Preferenze del consumatore e "mali"

La risposta esatta è la 3).

Vediamo perché: un bene, in senso economico, è una merce la cui maggiore disponibilità accresce la soddisfazione dei consumatori. Un male, al contrario è un bene la cui maggiore disponibilità fa diminuire la soddisfazione dei consumatori.

Supponiamo allora che un convinto vegetariano venga imprigionato in un luogo in cui i pasti siano costituiti solo da carne e pesce, evidentemente per questa tipologia di consumatore il consumo dell'uno o dell'altro bene fa diminuire la sua soddisfazione. La forma della curva d'indifferenza del consumatore avrà questa forma:

 

 

È decrescente, infatti, quando aumenta il consumo di pesce il consumatore potrà continuare ad ottenere la stessa soddisfazione (o meglio subire un eguale disagio), solo se il consumo del male carne diminuisce. Come si evince dalla figura quando cresce il consumo di pesce il disagio che il consumatore prova nel consumare un'unità addizionale di pesce aumenta. Dunque, affinché il disagio del consumatore rimanga invariato il consumo del male carne deve diminuire in misura sempre più consistente quando aumenta il consumo di pesce. In altre parole, il consumatore è disposto a consumare un'unità aggiuntiva di pesce solo se il male carne diminuisce in misura crescente. In questo caso, dunque, il saggio marginale di sostituzione è crescente.

Inoltre, le combinazioni di due mali che si trovano su curve di indifferenza più basse sono preferite a combinazioni di beni rappresentate da punti di curve d'indifferenza situate più in alto (si veda figura successiva):

 

 

Si osservi in figura le combinazioni dei due mali rappresentate dal punto A e dal punto B: il punto A sarà preferito al punto B perché anche se entrambi contengono la stessa quantità di carne il paniere A contiene una minore quantità di pesce.

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