel gli è stato assegnato, insieme a Kahneman, per avere integrato i risultati della ricerca psicologica nell’economia, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni di incertezza.

 

2003Engle III, Robert. F.

Economista statunitense. Le sue ricerche costituiscono un punto di riferimento per studiosi e analisti dei mercati finanziari. Engle ha impiegato l’econometria alla valutazione di efficienza dei mercati e l’analisi delle serie temporali alla stima della volatilità delle grandezze economico-finanziarie in funzione del tempo.

Ha ricevuto il premio Nobel, congiuntamente a Granger, per i metodi d’analisi delle serie temporali con volatilità stagionale.

 

2003Granger, Clive W.J.

Economista gallese. È considerato uno dei maggiori studiosi di econometria, in quanto ha sviluppato modelli di analisi largamente utilizzati in seguito. I suoi lavori hanno consentito di studiare i tassi d’interesse, a breve e a lungo termine, nonché le relazioni tra ricchezza e consumi, tra tassi di cambio e livello generale dei prezzi.

Ha vinto il premio Nobel per l’economia, insieme all’americano Engle, per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi delle serie temporali economiche con una tendenze comune.

 

2004Kydland, Finn E.

Economista norvegese. Nei suoi studi, condotti insieme a Prescott negli anni ’70, ha evidenziato che gli annunci di manovre economiche effettuati dal governo non risultano credibili. Secondo Kydland sarebbe utile, per risolvere tale incoerenza, adottare una «technology of commmitment», ossia un meccanismo istituzionale che porta a fissare determinati vincoli per i policy maker allo scopo di perseguire efficaci politiche di stabilizzazione.

L’economista ha ricevuto il premio Nobel per i contributi alla macroeconomia dinamica.

 

2004Prescott, Edward C.

Economista statunitense, ha dimostrato, assieme a Kydland, le motivazioni teoriche che venti anni dopo hanno portato i paesi aderenti all’area dell’euro a stabilire una serie di criteri e parametri da porre a base delle politiche di bilancio.

 

2005Aumann, Robert J.

Nato a Francoforte emigrò con la famiglia a New York. I suoi studi hanno privilegiato l’analisi dei sistemi economici nei quali l’agire dei gruppi ha grande influenza sul risultato finale, mentre i singoli individui hanno scarsa influenza. Ha vinto, insieme a Schelling, il premio Nobel «per aver migliorato la comprensione del conflitto e della cooperazione in economia attraverso l’analisi della teoria dei giochi».

 

2005Schelling, Thomas C.

Economista americano, ispiratore riconosciuto della politica estera americana negli anni Sessanta. Ha vinto il premio soprattutto grazie al libro The Strategy of Conflict, pubblicato nel 1960, applicazione della teoria dei giochi al sistema delle relazioni internazionali nell’età della Guerra Fredda.

 

2006Phelps, Edmund S.

Economista americano, ha concentrato i suoi studi principalmente sull’economia del lavoro e, più precisamente, sui rapporti tra aspettative razionali e saggio di salario; sulla distribuzione del salari e sui costi della ricerca del lavoro. Ha ricevuto il premio Nobel principalmente perché «ha evidenziato come l’equilibrio tra inflazione e disoccupazione siano fondamentali per la redistribuzione della ricchezza sulla lunga durata».

 

2007Hurwicz, Leonid

Nato a Mosca nel 1917, emigrato prima in Polonia, poi in Svizzera e infine negli Stati Uniti, ha vinto il premio Nobel insieme ai suoi seguaci Eric Maskin dell’ università di Princeton e Roger Myerson dell’ università di Chicago.

Merito dei tre economisti, secondo l’Accademia svedese, e quello di aver «posto le basi della teoria della concezione dei meccanismi» (…). «È una teoria che ha una funzione essenziale in molte aree dell’ economia e della politica, che ci permette di distinguere le situazioni in cui i mercati funzionano bene e dove invece non funzionano e che ha aiutato a identificare meccanismi efficienti di contrattazione e di procedure di voto».

 

2007Maskin, Eric S.

Economista statunitense, oggetto della sue ricerche sono, attualmente, i diversi sistemi elettorali, le loro iniquità e lo studio della formazione delle coalizioni.

 

2007Myerson, Roger B.

Economista americano, matematico di formazione come Maskin, è l’autore del teorema Myerson-Satterthwaite.

 

2008Krugman, Paul

Economista americano. Conosciuto soprattutto per la sua originalità e la sua indole polemica, Krugman in quanto neokeynesiano non crede alla regola neoclassica dell’aggiustamento automatico del mercato e attribuisce un ruolo centrale per la determinazione del reddito alla domanda aggregata. Gli è stato attribuito il premio Nobel per i suoi lavori sugli scambi commerciali internazionali.

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