Promotore Finanziario - Casa Editrice - Edizioni Simone

Promotore Finanziario

LA PROFESSIONE DI PROMOTORE FINANZIARIO

L’art. 31 del testo unico finanziario (d.lgs. 58/1998, il cd. TUF) delinea con estrema chiarezza i compiti e le funzioni attribuite al promotore finanziario.

E’ promotore finanziario la persona fisica che, in qualità di agente collegato, ai sensi della direttiva 2004/39/CE (cd. MIFID), esercita professionalmente l’offerta fuori sede come dipendente, agente o mandatario.

Tale attività è svolta esclusivamente nell’interesse di un solo soggetto.

Il TUF, riservando al promotore inteso come persona fisica l’esercizio dell’offerta fuori sede, esclude implicitamente la possibilità che questi possa operare organizzandosi in forma societaria (neppure di società semplice) o unendosi in studi associati.

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Come si diventa promotore finanziario

Il promotore finanziario può esercitare la professione solo in seguito all’iscrizione all'Albo unico dei Promotori Finanziari articolato in sezioni territoriali.

Per potersi iscrivere all’Albo unico dei promotori finanziari i soggetti interessati devono essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e dei requisiti di onorabilità e professionalità fissati con decreto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito il parere della CONSOB (art. 31, comma 5, TUF).

È poi necessario che il candidato abbia superato una prova valutativa, salvo che possa vantare particolari requisiti professionali (precedente esperienza nel settore) che lo esonerano dall’obbligo di sostenere detto esame.

Sono esonerati dal superamento della prova valutativa coloro che hanno acquistato una specifica esperienza professionale nello svolgimento delle seguenti attività (artt. 3, comma 3, e 4 del D.M. 472/98):

  • agenti di cambio;
  • negoziatori abilitati ad operare nei mercati regolamentati;
  • funzionari di banca o di Sim addetti per almeno tre anni (anche non consecutivi) a uno dei settori di attività autorizzate inerenti ai servizi di investimento oppure (solo per i funzionari di istituti di credito) alla commercializzazione di prodotti finanziari della banca;
  • dipendenti di banca o di Sim responsabili di un’unità operativa (agenzia, filiale, ufficio) addetti, sempre per almeno tre anni anche non consecutivi, a uno dei settori di attività autorizzate inerenti i servizi di investimento responsabili del controllo interno di banche o di Sim (sempre per i soliti tre anni anche non consecutivi).

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La prova valutativa

La nuova prova valutativa viene indetta attualmente con una cadenza di quattro sessioni per anno e consiste in un'unica prova scritta, completamente informatizzata (ogni candidato ha a disposizione un PC). E' stata soppressa la prova orale.

La prova è composta da un esame teorico-pratico in forma di test con 60 quesiti a risposta multipla (una corretta e tre distrattori). La componente pratica è assicurata da uno specifico numero di quesiti che, attraverso la risoluzione di casi esemplificativi, mettono alla prova le capacità del candidato di applicare le conoscenze di cui è in possesso.

La durata della prova è di 85 minuti.

 

La prova ha carattere di selettività, giacché il punteggio minimo per superare la stessa, il cui esito viene comunicato al termine della sessione d’esame, è di 80 su una votazione massima di 100. Ciascuna prova si compone di 28 domande teoriche da due punti, di 12 domande pratiche da due punti e di 20 domande teoriche da un punto.

I test sono somministrati ai candidati tramite estrazione casuale da un database di 5.000 quesiti e ogni prova ha lo stesso livello di difficoltà per ciascun aspirante promotore.

Per quanto riguarda i quesiti orientati alla soluzione di casi pratici, costituiscono il 20% del database di domande (1.000 su 5.000) e sono presenti in ogni prova in numero di 12 (cioè il 20% dei 60 quesiti). Per le materie con minori domande comparirà comunque almeno un quesito pratico.

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