Nella seconda metà del 2011 è continuata con sempre maggiore insistenza l’aggressione di speculatori sul mercato borsistico mondiale che ha messo in grande difficoltà alcuni stati della UE, tra cui — e in modo significativo — l’Italia.
Ovviamente, la presenza di un mercato in lenta crescita (se non in recessione) ed un debito pubblico eccessivo hanno favorito le manovre speculative.
Il sostegno della BCE e di Francia e Germania — fortemente interessate a tutelare le proprie banche — non è stato di misura tale da consentire la ripresa dell’Italia e da ridurre lo spread ormai enorme tra titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi.
Di fronte a una crisi galoppante, che rischiava di condurre a picco la nostra economia e il sistema Stato, il Governo Berlusconi ha posto in essere, in rapida successione, ben tre manovre fiscali che, tuttavia, sono risultate improduttive di effetti reali. Francia e Germania, per garantire il loro sostegno, hanno continuato - con documenti riservati — a chiedere al Governo italiano scelte drastiche e impopolari ma nel frattempo la credibilità ed il gradimento dell’ Esecutivo Berlusconi erano scese ai minimi storici. Di qui la scelta di drammatiche dimissioni, seguite dal conferimento dell’incarico al professor Monti che ha messo in piedi una compagine tecnica sostenuta — in considerazione della criticità del momento — dai maggiori partiti rappresentati in Parlamento.
Il primo intervento del nuovo Governo è consistito nel varo di una nuova manovra, la quarta del 2011, particolarmente onerosa ma estremamente necessaria: il D.L. 201/2011 è stato convertito in legge in soli 15 giorni, a riprova della gravità del momento.
Inutile dire che gli interventi di carattere fiscale sono stati particolarmente significativi, soprattutto in materia di imposte dirette, accertamento, riscossione, accise, tributi locali, sistema sanzionatorio etc.
La manovra punta molto sulle entrate che saranno garantite da una seria lotta all’evasione ed a tal fine sono stati messi in campo strumenti particolarmente forti ed affinati, per recuperare buona parte delle imposte che sfuggono al prelievo: basti pensare che per la prima volta è stato accantonato il segreto bancario, facendo sì che gli istituti di credito trasmettano all’Agenzia delle entrate una serie di dati ed informazioni sui movimenti bancari.
In pochi mesi il sistema fiscale è stato rimodulato e ridisegnato più volte e già si parla di nuovi interventi che interesseranno soprattutto le rendite catastali ed i criteri di valutazione degli immobili. Tra le più recenti norme riportate nel codice indichiamo a titolo indicativo:
— il D.L. 201 del 2011, conv. in L. 214/2011 (decreto Salva-Italia);
— la L. 217/2011 (legge comunitaria 2010);
— il D.L. 216/2011 (decreto milleproroghe).
Questo incessante adeguamento normativo ha comportato uno sforzo notevolissimo di aggiornamento per professionisti ed addetti ai lavori, impegnati tra mille scadenze e adempimenti.
La massiva produzione normativa produce evidenti ricadute negative sui testi in commercio: di massima, i codici tributari attualmente editi sono di difficile consultabilità sia per le loro eccessive dimensioni sia per la conseguente scarsa maneggiabilità.
Per ovviare a tali inconvenienti è stato realizzato questo codice in formato tascabile, di agile portabilità e al tempo stesso completo ed aggiornato, molto gradito ai nostri qualificati lettori.
Il volume contiene, oltre alle leggi che disciplinano i tributi erariali, regionali e locali fondamentali, anche le disposizioni più importanti in materia di accertamento, contenzioso, violazioni e riscossione. Si tratta, dunque, non di una mera raccolta normativa ma di una sintesi ragionata dei codici maggiori pubblicati dalla nostra casa editrice.
Il testo è arricchito da un indice analitico-alfabetico e da un indice cronologico che facilitano la navigazione e la consultazione delle disposizioni di interesse. Punta il tuo smartphone sul QR Code che trovi in copertina per scaricare gratuitamente aggiornamenti normativi e altre risorse utili.