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Quanti A.i. A.i ģnterest (intererit, interfuit), tantam pecuniam condemnato
Quanti ea res est (erit, fuit), tantam pecuniam condemnato
Quantum debeątur
Quantum iłdici ęquum (et bonum), tantę pecłnię condemnąto
Quarta Falcģdia
Quarta Pegasiąna
Quarta Trebelliąna
Quasi delģctum
Quasi possčssio
Quasi tradģtio
Quasi ususfrłctus
Quattuņrviri capitąles
Quattuorviri iłre dicłndo
Quattuorviri pręfecti (iure dicundo) Capuam Cumas
Quattuņrviri quinquennąles
Quattuorviri viąrum curandąrum
Quattuorviri viis in urbe purgąndis
Querčla inofficiņsi testamčnti
Querela inofficiņsę donatiņnis
Querela inofficiosę dotis
Querela non numerątę pecłnię
Questura
Qui in re illģcita versątur, tenčtur etiam pro casu
Qui iłre suo łtitur nčminem lędit
Quģdquid dare fącere opņrtet, čius condemnąto
Quinarius aureus
Quinarius nummus
Quindecemviri sacris faciundis
Quinquagģnta Decisiņnes
Quinqučviri mensąrii
Quinto Mucio Scevola
Quirinale
Quod contra ratiņnem iłris recčptum est, non est producčndum ad consequčntias
Quod nłllum est nłllum prodłcit effčctum
Quod postrčmum populus iussģsset, id iłs ratumque čsset
Quod sine dģe debčtur, stątim debetur
Quņrum
Quęstio
Quęstio extraordinaria
Quęstiones lance liciņque
Quęstiņnes perpčtuę
Quęstor
Quęstor ostičnsis
Quęstor sącri palątii
Quęstņres
Quęstores militares
Quęstores parricģdii
Quęstores provinciales
Quęstores urbani
Quęstores ęrarii



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Negozio giuridico

Il (—) puņ essere definito come quell’atto giuridico lecito i cui effetti non sono predeterminati dalla legge, ma sono liberamente determinabili dalle parti, in conformitą alla volontą espressa ed alla causa, cioč al fine economico-sociale che l’atto č obiettivamente capace di raggiungere.
Il diritto romano non ebbe consapevolezza del concetto di negozio giuridico e non ne elaborņ una teoria generale che č, invece, frutto della dottrina tedesca del secolo scorso; mancņ del tutto l’elaborazione di una figura generale a cui fossero riconducibili tutti gli atti giuridici volontari. I giuristi romani si limitarono ad approfondire le tematiche relative a singoli tipi di negozio giuridico, senza percepire l’appartenenza di ciascuno al gčnus [vedi]). Purtuttavia, l’approfondimento dogmatico anzidetto portņ all’individuazione di elementi suscettibili di generale applicazione per tutti i negozi giuridici: si pensi alla condizione (condģcio), al termine (dģes) od ai vizi della volontą come dolo, violenza ed errore, suscettibili di inficiare ogni atto giuridico.
Secondo parte della dottrina, furono anche individuati i requisiti fondamentali di validitą, tendenzialmente propri di ogni (—):
— possibilitą dell’oggetto, che doveva essere in rerum natura (non era, ad es., valida una stipulątio [vedi] avente ad oggetto una cosa gią distrutta da un incendio);
— liceitą: lo scopo perseguito doveva essere lecito ossia consentito dall’ordinamento giuridico (non era, ad es. valida una stipulatio da cui derivassero limiti alla libertą testamentaria);
— legittimazione: ciascun soggetto poteva compiere soltanto negozi giuridici riguardanti la propria sfera giuridica;
— alternativitą degli effetti: i negozi giuridici potevano produrre soltanto effetti reali od obbligatori.
Caratteristica del diritto romano fu la distinzione tra negozi iłre civili e negozi iure honorario (o prętorio), a seconda che fossero previsti dal ius civile [vedi] o, invece, manifestazioni di volontą che, pur se non produttive di effetti giuridici per il ius civile, creavano situazioni protette dal ius honorarium [vedi], cioč dal pretore nell’esercizio della sua funzione giurisdizionale (esempio tipico di negozio iure honorario era il pactum de non petčndo [vedi]).
Ai negozi iure civili i Romani contrapponevano anche i negotia iuris gčntium [vedi ius gentium]: i primi, tutti atti solenni, potevano essere stipulati solo da e fra cittadini romani; i secondi anche dai peregrini [vedi].
Anche in diritto romano, come nel diritto vigente, si distingueva tra:
— negozi unilaterali e bilaterali;
— negozi solenni e non solenni;
— negozi causali ed astratti;
— negozi inter vivos e mortis causa [vedi].