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Notaio

La professione del notaio

L'art. 1 della "legge notarile" (L. n. 89 del 1913), nel definire il notaio, recita: "I notari sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i certificati e gli estratti".

Il notaio è pubblico ufficiale e libero professionista.

È un pubblico ufficiale perché è delegato dallo Stato di una funzione pubblica.

È libero professionista perché esercita e gestisce autonomamente, con mezzi propri e con una propria organizzazione, la sua professione senza vincoli di dipendenza (come avvocati, ingegneri, commercialisti, medici etc).

Il notariato italiano appartiene al tipo latino, presente in 76 Paesi del mondo e nella maggior parte dei Paesi europei.

I notai di tipo latino (civil Law Notary) sono giuristi di elevata qualificazione, equidistanti rispetto alle parti che a loro si rivolgono e capaci, quindi, di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili.

Il notary public di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli USA ed in altri Paesi) è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuna parte.

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Come si diventa notaio

Conseguita la laurea in giurisprudenza, è possibile presentare la domanda d’ammissione alla pratica notarile presso il Consiglio del Distretto Notarile dove si intende svolgere la pratica. La domanda va corredata del pagamento di una tassa e della dichiarazione di accoglienza del notaio presso il cui studio si svolgerà la pratica. L’ammissione viene quindi deliberata dal competente Consiglio Notarile.

A seguito dell’ammissione, l’aspirante notaio dovrà frequentare lo studio del notaio indicato per un periodo di 18 mesi (è prevista la possibilità di anticipare 6 mesi di pratica già nell’ultimo anno del corso di laurea).

Ogni 2 mesi a partire dalla data di ammissione, il praticante notaio deve consegnare al competente Consiglio Notarile un certificato di frequenza rilasciato dal notaio presso il quale svolge la pratica, che rilascerà inoltre il certificato finale di compiuta pratica al termine dei 18 mesi.

Ultimata la pratica si può partecipare al concorso che viene bandito all’incirca ogni anno, e si svolge a Roma in unica sede nazionale.

 

Il limite d’età per partecipare al concorso è di 50 anni.

Il concorso si compone di due momenti (fino al 2009 era prevista una preselezione informatica, ma questa è statasoppressa dall’art. 66 l. 18 giugno 2009, n. 69):

  • la prova scritta
  • la prova orale

 

La prova scritta consiste in tre distinte prove teorico-pratiche riguardanti un atto mortis causa e due atti inter vivos, di cui uno necessariamente in materia commerciale. In particolare, si richiede la conoscenza del diritto civile e commerciale, delle leggi speciali strettamente connesse all’attività notarile e della forma degli atti.

 

L’esame orale consta di tre prove:

  • diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione
  • ordinamento del notariato ed archivi notarili
  • diritto tributario (disposizioni concernenti i tributi sugli affari).

In Italia esercitano circa 5000 notai. Il numero di candidati che ogni anno partecipa al concorso si aggira normalmente intorno alle 3000-4000 unità.

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Codici per le prove scritte (ammessi al concorso)

Volumi consigliati per la preparazione

Per l’approfondimento