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Lacuna dell’ordinamento
Lago
Laicità dello Stato
Lastrico solare
Latitanza
Lavoratore
Lavoratrici
Lavori
Lavoro
Lavoro [processo del]
Leale collaborazione
Lealtà processuale
Lease-back
Leasing
Lega araba
Legalità
Legato
Legge
Leggi Bassanini
Leggi fascistissime
Leggina
Legislatore
Legislatura
Legislazione d’emergenza
Legitimatio ad causam
Legitimatio ad processum
Legittima
Legittimario
Legittimazione
Legittimazione del figlio naturale
Legittimità
Legittimo sospetto
Legnatico
Lenocinio
Leonino
Lesione
Lettera
Letteralità dei titoli di credito
Leva
Leveraged buy-out
Lex posterior dèrogat priori
Liberalità
Liberalizzazione dell’attività privata
Liberazione
Libertà
Libretto
Libri
Libro
Licenza
Licenziamento
Licitazione privata
Limiti e limitazioni del diritto di proprietà
Lingua
Liquidatori
Liquidazione
Liste di collocamento
Liste di mobilità
Liste elettorali
Listino di borsa
Lite temeraria
Litisconsorzio
Litispendenza
Locatio operàrum e locatio operis
Locazione
Lock out
Lodo
Luci e vedute
Lucro cessante
Luogo
Luogotenenza
Lupara bianca
Lutto vedovile


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Riesame (d. proc. pen.)
Mezzo di impugnazione avverso le ordinanze applicative di misure coercitive, per motivi anche di merito.
L'istanza di (—) è proposta al tribunale (in composizione collegiale) del luogo nel quale ha sede la Corte d'appello nella cui circoscrizione è compreso l'ufficio del giudice che ha emesso l'ordinanza (art. 309, co. 7, c.p.c.).
L'istanza non necessita di motivi di sostegno, a differenza dell'appello.
Se non è ammesso il riesame è esperibile l'appello, che è quindi un mezzo residuale.
Il (—) è proponibile avverso le ordinanze cautelari applicative di misure coercitive, anche se non custodiali, per cui avverso le misure interdittive è esperibile sempre e soltanto il mezzo residuale dell'appello.
Trattasi delle misure che fin dall'inizio comprimono la sfera soggettiva: sono tali quelle che, per la prima volta, applicano, in accoglimento integrale della richiesta del p.m., la misura da lui sollecitata e anche quelle che, in parziale difformità dalla stessa, dispongono una misura di tipo diverso (ad es., arresti domiciliari in luogo della custodia carceraria) o modalità meno gravose. Non sono soggette quindi a (—) ma ad appello le ordinanze che modificano, sostituiscono, estinguono o ripristinano misure in precedenza applicate.
Il (—) può essere chiesto dalla difesa (imputato e difensore) e non dal p.m.
La richiesta di (—) deve essere presentata dall'imputato nella cancelleria del tribunale competente entro 10 giorni dall'esecuzione o notifica dell'ordinanza; ovvero dal difensore, entro lo stesso termine, decorrente dall'avviso di deposito dell'ordinanza.
Ricevuta la richiesta, il tribunale chiede all'autorità giudiziaria procedente l'invio degli atti sui quali è fondata la misura. Gli atti devono essere trasmessi e pervenire al tribunale entro 5 giorni dalla richiesta di (—), pena l'inefficacia della stessa.
Il tribunale può accogliere l'istanza di (—), anche per motivi diversi da quelli formulati, o può confermare l'ordinanza per ragioni diverse da quelle esplicitate nella sua motivazione.
Il tribunale dichiara inammissibile la richiesta di (—) in caso di tardività, difetto di legittimazione attiva etc., ovvero decide nel merito (conferma, riforma o annulla l'ordinanza impugnata).
La decisione sul riesame è sempre immediatamente esecutiva.
La decisione deve essere depositata in cancelleria entro 10 giorni dalla ricezione degli atti, altrimenti la misura cautelare perde efficacia (art. 310, co. 10, c.p.p.).
La misura perde efficacia anche se l'autorità giudiziaria procedente non fa pervenire, entro 5 giorni dalla richiesta, gli atti su cui si fonda la misura del tribunale del (—).
La misura cautelare può comunque essere reiterata, evitando così la materiale scarcerazione dell'indagato.