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Il calcolo del valore aggiunto
La risoluzione dell’esercizio richiede la conoscenza dell’analisi
delle interdipendenze settoriali che si occupa, appunto, dello studio delle
relazioni che sussistono tra i diversi settori economici.
Lo strumento di analisi più importante è, indubbiamente, la
tavola input – output che intende i sistemi economici nazionali come
divisi in settori, misura e prevede gli scambi tra un settore e l’altro, ossia
i flussi intermedi esprimendo le relazioni con un sistema di equazioni.
I passi da seguire per la costruzione della tavola con i dati
dell’esercizio sono i seguenti:
- la produzione totale di ciascun settore, ossia 100, 200 e 350,
rispettivamente, va inserita nell’ultima colonna a destra la cui somma è,
appunto, 650;
- gli impieghi intermedi del settore 2 provenienti dal settore 1, ossia
,
vanno inseriti nella cella all’incrocio della prima riga (relativa al
settore di origine 1) e della seconda colonna (relativa al settore di
destinazione 2);
- gli impieghi intermedi del settore 3 provenienti dal settore 3,ossia 200,
vanno inseriti nella cella all’incrocio della seconda riga (relativa al
settore di origine 2) e della terza colonna (relativa al settore di
destinazione 3);
- gli impieghi finali (400) si ottengono per differenza tra la produzione
totale e gli impieghi intermedi;
- il valore aggiunto (che coincide con gli impieghi finali) si può
ottenere per differenza tra totale delle risorse (o produzione totale) e
totale dei costi intermedi di ciascuna branca.
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Settori di origine |
Settori di
1 |
destinazione
2 |
3 |
Totale impieghi intermedi |
Impieghi finali |
Produzione totale |
|
1
2
3 |
-
-
- |
50
-
- |
-
200
- |
50
200
- |
50
-
350 |
100
200
350 |
|
Totale costi intermedi |
- |
50 |
200 |
250 |
400 |
650
|
|
Valore aggiunto |
100 |
150 |
150 |
400 |
|
|
|
Totale risorse |
100 |
200 |
350 |
650 |
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Il materiale qui presentato è tratto dal volume 43/6 "Compendio
di Statistica economica", C. Iodice, Edizioni Simone 2003
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