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Dizionario Giuridico
Repubblica (d. cost.)
Forma di governo in cui il Capo dello Stato, che può essere una persona singola oppure un collegio di più persone, è eletto dal popolo o direttamente o indirettamente, cioè attraverso i propri rappresentanti (Parlamento). Si contrappone alla monarchia [Forma di governo].
() italiana
È nata a seguito di un plebiscito svoltosi il 2 giugno 1946 che sancì la vittoria della (—) sulla monarchia.
L'art. 1 della Costituzione (L'Italia è una (—) democratica, fondata sul lavoro), ribadisce, come principio inamovibile, tale forma di governo, mentre l'art. 139 esclude che la forma repubblicana possa essere oggetto di revisione costituzionale.
La (—) italiana è caratterizzata dalla presenza di più organi costituzionali tra cui sono divise le funzioni fondamentali dello Stato: la funzione legislativa, esecutiva e giurisdizionale.
Tali organi sono il Parlamento, il Governo, la Magistratura.
Il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento in seduta comune, possiede oltre ai poteri classici del capo dello Stato parlamentare, numerosi poteri di controllo, di equilibrio e di stimolo. Il Costituente nel 1948, pertanto, scelse la forma della (—) parlamentare [Forma di Governo]: il Presidente della (—) nomina il Governo; questo è a sua volta responsabile verso le Camere (sistema poggiato sulla fiducia), ma con l'affidamento al Presidente del potere di scioglimento anticipato.
Un'altra caratteristica della (—) italiana è racchiusa nell'art. 5 Cost. La (—) una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione all'esigenza dell'autonomia e del decentramento. La (—) valorizza le autonomie: sia quelle territoriali (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, ancora più significative dopo la riforma del titolo V), sia quelle istituzionali delle comunità intermedie (famiglie, associazioni etc.) [Pluralismo].