Avvocato - Casa Editrice - Edizioni Simone

Avvocato

Avvocato

L’avvocato è un libero professionista che svolge attività giudiziale (difesa e rappresentanza in giudizio) e stragiudiziale (consulenze, stesura di pareri, arbitrati, redazione di contratti particolarmente complessi).

In Italia gli avvocati sono 210mila (contro i 44mila della Francia e i 117mila dell'Inghilterra), molti di questi però (circa 35.000) non esercitano effettivamente la professione

Come si diventa avvocati

Per diventare avvocato è necessario essere in possesso della vecchia laurea quadriennale o della laurea specialistica in Giurisprudenza, e aver svolto la pratica forense presso uno studio legale per un periodo di due anni. Per chi frequenta la Scuola di specializzazione alle professioni legali, la pratica forense ha durata annuale.
La pratica forense
Per attestare lo svolgimento della pratica biennale è necessario iscriversi in un registro speciale dei praticanti, tenuto dal Consiglio dell’Ordine presso il Tribunale nella cui Circoscrizione il praticante ha la residenza, indicando il nome dell’avvocato presso il quale si ha intenzione di svolgere la pratica (solo gli avvocati abilitati da almeno un biennio sono legittimati alla preparazione dei praticanti).
La compiuta pratica viene attestata mediante la tenuta di un libretto della pratica suddiviso in tre parti: nella prima vengono segnate le udienze alla quali il praticante assiste (almeno 20 ogni semestre); nella seconda parte sono indicati gli atti processuali o stragiudiziali più rilevanti alla cui predisposizione e redazione il praticante ha partecipato; nella terza, le questioni giuridiche di maggiore interesse alla cui trattazione il praticante ha assistito o collaborato.
 
Dopo il primo anno di pratica, accertato dal deposito del libretto al Consiglio dell’Ordine accompagnato da una relazione scritta dell’avvocato circa le attività svolte dal praticante, questi può essere ammesso al patrocinio, ossia svolgere l’esercizio, seppur limitato, della professione forense.
 
In particolare, il praticante, dopo il conseguimento dell’abilitazione da parte del Consiglio dell’Ordine e il giuramento davanti al Presidente del Tribunale, può esercitare il patrocinio nelle cause di competenza del Giudice di Pace e dinanzi al Tribunale in composizione monocratica limitatamente:
a) negli affari civili alle cause relative a:
- beni mobili e immobili, ma il cui valore non ecceda i 25mila euro;
- azioni possessorie, salvo il disposto dell’art. 704 del c.p.c.;
- denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’art. 688, 2° c., c.p.c.;
- rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e affitto di azienda, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;
 
b) negli affari penali nelle cause relative a:
- reati che comportino una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola oppure congiunta alla predetta pena detentiva. (Si tratta di contravvenzioni o di reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio ex art. 550 c.p.p.)
- violenza o minaccia a un pubblico ufficiale previsti dall’art. 336 c.p.;
- resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’art. 337 c.p.;
- oltraggio ad un magistrato in udienza aggravato a norma dell’art. 343, 2° c., c.p.;
- violazione dei sigilli aggravata a norma dell’art. 349, 2° c., c.p.;
- rissa aggravata a norma dell’art. 588, 2°c., c.p., con esclusione dell’ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
- furto aggravato a norma dell’art. 625 del c.p.;
- ricettazione prevista dall’art. 648 c.p.;
- nonché tutti i reati attribuiti ex d.lgs. 274/2000 alla competenza del Giudice di Pace.

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Le prove dell’esame di abilitazione

Compiuta la pratica, per diventare avvocato occorre sostenere il relativo esame di stato che consiste in tre prove scritte e in una prova orale.
Compiuta la pratica, per diventare avvocato occorre sostenere il relativo esame di stato che consiste in tre prove scritte e in una prova orale.
Le prove scritte, che normalmente si tengono ogni anno in dicembre, sono tre e vengono svolte sui temi formulati dal Ministero della Giustizia. In particolare, è richiesta al candidato:
a) la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
b) la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
c) la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto in diritto privato, diritto penale o diritto amministrativo (a scelta del candidato).
In sede di prove scritte è possibile consultare codici annotati con la sola giurisprudenza.
La prova orale consiste:
a) nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario;
b) nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.

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Volumi consigliati per la prova scritta

Volumi consigliati per la prova orale