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Namusa Aufidio
Narbonese
Nascit¨rus
NaturÓlia neg˛tii
Naturalis Historia
NaturÓlis ratio
Naufragium
NÓuta
Ne bis in idem
Nec vi nec clam nec precÓrio
Nefas
Negoti˛rum gŔstio
Neg˛tium aliŔnum
Negotium contra b˛nos m˛res
Negotium contra lŔgem
Neg˛tium imaginÓrium
Negotium in frÓudem lŔgis
Negotium ini¨stum
Negotium i¨ris honorÓrii
Neg˛tium mýxtum cum donati˛ne
Negotium pure fÓctum
Negozio giuridico
NŔmini res sua sŔrvit
NŔmo plus i¨ris in Ólium transfŔrre p˛test quam ýpse hÓbet
Nemo pro parte testatus pro parte intestatus decŔdere potest
Nemo res suas iactÓre prŠs¨mitur
Nepote, Cornelio
Nerazio Prisco
Nerone
Nerva
Nerva Cocceio (figlio)
Nerva Cocceio (padre)
Nexi
Nexi liberÓtio
NŔxum
Nexus
Nobýlitas equŔstris
Nobilitas senatoria
NolŔnti non fit donÓtio
N˛men arcÓrium (vel nomina arcaria)
N˛men bonum
Nomen gentilýcium
Nomen i¨ris
N˛men latinum
Nomen transscriptýcium (vel nomina transscripticia)
N˛men vŔrum
N˛mina chirographÓria
Nomina privilegiata
Nomina transscriptýcia
NominÓtio poti˛ris
Non lýquet
Non usus
Non usus servit¨tis
Norico
Norma agŔndi
Nota cens˛ria
Notýtia dignitÓtum
N˛va neg˛tia
Nova spŔcies
NovÓtio
NovŔllŠ Constituti˛nes
NovellŠ postheodosiÓnŠ
Novus IustiniÓnus C˛dex repetýtŠ prŠlecti˛nis
N˛xa
Noxa cÓput sŔquitur
N˛xŠ dedýtio
Nudum pactum
NullitÓ del negozio giuridico
Numa Pompilio
Numeriano
Numerus clÓusus
Numidia
N¨ncius
NuncupÓtio
NuncupÓtio herŔdis
Nuncupatio testamŔnti
N¨ndinŠ
N¨ntius
N¨ptiŠ



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Forma del negozio giuridico [cfr. art. 1350 c.c.]

Lo studio dellĺelemento formale nel diritto romano Ŕ molto importante, anche se fu di diversa pregnanza nelle diverse epoche storiche; infatti gli effetti dei negozi giuridici erano spesso ricollegati alla pronuncia di cŔrta e sollŔmnia verba, ossia al rispetto di determinate forme. In particolare, per quanto riguarda le forme di manifestazione della volontÓ, fu importante, nel diritto romano, la differenza tra negozi solenni e non solenni e lĺaltra, conseguenziale, tra negozi astratti e negozi causali.
Si aveva negozio con forma solenne quando il diritto prescriveva quale forma dovesse avere la dichiarazione di volontÓ; a tale scopo, era sufficiente che fosse voluto lĺatto. Generalmente il negozio formale, oltre che orale, era anche astratto, in quanto la forma poteva rivestire qualsiasi contenuto idoneo per raggiungere le pi¨ svariate finalitÓ purchÚ lecite.
Il diritto romano arcaico era improntato al formalismo pi¨ rigoroso: in pratica, tutti i negozi erano riconducibili ai tre tipi dei gŔsta per Šs et lýbram [vedi], della in i¨re cŔssio [vedi] e della sp˛nsio [vedi].
Per eliminare gli effetti giuridici prodotti da uno di questi negozi, occorreva un atto contrario (contrÓrius Óctus) posto in essere con una forma corrispondente a quella del negozio originario.
Fu solo verso il III sec. a.C. che, col riconoscimento dei quattro negozi tipici del ius gentium [vedi] (lĺŔmptio-vendýtio, la locÓtio-cond¨ctio, la socýetas ed il mandatum), tutti negozi causali, il rigido formalismo, che aveva caratterizzato la fase precedente, si svalut˛ lentamente, fino a cadere in disuso.
In diritto postclassico, finirono con lo scomparire mancipÓtio [vedi] ed in iure cessio ed il requisito della forma fu soddisfatto da espedienti legali che risultavano pi¨ adatti a garantire sicurezza e fede pubblica nelle relazioni commerciali. La manifestazione di volontÓ era valida e produttiva di effetti se espressa nelle forme legali (in genere, la scrittura).
Nel diritto classico, la prova del compimento delle formalitÓ era libera, potendosi provare lĺattuazione di una mancipatio in qualsiasi modo (mediante scrittura, testimoni o altrimenti). Nel diritto giustinianeo, al contrario, il documento aveva valore costitutivo del rapporto, poichÚ solo col documento si poteva provare lĺesistenza dellĺatto: forma, volontÓ e prova si incorporarono nel documento, che assunse quindi, insieme, valore ad substÓntiam e ad probati˛nem [vedi].