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La spesa pubblica e modello IS-LM

La spesa pubblica può essere finanziata in due modi

1. con la base monetaria;

2. mediante imposte.

 

Il finanziamento della spesa pubblica mediante la base monetaria

Un sistema molto semplice per finanziare la spesa pubblica è il ricorso all'emissione di carta moneta. Tale sistema presenta indubbi vantaggi:

- un costo praticamente nullo (i semplici costi di stampa);

- un effetto espansivo massimo sul reddito, dovuto al fatto che oltre all'operare del moltiplicatore occorre considerare l'aumento degli investimenti dovuto al ribasso del tasso d'interesse (un aumento della base monetaria comporta una riduzione del tasso d'interesse).

Nel lungo periodo però il finanziamento con base monetaria ha deleteri effetti inflazionistici.

 

Il finanziamento mediante imposte 

Secondo Keynes la spesa pubblica finanziata mediante l'emissione di carta moneta aveva solo l'effetto di generare effetti inflazionistici. L'economista era invece convinto che la spesa pubblica finanziata attraverso prestiti pubblici (deficit spending) avrebbe generato reddito senza distruggere risorse, semplicemente convertendo i risparmi in investimenti. In alternativa, la spesa pubblica avrebbe potuto essere finanziata facendo ricorso al sistema della tassazione: un'imposta progressiva sui redditi avrebbe potuto, per esempio, ridistribuire risorse a favore delle classi più disagiate, caratterizzate da una più alta propensione al consumo. L'imposizione fiscale, però, riduce l'effetto espansivo del moltiplicatore; infatti,  consideriamo il caso semplice di un'imposta proporzionale sul reddito

dove t è l'aliquota d'imposta.

É evidente che il consumo non sarà più funzione del reddito, ma dipenderà dal reddito disponibile Yd dove

 

La funzione del consumo sarà allora così espressa:

 

Se raggruppiamo in A tutte le componenti della domanda aggregata non dipendenti dal reddito (consumi autonomi C0, investimenti I e spesa pubblica G), possiamo scrivere:

oppure, come

Mettendo in evidenza Y, si ottiene

 

che può essere scritta come:

Nella formula finale   rappresenta il moltiplicatore del reddito: come si vede, un incremento iniziale un aumento della domanda aggregata generato dall'incremento della spesa pubblica avrà in questo caso un effetto minore, poiché le imposte riducono quella parte di reddito che gli individui possono destinare al consumo.  

 

    Gli effetti di un aumento della spesa pubblica nel modello IS-LM

Un aumento della spesa pubblica finanziato con le imposte comporta: un aumento della domanda autonoma che sposta la IS a destra e in alto, nella figura seguente la IS* si sposta in IS' . Il punto E* in figura non rappresenta più un punto di equilibrio; l'economia dovrebbe spostarsi nel punto E'. In E*,  infatti, vi è un eccesso di domanda di beni. In altre parole, nel punto E* il prodotto (Y*) è troppo basso, le imprese vedono calare le loro scorte troppo rapidamente e quindi aumentano la produzione, finché non viene raggiunto il livello di equilibrio Y'. Il percorso di avvicinamento al punto E' avviene lungo la curva LM, perché man mano che il reddito aumenta, anche il tasso d'interesse aumenta, passando da i* a i.

Nel modello IS-LM, l'aumento della spesa pubblica non è efficace quanto si potrebbe pensare in base al solo moltiplicatore, a causa della presenza del tasso d'interesse e della moneta. Infatti, man mano che il reddito cresce, per adeguarsi alla domanda aggregata e portare in equilibrio il mercato della moneta aumenta il tasso d'interesse. Ma se cresce il tasso d'interesse, la domanda aggregata diminuisce, perché calano gli investimenti; quindi, l'aumento di domanda aggregata creato dall'aumento della spesa pubblica è parzialmente ridotto dall'aumento del tasso di interesse. Globalmente, la domanda aumenta, ma meno che proporzionalmente di quanto sarebbe aumentata se non ci fosse stato il tasso d'interesse.

Infatti ogni aumento della spesa autonoma produce un aumento di reddito pari ad

 

secondo il principio del moltiplicatore. La distanza fra le due curve IS è esattamente pari a questa grandezza; in figura il segmento in rosso rappresenta tale distanza. Come si può notare l'aumento di reddito che effettivamente si è verificato, cioè il passaggio da Y* a Y', è inferiore alla distanza fra le due IS. Infatti, il segmento (Y'-Y*) è molto più piccolo di                     

 

Il fatto che il tasso d'interesse aumenti a causa dell'intervento pubblico implica che gli investimenti vengano ridotti. Quindi, l'aumento di domanda autonoma conduce sì ad un aumento della domanda aggregata, ma ne cambia anche la composizione: gli investimenti diminuiscono relativamente alle altre componenti. Questo effetto collaterale della politica fiscale è stato chiamato spiazzamento ed ha fornito lo spunto per dure critiche alla fiducia, tipicamente keynesiana, nella politica fiscale. Si è detto che la politica danneggia l'iniziativa privata, perché scoraggia la forma in cui le imprese maggiormente contribuiscono alla crescita della produzione, cioè gli investimenti. Naturalmente, non è necessariamente vero che lo spiazzamento sia completo, come si vede in figura l'effetto complessivo è comunque di un aumento del reddito, almeno in generale.

Per quanto riguarda gli effetti dell'aumento della base monetaria si guardi quanto detto a proposito del quesito n. 6, con la differenza che li si ragionava in termini di riduzione di base monetaria e quindi di riduzione dell'offerta di moneta?          

Il materiale qui presentato, con i dovuti riadattamenti, è tratto dal volume Manuale di Economia Politica - Micro e Macroeconomia, Edizioni Simone 2000. 

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