Assistente Sociale - Casa Editrice - Edizioni Simone

Assistente Sociale

La professione di assistente sociale

L’esercizio professionale dell’attività di assistente sociale «consiste nell’operare, in rapporto di lavoro subordinato od autonomo, con i principi, le conoscenze, i metodi specifici del servizio sociale e nell’ambito del sistema organizzato dalle risorse sociali, in favore di persone singole, di gruppi e di comunità, per prevenire e risolvere situazioni di bisogno» (art. 2 D.P.R. 14/1987).

I campi di intervento in cui oggi in Italia operano gli assistenti sociali sono molteplici: dagli istituti penitenziari al mondo della scuola, ai servizi psichiatrici, ai consultori familiari, ai servizi per il recupero dei tossicodipendenti, agli ospedali etc.

Si può dire, infatti, che, per dimensioni quantitative oltre che per importanza sociale, l’assistente sociale sia una figura centrale nella sfera dei servizi sociali e del terzo settore, in cui interagisce il cd. privato sociale con i soggetti pubblici per assicurare, ad un livello adeguato, quella indispensabile attività di assistenza che la nostra Costituzione garantisce a tutti i soggetti bisognosi (minori, disabili, anziani, immigrati, famiglie in difficoltà, persone con disagi psico-sociali, ex detenuti ecc.).

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L'abilitazione

Per l’esercizio della professione sia in qualità di lavoro autonomo, sia in regime di lavoro dipendente, è richiesta l’iscrizione all’Albo professionale degli assistenti sociali.

L’Albo è ripartito in due distinte sezioni (D.P.R. 328/2001):

  • sezione A, alla quale ora si accede con il titolo di laurea magistrale (ovvero ex laurea specialistica), previo esame di Stato, superato il quale si acquisisce il titolo professionale di «assistente sociale specialista», che ha competenze direttive e in generale più ampie e complesse dell’assistente sociale non specialista
  • sezione B, alla quale si accede con il titolo di laurea universitaria L-39 (ovvero, per chi l’avesse già conseguito in precedenza, con il diploma universitario triennale in Servizio sociale), previo esame di Stato superato il quale si acquisisce il titolo professionale di «assistente sociale».

Gli esami di Stato hanno luogo ogni anno in due sessioni, indette per ordinanza del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica; nella stessa ordinanza vengono indicate anche le sedi di esame scelte tra le città sedi di università o istituti di istruzione universitaria con corsi di laurea in Servizio sociale (ciascun candidato potrà scegliere liberamente da tale elenco la sede nella quale sostenere il proprio esame di Stato).

  • Gli esami di abilitazione alla professione di assistente sociale specialista (sezione A) consistono in due prove scritte ed una orale.

    Le prove scritte si differenziano in base agli argomenti che l’aspirante assistente sociale deve affrontare: la prima su teoria e metodi di pianificazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali, metodologie di ricerca nei servizi e nelle politiche sociali, metodologia di analisi valutativa e di supervisione di servizi e di politiche dell’assistenza sociale; la seconda (di tipo applicativo) verte sull’analisi di un caso di programmazione e gestione dei servizi sociali e sulla formulazione di piani o programmi per il raggiungimento di obiettivi strategici definiti dalla commissione esaminatrice. La prova orale verte, oltre che sull’analisi della prova scritta, anche sulle questioni teorico-pratiche affrontate durante il tirocinio e sulla legislazione e la deontologia sociale.

    Coloro i quali provengono dalla sezione B e vogliono passare nella sezione A dell’albo sono esentati dal dovere affrontare una delle prove scritte.

  • L’esame di Stato per l’iscrizione alla sezione B, invece, è articolato in due prove scritte, una orale ed una pratica. La prima prova scritta verte su aspetti teorici ed applicativi delle discipline dell’area di servizio sociale, sui principi, fondamenti, metodi, tecniche professionali del servizio sociale, del rilevamento e trattamento di situazioni di disagio sociale; la seconda prova scritta verte su principi di politica sociale e principi e metodi di organizzazione e offerta di servizi sociali. La prova pratica consiste nell’analisi, discussione e formulazione di proposte di soluzione di un caso prospettato dalla commissione.

    Le materie oggetto della prova orale sono eguali per gli aspiranti assistenti sociali di entrambe le sezioni, salvo una maggiore difficoltà contenutistica che il candidato assistente sociale specialista dovrà essere in grado di affrontare.

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L'occupazione: concorsi e selezioni pubbliche

La professione di assistente sociale può essere esercitata in forma autonoma (libero professionista) o di rapporto di lavoro subordinato.

I settori di occupazione riguardano, prevalentemente, gli ambiti in cui è richiesta un’attività di gestione, organizzazione, programmazione, coordinamento e direzione dei servizi sociali, nonché erogazione degli stessi.

Pertanto, le opportunità di collocazione si riscontrano in diversi ambiti ed in specie in tutte le strutture pubbliche e private che erogano servizi sociali, tra cui quelli finalizzati alla tutela socio-sanitaria dei minori, alla consulenza alle scuole, all’assistenza ospedaliera, alla tutela della salute mentale, all’assistenza a disabili ed anziani, alla tutela della maternità e paternità, alla cura e riabilitazione per tossicodipendenti e alcolisti, malati di AIDS etc. Tenuto conto che la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (L. 328/2000) inserisce le politiche sociali nell'obiettivo più ampio dello sviluppo del territorio, la domanda più rilevante proviene dagli enti locali e dalla sanità pubblica e privata (ASL, consultori, SERT etc.), ma è di rilevo anche quella delle strutture giudiziarie e penitenziarie e delle istituzioni del terzo settore (ONLUS, cooperative etc.).

Nonostante l’eterogeneità della richiesta di assistenti sociali, l’analisi storica dei bandi di concorso e delle prove selettive permettono di ricondurre le materie richieste ad una gamma di discipline abbastanza definita.

Fondamentale è infatti la conoscenza della legislazione sociale e socio-sanitaria, come comprensibile, unitamente all’etica professionale, mentre ricorrono frequentemente discipline come il diritto costituzionale, il diritto amministrativo, l’ordinamento degli enti locali e il pubblico impiego, il diritto civile e il diritto penale.

Di regola è richiesta una preparazione anche sui metodi e le tecniche del servizio sociale ovvero della metodologia d’intervento dell’assistente sociale.

Quanto alle prove concorsuali e alle selezioni, esse prevedono di solito una prova scritta e una prova orale.

La prova scritta può contemplare sia gli aspetti teorici-normativi che quelli pratici. È generalmente costituita, per le materie previste dal bando di concorso, nella risoluzione di batterie di quesiti a risposta multipla e/o a risposta sintetica. A ciò si aggiunge di regola [35; come prova di carattere tecnico-pratico [35; lo svolgimento di elaborati e lo sviluppo di progetti di intervento sui casi prospettati dalla commissione esaminatrice.

La prova orale, consistente in un colloquio, verte, poi, sulle specifiche materie individuate dal bando di concorso (in genere quelle della prova scritta) e prevede di solito anche l’accertamento delle competenze informatiche e di una lingua straniera.

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