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P.I.P.
P.M.
P.M.I.
P.Q.M.
Pacchetto
Pacta sunt servanda
Pactum de non petendo
Pactum de retrovendendo
Pactum fiduciae
Paesaggio
Paga base
Pagamento
Pagherò cambiario
PagoBancomat
Par condicio
Parafiscalità
Parastato
Parasubordinazione
Parcella
Parchi
Parentela
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Pari causa turpitudinis
Pari opportunità tra uomo e donna
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Parricidio
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Parte
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Particella catastale
Partita I.V.A.
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Passivo
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Patria
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Patrimonio
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Patronato
Patteggiamento
Patti lateranensi
Patto
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Pena
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Pensiero
Pensione
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Permuta
Perpetuatio
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Petitum
Petizione
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Pignoramento
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Procedimento
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Proprio
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Provvisionale
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Pubblicità
Pubblico
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Dizionario Giuridico
Associazione (d.civ.)
Consiste in un complesso organizzato di persone e di beni, rivolto ad uno scopo, di natura ideale, non economico (artt. 14 ss. c.c.). A tal fine la legge riconosce all'(—) la qualifica di soggetto di diritto.
In particolare, l'(—) costituisce una persona giuridica, caratterizzata dalla predominanza dell'elemento personale rispetto all'elemento patrimoniale, prevalente invece nella fondazione.
Le (—) si costituiscono, secondo la dottrina prevalente, con un contratto associativo, che è un contratto plurilaterale, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di parti e da uno scopo comune. Tale contratto viene denominato atto costitutivo e deve essere stipulato nella forma dell'atto pubblico a pena di nullità.
L'atto costitutivo è integrato dallo statuto che è il documento, redatto sempre nella forma dell'atto pubblico, che contiene le norme che regoleranno la vita dell'ente.
Tali elementi, tuttavia, anche se necessari per l'esistenza dell'(—), non sono sufficienti all'acquisto, da parte di essa, della personalità giuridica: essa consegue, infatti, all'iscrizione nel Registro delle persone giuridiche [Riconoscimento (delle persone giuridiche); Registro (delle persone giuridiche)].
A seguito dell'iscrizione l'(—) acquista autonomia patrimoniale perfetta [Autonomia (patrimoniale)] e capacità illimitata e generale, salvi quei diritti strettamente attribuibili alle sole persone fisiche.
Libertà di () (d. cost.)
Diritto di tutti i cittadini ad associarsi liberamente.
Si tratta di una libertà strumentale. La Costituzione, infatti, garantisce la libertà di (—), poiché la considera indispensabile per favorire lo sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla vita economica, politica e sociale del Paese. Inoltre, dopo aver garantito in linea generale la libertà di (—) nell'art. 18 Cost., riconosce tale libertà particolarmente nei campi: politico (art. 49); sindacale (art. 39); religioso (art. 19).
L'art. 18 Cost., in ossequio al fondamentale principio del pluralismo [Principi (costituzionali)], garantisce altresì la libertà delle associazioni, nel senso che tutela la libertà di dar vita ad una pluralità di associazioni considerate come formazioni sociali e tutelate dall'art. 2 Cost.
() non riconosciuta o ente di fatto (d. civ.)
Si tratta di un ente che, pur essendo dotato di tutti gli elementi delle persone giuridiche (persone, patrimonio, scopo) non ha chiesto o non ha ottenuto un formale riconoscimento dalla autorità statale, ed è, conseguenzialmente, regolato da specifiche norme (artt. 36 ss. c.c.).
L'ordinamento interno e l'amministrazione delle (—) non riconosciute sono regolati dagli accordi degli associati (art. 36 c.c.). Anche tali (—), quindi, hanno la loro fonte in un atto costitutivo e sono organizzate mediante uno statuto. I contributi degli associati e i beni acquistati dall'ente costituiscono il cd. fondo comune, sul quale si possono eventualmente soddisfare i terzi creditori.
Anche in tali tipi di (—) esiste un'autonomia patrimoniale, perché il patrimonio delle (—) non riconosciute si distingue e differenzia da quello degli associati. Tale autonomia è, però, imperfetta [Autonomia (patrimoniale)] perché, pur esistendo un fondo comune (su cui, in primo luogo, i creditori fanno valere i loro diritti), per soddisfare le obbligazioni dell'associazione, sono, tuttavia, responsabili solidalmente e personalmente anche coloro che hanno agito in nome e per conto dell'associazione medesima (art. 38 c.c.).
() con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico (d. pen.)
L'art. 270bis c.p. punisce il promovimento, la costituzione, l'organizzazione, la direzione e il finanziamento di associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità terroristiche o eversive, nonché la partecipazione a tali associazioni.
Oggetto della tutela sono le istituzioni democratiche dello Stato, garantite dalla Costituzione.
Il terrorismo è l'attività diretta ad incutere terrore nella collettività con azioni criminose indiscriminate, rivolte cioè non contro le singole persone, bensì contro quello che rappresentano, ovvero dirette ad ingenerare nella collettività un senso di sfiducia nell'ordinamento.
Pene: Per i costitutori, promotori etc.: reclusione da 7 a 15 anni. Per i soli partecipi: reclusione da 5 a 10 anni.
() di tipo mafioso, camorristico e simili (d. pen.)
L'art. 416bis c.p. punisce chiunque faccia parte di un'(), quando questa sia formata da almeno tre persone. Tale articolo estende la sua applicabilità anche alla camorra e alla 'ndrangheta.
Ai sensi del 3 comma dell'art. 416bis c.p., l'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici e per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
Pene: Reclusione da 5 a 10 anni per gli aderenti all'associazione. Reclusione da 7 a 12 anni per promotori, dirigenti, organizzatori. Se l'associazione è armata si applica la reclusione da 7 a 15 anni per i partecipi e da 10 a 24 anni per promotori, dirigenti e organizzatori. Tali pene sono aumentate da un terzo alla metà se ricorre l'aggravante del 6 comma (se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti) e sono aumentate fino ad un terzo se il fatto è commesso da persona già sottoposta a misura di prevenzione.
La condanna comporta la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, delle cose che ne furono il prodotto, il prezzo, il profitto, nonché la decadenza dalle licenze di polizia, di commercio di cui il condannato fosse titolare.
() finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope (d. pen.)
[Stupefacenti].
() per delinquere (d. pen.)
Ricorre tale delitto quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti; il reato sussiste per il solo fatto di partecipare all'associazione (artt. 416-417 c.p.).
Gli elementi costitutivi sono la creazione di un vincolo associativo e la sua permanenza, ed il fine di commettere più delitti.
Perché sussista associazione ai fini della norma è sufficiente quel minimo di organizzazione, anche soltanto rudimentale, che serva ad attuare la continuità del programma criminoso avuto di mira; non è necessaria neppure l'esistenza di capi, promotori, costitutori ed organizzatori, che è considerata dal legislatore come una mera eventualità, né la preventiva distribuzione delle mansioni e neppure l'esistenza di un luogo abituale di riunione, la predisposizione dei mezzi e la divisione del ricavato tra gli associati.
Scopo dell'associazione deve essere la commissione di una serie indeterminata di delitti; non ricorre, quindi, tale reato se scopo è la commissione di un solo delitto ovvero di contravvenzioni.
Anche nell'ambito di tale reato, ai fini della pena, si pone la distinzione tra associati, promotori, organizzatori e capi [Associazione (di tipo mafioso, camorristico e simili)].
Il dolo richiesto per il reato consiste nella coscienza e volontà di entrare a far parte di una associazione di almeno tre persone con il fine di commettere delitti. Tale reato si consuma nel momento in cui è costituita l'associazione.
Pene: Reclusione da 1 a 5 anni per i semplici associati. Reclusione da 3 a 7 anni per capi, promotori, organizzatori. Reclusione da 5 a 15 anni se ricorre l'aggravante del brigantaggio. Pena per il singolo aumentata di un terzo se all'associazione partecipano 10 o più persone.
() sovversiva (d. pen.)
L'art. 270 c.p. rientra fra quelle oggetto di totale riscrittura ad opera della L. 24 febbraio 2006, n. 85.
L'articolo punisce chi, nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette e idonee a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l'ordinamento politico e giuridico dello Stato, sia chi, partecipa alle predette associazioni. Viene punito, altresì, pur se con pena minore, chiunque partecipa alle predette associazioni.
Soggetto attivo del reato può essere chiunque, cittadino o straniero, purché agisca nel territorio dello Stato.
L'elemento materiale consiste nel promuovere, costituire, organizzare o dirigere una associazione avente uno dei fini indicati, ovvero nel parteciparvi: tali concetti saranno meglio precisati nel paragrafo che segue.
Il delitto si consuma al compimento nel territorio dello Stato di una delle condotte (promovimento, costituzione etc.) indicate.
Pena: Reclusione da 5 a 10 anni per chi promuove, costituisce, organizza o dirige le associazioni di cui alla norma, mentre per il mero partecipe è la reclusione da 1 a 3 anni.
() temporanea di imprese (d. comm.)
[Raggruppamento temporaneo d'imprese; Joint-venture].