«Se non sapete usare la terza dimensione, che sperimentate tutti i giorni, come sperate di capire la quarta?» diceva Albert Einstein.
Ecco perché è arrivata alla quarta edizione l’iniziativa che la casa editrice Simone porta avanti in collaborazione con Avvocati & Avvocati, per offrire ai giovani aspiranti alla toga un volume di pareri, fondati sulle più recenti e significative pronunce di legittimità e i provvedimenti legislativi più rilevanti, da leggere nell’imminenza dell’esame.
È ormai acclarato, visto il successo delle esperienze degli anni scorsi, che l’idea di abbinare un Editore — riconosciuto come leader nella pubblicazione di testi per la preparazione di esami e concorsi — con quell’associazione forense (membro della Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo) che riunisce numerosi studi legali, esperti nei diversi settori del diritto, su tutto il territorio italiano, è risultata vincente.
Quale membro del Consiglio Direttivo, quindi, ho ancora una volta accolto con entusiasmo la proposta di coordinare il lavoro degli Amici e Colleghi di Avvocati & Avvocati, molti dei quali sono illustri autori di pubblicazioni giuridiche oltre che docenti ai corsi di formazione e di aggiornamento.
Ne è nato questo volume che, lungi da ogni pretesa didattica, ha come obiettivo quello di mettere a disposizione dei praticanti l’esperienza di qualificati professionisti con lo scopo di fornire le linee guida per la preparazione delle prove scritte d’esame e forse, perché no, anche di «azzeccare» qualche traccia.
Si tratta di un’opera che, nell’uscire dopo l’ampia preparazione estiva, è stata definita, da più parti, l’overdose del praticante, al quale, dopo aver studiato tutto lo scibile immaginabile, è offerta l’ultima possibilità di esercitarsi.
Come tristemente noto, non esiste un metodo, per così dire, codificabile per la corretta redazione del parere richiesto all’esame di avvocato. Molti e variabili sono i criteri di cui ogni commissione tiene conto nella valutazione delle prove; senza dubbio, la chiarezza di esposizione, unita al rigore metodologico nel risolvere il problema giuridico sotteso alla traccia, è indice di capacità.
Non si tratta, allora, di una guida o di un volume che pretenda di insegnare il modello, quanto di un viatico che possa accompagnare l’aspirante avvocato a cimentarsi in alcuni esercizi negli ultimi giorni prima della prova.
Lo schema-base di trattazione proposto segue sempre una specifica struttura:
— presentazione del caso;
— istituti rilevanti e riferimenti normativi;
— trattazione;
— conclusione.
Diverso è, invece, l’approccio contenutistico di ogni questione giuridica trattata dal singolo professionista, che rispecchia lo stile personale nell’esercizio della libera professione. È nostra convinzione, infatti, che il parere possa svilupparsi nei modi più diversi a patto che si fornisca adeguata motivazione dei singoli passaggi argomentativi. Anche i candidati potranno, allora, impostare l’elaborato secondo la prassi appresa durante la pratica forense.
Qualche suggerimento, allora, sia pratico che metodologico.
Dopo aver imparato a gestire il tempo a disposizione e a navigare velocemente sui codici per la decodifica dello stato attuale della giurisprudenza, il compito da redigere dovrà essere:
— leggibile (non siamo quasi più abituati a scrivere a mano);
— facile (evitando quello sfoggio di stilistica eloquenza che deriva dalla mera parafrasi delle massime giurisprudenziali rubate ai codici commentati);
— chiaro (facendo particolare attenzione alla sintassi e alla grammatica);
— corto (i compiti di 15 pagine hanno il solo pregio di far addormentare i commissari che devono correggere centinaia di pareri molto simili), con la consapevolezza che non è possibile, né utile, trattare per intero la materia in esame.
Per quanto attiene al parere di diritto penale, la procedura operativa richiede un accurato raffronto tra la fattispecie concreta proposta nella traccia e la fattispecie legale astratta prevista dalla legge, al fine di verificare se la prima costituisca il triangolo d’ombra (condotta - evento - nesso di causalità) della seconda.
A livello di tecnica, si ritiene che il parere debba costituire un sinolo (composto) di sostanza e di forma, secondo la Metafisica aristotelica, da redigere seguendo lo schema dell’acronimo inglese five W’s, one H: where, when, who, what, why-how, previa rappresentazione di tutte le ipotesi possibili.
Buon lavoro, dunque, e un sentito in bocca al lupo … ai futuri Colleghi.