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Pabli
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PAN
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Petizione
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Piccola impresa
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PIM
Pleven
PMI
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Politica sociale
Politiche comunitarie
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POSEIMA
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Poteri impliciti
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Preferenza comunitaria
Prelievi agricoli
Premio all’esportazione
Presidente del Parlamento europeo
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Presidenza del Consiglio
Presidenza di turno
Presidenza semestrale
Prestito comunitario
Previdenza sociale
Prezzo d’entrata
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Prezzo indicativo
Prezzo limite
Prima fase
Primato del diritto comunitario
Primo pilastro
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Principi e orientamenti generali
Principi generali di diritto comunitario
Principio del mutuo riconoscimento
Principio del primato del diritto comunitario
Principio del riconoscimento reciproco
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Principio della cooperazione rafforzata
Principio della neutralità dei contratti
Principio dell’esaurimento del diritto
Principio di assimilazione
Principio di leale cooperazione
Principio di legittimo affidamento
Principio di non discriminazione
Principio di proporzionalità
Principio di sussidiarietà
Principio di uguaglianza
Principio nessun divieto, nessun obbligo
Privilegi e immunità delle Comunità europee
Procedimento d’infrazione
Procedura bilaterale
Procedura dei disavanzi eccessivi
Procedura dei punti A
Procedura dei punti B
Procedura del parere conforme
Procedura di codecisione
Procedura di conciliazione
Procedura di consultazione
Procedura di cooperazione
Procedura di parere semplice
Procedura elettorale uniforme
Procedura ristretta
Procedura tradizionale
Prodi Romano
Progetto di Trattato sull’Unione europea
Progetto Jean Monnet
Progetto pilota
Progetto Spinelli
Programma comunitario
Programma d’azione a favore della protezione civile
Programma d’azione in materia di monitoraggio sanitario
Programma d’azione in materia di prevenzione della tossicodipendenza
Programma d’azione per la prevenzione dell’AIDS
Programma d’azione per la promozione della salute, l’informazione, l’educazione e la formazione sanitaria
Programma d’azione sociale
Programma d’Azione Speciale Amsterdam
Programma d’azione sulla prevenzione delle lesioni personali
Programma d’azione sulle malattie connesse con l’inquinamento
Programma d’azione “L’Europa contro il cancro”
Programma integrato in favore delle piccole e medie imprese e dell’artigianato
Programma legislativo annuale
Programma Operativo
Programma quadro nel settore dell’energia
Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico
Programma quadro per l’ambiente
Programme d’Options Spécifiques à l’Eloignement et à l’Insularité de Madere et des Açores
Programme d’Options Spécifiques à l’Eloignement et à l’Insularité des iles Canaries
Programmi generali
Programmi Integrati Mediterranei
PROMISE
Promoting of Information Society in Europe
Promuovere l’innovazione e incoraggiare la partecipazione delle PMI
Proporzionalità
Proprietà industriale e commerciale
Prosoma
Protezione dei consumatori
Protocollo
Protocollo sulla politica sociale
Provvedimenti cautelari
PSE
PTOM
Pubblicazione degli atti
Pubbliche Amministrazione per lo Sviluppo del Sud
Pubblicità
Punti A
Punti B
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Dizionario dell\'Unione Europea
Piani Fouchet

Elaborati dal diplomatico francese Christian Fouchet, sintetizzavano la posizione francese a favore dell’intergovernamentalismo nel quadro dell’intenso dibattito sull’Unione politica sviluppatosi negli anni 1959-1961.
L’iniziativa francese va collocata nella prospettiva, allora piuttosto concreta, di un’adesione (v.) della Gran Bretagna (v.).
In tale contesto la scelta strategica del governo francese si orientò verso un ulteriore rafforzamento dei legami intercorrenti tra i paesi dell’Europa comunitaria, di guisa che un eventuale ingresso britannico nella Comunità avrebbe comportato per il Regno Unito una scelta definitiva per l’Europa (unita socio-economicamente) ed una rinuncia irreversibile alla special relationship con gli Stati Uniti.
In sostanza, i francesi volevano predisporre le cose in modo tale che un’adesione della Gran Bretagna alla Comunità europea avrebbe comportato un suo allineamento alle posizioni gaulliste in politica economica ed in politica estera.
I piani Fouchet (I e II) miravano al coordinamento, riavvicinamento e unificazione dell’azione degli Stati membri in politica estera, politica economica, cultura e difesa, attraverso la previsione di un’unione di Stati che avrebbe dovuto coesistere con la Comunità.
Secondo la prima stesura del progetto (Fouchet I) l’Unione europea sarebbe stata diretta da un Consiglio costituito dai capi di Stato e di governo dei paesi membri che avrebbe deliberato all’unanimità e sarebbe stata responsabile nei confronti di un’assemblea composta da parlamentari nazionali.
La Commissione sarebbe stata affiancata da un comitato politico formato da funzionari statali nazionali.
La proposta non ottenne un grande successo, soprattutto da parte dei paesi del Benelux che non vedevano con favore una diminuzione del potere della Commissione, considerata custode degli interessi dei piccoli Stati.
La seconda stesura del piano (Fouchet II), depositata nel 1962, apportò alcune modifiche al progetto, accentuando il carattere intergovernativo dell’Unione attraverso la previsione di assemblee ministeriali parallele al Consiglio dell’Unione.
La cooperazione europea in materia di difesa e di politica estera si sarebbe svolta al di fuori del quadro dell’Alleanza atlantica.
I piani Fochet non incontrarono il favore degli altri Stati membri. Lo schema proposto successivamente dai cinque paesi differiva infatti dal piano francese in alcuni punti fondamentali: innanzitutto, esso ampliava i fini dell’Unione includendovi il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri e prevedendo una procedura per l’ulteriore integrazione dei fini medesimi. Ma soprattutto lo schema dei cinque paesi differiva sul piano istituzionale: infatti era previsto un Segretariato con propri poteri ed indipendente dagli Stati, avrebbero dovuto rafforzarsi i poteri dell’Assemblea parlamentare ed era altresì prevista l’attenuazione della rigidità della regola dell’unanimità in seno al Consiglio. Era previsto, infine, che l’Unione avrebbe in prospettiva portato ad un governo distinto dai governi nazionali.
Sebbene le divergenze tra la Francia e gli altri cinque partner si fossero attenuate su qualche punto marginale, rimasero le divergenze di base. Inoltre andava progressivamente venendo meno l’interesse immediato che spingeva il governo francese ad operarsi per la realizzazione dell’Unione europea. Infatti, il negoziato in merito all’adesione britannica entrò in crisi nella seconda metà del 1962, e si interruppe definitivamente nel 1963 a seguito del veto del presidente De Gaulle (v.).