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Ubi čadem lčgis ratio, ibi eadem legis disposģtio
Ubi lex vņluit dģxit, ubi nņluit tącuit
Ubi tu Caius et ego Caia
Ulpiano
Łltra dimģdium
Ultra quąrtum
Ultra vģres hereditątis
Una res est in obligatiņne, duę autem in facultąte solutiņnis
Una tąntum
Uncię
Univčrsitas bonņrum
Universitas fącti
Universitas iłris
Universitas rčrum
Universitątes personąrum
Unni
Unus testis, nullus testis
Łsque ad sģdera, usque ad ģnferos
Usucąpio
Usucąpio libertątis
Usucapio lucrativa
Usucąpio pro herčde
Usurecčptio
Usurpątio
Usurpatio trinņctii
Usłrę
Usurę moratņrię
Usurę usurąrum
Usus
Usus maritąlis
Usus sine fructu
Ususfrłctus
Ususfrłctus repetģtus
Utendum datum
Utčrque ņrdo
Uti lingua nuncupąssit, ita iłs esto
Uti, frui habere, possidere
Utile per inutile non vitiątur
Utģliter cœptum
Utilizzazione (Principio di)
Uxor in manu



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Forma del negozio giuridico [cfr. art. 1350 c.c.]

Lo studio dell’elemento formale nel diritto romano č molto importante, anche se fu di diversa pregnanza nelle diverse epoche storiche; infatti gli effetti dei negozi giuridici erano spesso ricollegati alla pronuncia di cčrta e sollčmnia verba, ossia al rispetto di determinate forme. In particolare, per quanto riguarda le forme di manifestazione della volontą, fu importante, nel diritto romano, la differenza tra negozi solenni e non solenni e l’altra, conseguenziale, tra negozi astratti e negozi causali.
Si aveva negozio con forma solenne quando il diritto prescriveva quale forma dovesse avere la dichiarazione di volontą; a tale scopo, era sufficiente che fosse voluto l’atto. Generalmente il negozio formale, oltre che orale, era anche astratto, in quanto la forma poteva rivestire qualsiasi contenuto idoneo per raggiungere le pił svariate finalitą purché lecite.
Il diritto romano arcaico era improntato al formalismo pił rigoroso: in pratica, tutti i negozi erano riconducibili ai tre tipi dei gčsta per ęs et lģbram [vedi], della in iłre cčssio [vedi] e della spņnsio [vedi].
Per eliminare gli effetti giuridici prodotti da uno di questi negozi, occorreva un atto contrario (contrąrius ąctus) posto in essere con una forma corrispondente a quella del negozio originario.
Fu solo verso il III sec. a.C. che, col riconoscimento dei quattro negozi tipici del ius gentium [vedi] (l’čmptio-vendģtio, la locątio-condłctio, la socģetas ed il mandatum), tutti negozi causali, il rigido formalismo, che aveva caratterizzato la fase precedente, si svalutņ lentamente, fino a cadere in disuso.
In diritto postclassico, finirono con lo scomparire mancipątio [vedi] ed in iure cessio ed il requisito della forma fu soddisfatto da espedienti legali che risultavano pił adatti a garantire sicurezza e fede pubblica nelle relazioni commerciali. La manifestazione di volontą era valida e produttiva di effetti se espressa nelle forme legali (in genere, la scrittura).
Nel diritto classico, la prova del compimento delle formalitą era libera, potendosi provare l’attuazione di una mancipatio in qualsiasi modo (mediante scrittura, testimoni o altrimenti). Nel diritto giustinianeo, al contrario, il documento aveva valore costitutivo del rapporto, poiché solo col documento si poteva provare l’esistenza dell’atto: forma, volontą e prova si incorporarono nel documento, che assunse quindi, insieme, valore ad substąntiam e ad probatiņnem [vedi].