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Il tasso
di sconto e l'offerta di moneta
Il tasso di sconto
è il tasso a cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche. Esso è
il termometro del mercato finanziario perché sulla sua base vengono determinati
il tasso d'interesse ed il tasso interbancario (tasso che si applica ai prestiti
che le banche concedono alle altre banche). Quando il tasso di sconto è elevato
si è in presenza di una stretta creditizia, ossia l'autorità centrale ha
stabilito di ridurre il credito (riduzione dell'offerta di moneta) solitamente
ciò accade per fronteggiare un processo inflazionistico.
Più precisamente,
un tasso di sconto più elevato induce le banche ad incrementare le proprie
riserve in quanto è troppo costoso ricorrere al prestito per sopperire alle
eventuali mancanze di riserve. Ciò comporta una riduzione del moltiplicatore
della moneta e, quindi, si può affermare che quando la banca centrale decide di
aumentare il tasso di sconto ha scelto di attuare una misura restrittiva di
politica monetaria.
Il materiale qui presentato,
con i dovuti riadattamenti, è tratto dal volume Compendio
di Macroeconomia, Edizioni
Simone 2002.
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