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F.A.O.
F.M.I.
F.P.L.D.
Facta concludentia
Factoring
Fallimento
Falsa testimonianza
Falsità materiale e falsità ideologica
Falso
Falsus procurator
Famiglia
Fasce deboli
Fascismo
Fatti notori
Fattispecie
Fatto giuridico
Fatto illecito
Fattura
Favor
Favoreggiamento
Fecondazione artificiale
Fede
Fedecommesso
Fedeltà
Federalismo
Ferie
Fermo
Festività
Festivo
Fictio iuris
Fideiussione
Fido bancario
Fiducia
Figlio
Filiazione
Financial futures
Finanziamento dei partiti
Finestra
Firma
Fiscal drag
Fiscalizzazione degli oneri sociali
Fisco
Fitto
Flagranza
Flessibilità nell’impiego di forza lavoro
Flottante
Foglio di via
Fomazione del passivo
Fondazione
Fondo comune di investimento
Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto
Fondo Monetario Internazionale
Fondo nazionale per le politiche sociali
Fondo patrimoniale
Fondo pensione
Fondo pensioni lavoratori dipendenti
Fondo perequativo
Fondo sostitutivo
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Food and Agricultural Organization
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Forma di governo
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Formazione professionale
Formazioni sociali
Formula esecutiva
Formulari
Foro
Forum
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Franchigia
Franchising
Frazionamento
Free-lance
Frode
Frutti
Fumo passivo


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Vettore (d. civ.)
È il soggetto che, nel contratto di trasporto [Trasporto (Contratto di)], si obbliga a trasferire cose o persone da un luogo all'altro, dietro corrispettivo.
La responsabilità del (—) si differenzia a seconda che si tratti di trasporto di persone o trasporto di cose.
Nel primo caso, infatti, la disciplina legale prevede che il (—) risponde:
— per l'inadempimento ed il ritardo secondo le norme generali in materia di obbligazioni: è tenuto, cioè, al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo furono determinati da causa a lui non imputabile (art. 1218 c.c.);
— per i sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore, e per perdita o avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno (art. 1681 c.c.).
Si tratta di responsabilità contrattuale, in quanto il (—) assume l'obbligo di trasportare incolume il viaggiatore a destinazione. Ma una parte della dottrina e la giurisprudenza prevalente ammettono, accanto all'azione contrattuale, il concorso dell'azione extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.) basata sul principio generale del neminem laedere.
L'ammissibilità dell'azione per responsabilità extracontrattuale (accanto a quella per responsabilità contrattuale) assume particolare rilievo quando il viaggiatore lasci inutilmente decorrere il breve termine di prescrizione (1 anno) dell'azione contrattuale: in tal caso egli potrà ancora esperire l'azione extracontrattuale soggetta al più lungo termine dell'art. 2947 c.c. (5 anni).
Sono nulle le clausole che escludono la responsabilità del (—) per dolo o colpa grave (art. 1229 c.c.), né può essere limitata la responsabilità per i sinistri che colpiscono il viaggiatore (art. 1681 c.c.); tali norme, infatti, sono di ordine pubblico e, pertanto, inderogabili.
Nel trasporto di cose, invece, la legge prevede che il (—) è tenuto a:
— ricevere in consegna le cose da trasportare;
— eseguire il trasporto secondo le modalità e nei termini previsti dal contratto, o, in mancanza, dalla legge e dagli usi;
— riconsegnare le cose nel luogo di destinazione, dandone avviso al destinatario;
— custodire le cose da trasportare.
Secondo l'art. 1693 c.c. il (—) è responsabile per la custodia, e quindi per la perdita e l'avaria delle cose consegnategli per il trasporto, fino al momento in cui le riconsegna al destinatario. Mentre il comune debitore è tenuto a fornire solo la prova negativa che il danno non è derivato dal fatto proprio o dei propri dipendenti, il (—), affinché venga esclusa la sua responsabilità, ha l'onere di fornire la prova positiva che il danno (perdita, avaria della cosa) è dipeso da un fatto, nettamente individuato, estraneo alla sua sfera d'azione e non imputabile a sua mancata diligenza professionale (es.: caso fortuito, vizi delle cose o dell'imballaggio, fatto del mittente, fatto del destinatario etc.). Tale sistema fa ricadere sul (—) le cause ignote, che, secondo le norme comuni, non inciderebbero su di lui.
Questo rigido regime di responsabilità viene, però, in parte attenuato: con la presunzione di irresponsabilità per calo naturale (art. 1695 c.c.); il (—) risponde solo delle diminuzioni di peso e misura che oltrepassino il calo naturale; mediante la dichiarata validità delle clausole che stabiliscano presunzioni di caso fortuito (art. 1694 c.c.).