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L'ultima spiaggia: l'approccio "ad personam"

Esiste un'ultima possibilità per contattare un’azienda, che, anche se può sembrare un po' insolita, può spesso risultare molto efficace: l'approccio diretto.

Quasi tutte le aziende di una certa rilevanza partecipano nel corso dell'anno a manifestazioni di settore come, ad esempio, le fiere, nelle quali promuovono i propri prodotti, si confrontano e tengono d'occhio la concorrenza. È questo il caso dello Smau di Milano, per il settore delle tecnologie dell'informazione, della Fiera del libro di Torino, per l'editoria e così via. In queste occasioni è facile entrare in contatto con i titolari stessi delle aziende, i quali sono presenti almeno nelle giornate di maggior affluenza di pubblico (ad esempio, sabato e domenica sera).

Fare una capatina presso gli stand, per prendere qualche contatto può riservare delle sorprese: forse il vostro destino potrebbe cambiare in soli pochi minuti di conversazione con la persona giusta.

Innanzitutto, munitevi di biglietti da visita (che siano sobri, si intende!) e di qualche copia del vostro curriculum vitae. Fate, poi, un primo giro di ricognizione della fiera, consultando l'opuscolo informativo che reca l'elenco e la dislocazione degli espositori: generalmente viene distribuito dal personale all'ingresso. Potrete, con un po' di attenzione, rendervi conto se presso gli stand sono presenti il titolare o comunque personaggi rilevanti nell'organigramma aziendale, persone cioè che possono costituire dei reali referenti; al contrario, se vi rendete conto che si tratta semplicemente di generici addetti allo stand, non sbilanciatevi in alcun modo, se non per chiedere eventualmente il nome del responsabile da contattare successivamente per posta o per telefono.

Una volta che avrete concluso il vostro giro, individuate il primo referente da contattare:

  • avvicinatevi con garbo e con discrezione, ma con determinazione (non dovrete assumere atteggiamenti di sottomissione o apparire intimiditi);
  • parlate con calma e con tranquillità e, se ci riuscite siate anche propensi a qualche discreta battuta di spirito;
  • dite pure liberamente che state cercando di prendere contatti con delle aziende per instaurare dei rapporti di collaborazione professionale, cioè la verità (o quasi), ma fate attenzione a non dare l'impressione di essere accaniti o disperati nella ricerca di un lavoro;
  • se ci riuscite, cercate di sottolineare, nel corso della conversazione, le eventuali affinità tra la vostra formazione o le vostre attitudini e la produzione dell'azienda che state contattando;
  • lasciate il vostro biglietto da visita, o direttamente il vostro curriculum, solo alla fine della conversazione, prima di salutare.

Vedrete che, su un certo numero di contatti presi, qualcuno certamente non mancherà di dare frutti.

Molto più facile, anche se per certi versi più complesso da gestire, è l'approccio diretto per una persona che ha già un impiego nel settore ed è alla ricerca di un cambiamento che gli dia, ad esempio, la possibilità di effettuare un avanzamento di carriera.

In questo caso, il modo in cui ci si autocandiderà è estremamente determinante per il buon fine della strategia. Mai far trasparire, per esempio, che siamo scontenti, sottopagati o ai ferri corti con il nostro datore di lavoro: se questo accedesse, avremo ben poche possibilità di essere seriamente presi in considerazione. Il nostro referente potrebbe pensare che il cattivo rapporto lavorativo sia stato determinato dalla scarsa qualità delle nostre prestazioni professionali oppure da nostre difficoltà caratteriali; si insospettirebbe e certamente si terrebbe alla larga da noi.

Insomma, tendenzialmente si schiererebbe con il suo pari!

Meglio apparire orientati verso un nuovo impiego spinti da un cambiamento o da un allargamento del nostro interesse professionale per una produzione diversa o per una differente filosofia aziendale.

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