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I.C.I.
I.N.A.I.L.
I.N.P.D.A.I.
I.N.P.D.A.P.
I.N.P.S.
I.P.A.B.
I.R.A.P.
I.R.E.
I.R.E.S.
I.R.PE.F.
I.S.O.
I.V.A.
Identificazione
Identikit
Identità personale
Igiene e sicurezza del lavoro
Ignorantia legis non excusat
Illecito
Illegalità del negozio
Illegittimità
Illiceità del negozio
Imitazione servile
Immagine
Immemorabile
Immigrazione
Immissioni
Immobili
Immunità
Impiegato
Impiego
Impignorabilità
Imponibile
Impossibilità della prestazione
Imposta
Imprenditore
Impresa
Imprescrittibilità
Improcedibilità
Impronte digitali
Impugnazione
Imputabilità
Imputato
Imputazione
In claris non fit interpretatio
Inabilitazione
Inadempimento
Inadimplenti non est adimplendum
Inalienabilità
Inammissibilità
Inappellabilità
Inaudita altera parte
Incanto
Incapacità
Incauto acquisto
Incentivo fiscale
Incesto
Inchiesta parlamentare
Incidente probatorio
Incompetenza
Incorporazione
Incostituzionalità della legge
Indagato
Indagini
Indebito
Indegnità a succedere
Indennità
Indicato al bisogno
Indicazione di pagamento
Indici di borsa
Indignus potest capere, sed non potest retinere
Indirizzo
Indizio
Indulto
Inefficacia del negozio giuridico
Ineleggibilità
Inesistenza
Infermità di mente
Informazione
Infortunio sul lavoro
Ingiunzione
Ingiuria
Inibitoria
Iniziativa economica privata
Iniziativa legislativa
Inopponibilità
Inquinamento delle prove
Insegna
Insegnamento
Inserzione di clausole
Insider trading
Insindacabilità
Insolvenza
Institore
Institutio ex re certa
Insufficienza di prove
Insula in flumine nata
Integrazione
Inter vivos
Intercettazione di conversazioni o comunicazioni
Interclusione del fondo
Interdittive (misure)
Interdizione
Interesse
Interessi
Interim
Interinale
Intermediazione
Interna corporis
Interpellanza parlamentare
Interpol
Interposizione di persona
Interpretazione
Interprete
Interrogatorio
Interrogazione parlamentare
Interruzione del processo
Intervento
Interversione del possesso
Intesa di programma
Intifada
Intimazione
Intra vires (hereditatis)
Intuitu personae
Invalidi
Invalidità
Inventario
Invenzione
Invenzione industriale
Inversione dell’onere della prova
Invito
Ipoteca
Irregolarità
IS.V.A.P.
Iscrizione a ruolo
Iscrizione ipotecaria
Isola
Ispettorato del lavoro
Ispettore di polizia
Ispezione
Istanza
ISTAT
Istituto di patronato e assistenza sociale
Istituto nazionale della previdenza sociale
Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica
Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo
Istituzione di erede
Istruzione
Iter legislativo
Iura novit curia
Ius superveniens
Iussu judicis
Iuxta alligata et probata (judex judicare debet)


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Legittima
() difesa (d. civ.)
Rientra fra le cause di giustificazione. L'art. 52 c.p., codificando il principio vim vi repellere licet, prevede che non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.
La dottrina dominante ravvisa il fondamento della legittima difesa nella prevalenza accordata dallo Stato all'interesse ingiustamente aggredito, che fa venir meno il danno sociale che giustifica l'intervento punitivo dello Stato.
Ove vi sia un pericolo attuale per il proprio diritto, derivante da una aggressione ingiusta da parte di un terzo, il soggetto può reagire compiendo in danno dell'aggressore un'azione che normalmente costituisce reato, sempre che tale reazione sia assolutamente necessaria per salvare il diritto minacciato e sia proporzionata all'offesa (es.: il soggetto che uccide per difendersi da chi gli si sta scagliando contro armato di coltello e con evidente intenzione omicida).
Requisiti dell'aggressione sono: oggetto dell'offesa deve essere un diritto personale o patrimoniale; l'offesa deve essere ingiusta, cioè contraria al diritto; il pericolo minacciato deve essere attuale, cioè incombente (se la situazione non è interrotta, sfocia nella lesione del diritto) o perdurante (come nei reati permanenti, in cui la lesione si protrae nel tempo).
Requisiti della reazione sono: la necessità di difendersi; l'inevitabilità-altrimenti del pericolo; la proporzionalità tra difesa ed offesa.
Quanto alla necessità di difendersi, il soggetto deve trovarsi di fronte all'alternativa di reagire o di essere offeso: ne consegue che non si configura la scriminante quando il pericolo sia stato dall'agente intenzionalmente provocato.
Quanto all'inevitabilità del pericolo, si ritiene la scriminante non invocabile da parte di chi avrebbe potuto evitare l'offesa con la fuga (c.d. commodus discessus), salvo il caso in cui quest'ultima esponga beni suoi personali o di terzi a rischi maggiori di quelli incombenti su beni del soggetto contro il quale si reagisce.
La (—) può essere invocata per salvaguardare non solo un diritto proprio ma anche un diritto altrui (cd. soccorso difensivo).
() difesa e diritto all'autotutela nel privato domicilio (d. pen.)
Questa previsione è stata oggetto di riforma ad opera della L. 13 febbraio 2006, n. 59, in materia di diritto all'autotutela in un privato domicilio. In particolare, nei casi previsti dall'art. 614, co. 1e 2 sussiste il rapporto di proporzione di cui al co. 1 dell'art. 52 se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
La previsione trova applicazione anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Alla luce di tale disposto, dunque, la sussistenza del rapporto di proporzione fra la reazione dell'aggredito (posta in essere mediante l'impiego di armi o altro mezzo egualmente idoneo) e l'offesa minacciata dal reo viene, eccezionalmente, presunta ex lege (dunque sottratta alla valutazione del giudice), nel caso in cui il fatto avvenga nel domicilio dell'aggredito o nel suo luogo di lavoro.
() difesa individuale (d. int.)
In ambito internazionale, il diritto di (—) individuale, unico limite al divieto dell'uso della forza nelle relazioni internazionali, è riconosciuto dall'art. 51 della Carta O.N.U. come diritto naturale di autodifesa, nel caso che abbia luogo un attacco armato, contro uno Stato membro dell'O.N.U.
Il diritto di (—) individuale per essere lecito deve rivestire le seguenti caratteristiche:
— essere proporzionale all'afflizione;
— essere necessario, ossia rispondere ad un attacco reale (è vietata la legittima difesa preventiva);
— essere immediato, nel senso che deve sempre costituire una reazione.
L'art. 51 della Carta prevede anche un diritto di (—) in base al quale Stati terzi avrebbero la facoltà di intervenire in difesa di un altro Stato aggredito.
() suspicione (d. proc. pen.)
Deroga al principio del giudice naturale dettata dalla necessità di garantire il regolare svolgimento di quei processi dove la sicurezza e l'incolumità pubblica ovvero la libertà di determinazione delle persone che partecipano al processo possono essere pregiudicate da gravi situazioni locali.
Sussistendo una causa di (—) è possibile chiedere la rimessione del processo.
Quota di () (d. civ.)
È la quota di cui non si può disporre, né a titolo di liberalità, né mortis causa (cd. quota indisponibile o riserva) in quanto spettante per legge a soggetti, denominati legittimari ovvero anche riservatari, legati al de cuius da stretti rapporti di parentela o da un rapporto di coniugio.
In tal modo il patrimonio ereditario può essere distinto in due parti:
— la quota disponibile, della quale il testatore è libero di disporre;
— la quota di (—) (o riserva), della quale il testatore non può disporre a favore di estranei perché spettante per legge ai legittimari.
L'intangibilità della quota di (—) va intesa sempre in senso quantitativo e non qualitativo: il legittimario, cioè, ha diritto ad un dato valore, non ad una data composizione della sua quota.
La legge ha posto deroghe all'intangibilità della quota di (—) con l'istituto della cautela sociniana (art. 550 c.c.) e del legato in sostituzione di legittima (art. 551 c.c.) [Legato].
Quando la quota di (—) è intaccata dal de cuius, per effetto di atti di disposizione, o di donazioni oppure di disposizioni mortis causa, si ha lesione della (—). In tal caso per reintegrarla occorre esercitare l'azione di riduzione [Riduzione (Azione di)] volta a far porre parzialmente nel nulla gli atti che hanno prodotto la lesione stessa; preliminare a tale azione è la riunione fittizia, mentre presupposto indispensabile è la cd. imputazione ex se.
Allorché il testatore imponga pesi o condizioni sulla quota di un legittimario, questi sono nulli e si considerano come non apposti (art. 549 c.c.).