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Namusa Aufidio
Narbonese
Nascitųrus
Naturālia negōtii
Naturalis Historia
Naturālis ratio
Naufragium
Nāuta
Ne bis in idem
Nec vi nec clam nec precārio
Nefas
Negotiōrum gčstio
Negōtium aličnum
Negotium contra bōnos mōres
Negotium contra lčgem
Negōtium imaginārium
Negotium in frāudem lčgis
Negotium iniųstum
Negotium iųris honorārii
Negōtium mėxtum cum donatiōne
Negotium pure fāctum
Negozio giuridico
Nčmini res sua sčrvit
Nčmo plus iųris in ālium transfčrre pōtest quam ėpse hābet
Nemo pro parte testatus pro parte intestatus decčdere potest
Nemo res suas iactāre præsųmitur
Nepote, Cornelio
Nerazio Prisco
Nerone
Nerva
Nerva Cocceio (figlio)
Nerva Cocceio (padre)
Nexi
Nexi liberātio
Nčxum
Nexus
Nobėlitas equčstris
Nobilitas senatoria
Nolčnti non fit donātio
Nōmen arcārium (vel nomina arcaria)
Nōmen bonum
Nomen gentilėcium
Nomen iųris
Nōmen latinum
Nomen transscriptėcium (vel nomina transscripticia)
Nōmen včrum
Nōmina chirographāria
Nomina privilegiata
Nomina transscriptėcia
Nominātio potiōris
Non lėquet
Non usus
Non usus servitųtis
Norico
Norma agčndi
Nota censōria
Notėtia dignitātum
Nōva negōtia
Nova spčcies
Novātio
Novčllæ Constitutiōnes
Novellæ postheodosiānæ
Novus Iustiniānus Cōdex repetėtæ prælectiōnis
Nōxa
Noxa cāput sčquitur
Nōxæ dedėtio
Nudum pactum
Nullitā del negozio giuridico
Numa Pompilio
Numeriano
Numerus clāusus
Numidia
Nųncius
Nuncupātio
Nuncupātio herčdis
Nuncupatio testamčnti
Nųndinæ
Nųntius
Nųptiæ



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Novātio [Novazione; cfr. artt. 1230 ss. c.c.]

Modo di estinzione ėpso iųre [vedi] e di modificazione delle obbligazioni [vedi obligātio], consistente nella sostituzione di una nuova obbligazione ad una precedente, con la conseguente estinzione di quest’ultima.
Essa produceva un duplice effetto: estintivo della prėor obligātio (obbligazione precedente), costitutivo della nova obligatio (nuova obbligazione).
I Romani utilizzarono a tal fine l’istituto della c.d. stipulātio novatoria [vedi stipulatiōnes novatoriae].
Per la realizzazione della (—) era necessario che la nuova obbligazione avesse ad oggetto la medesima prestazione di quella precedente e, nello stesso tempo, presentasse anche qualche elemento di novitā (āliquid novi). Difatti se mancava il requisito della identitā del debito non si aveva (—), bensė cumulo delle due prestazioni, mentre se mancava l’aliquid novi, la stipulatio era nulla, perché inutile.
A seguito della (—) si estinguevano anche i rapporti accessori e gli eventuali interessi connessi all’obbligazione precedente.
Gaio
[vedi] distingueva, inoltre, la (—) a re in personam, ricorrente quando un debito si trasformava in uno dei due contratti formali tipici della expensilātio [vedi] e della stipulatio [vedi], dalla (—) a persona in personam, ricorrente, invece, quando si sostituiva o il debitore per mezzo della expromėssio [vedi] o il creditore attraverso la delegātio [vedi].
In epoca giustinianea, la (—) si svincolō dalla necessitā del requisito della identitā del debito e da qualunque altro requisito formale, ritenendosi necessario e sufficiente il consenso delle parti, cioč la volontā, espressamente manifestata dalle stesse, di estinguere l’obbligazione originaria, c.d. animus novāndi [vedi]. Si distingueva, altresė, la (—) soggettiva da quella oggettiva, a seconda dell’elemento cui si riferiva l’innovazione:
— la (—) oggettiva era caratterizzata dalla modificazione del titolo o di un elemento accidentale [vedi accidentālia negōtii] del rapporto ovvero dall’inserzione di una condizione [vedi condėcio] o di un termine [vedi dėes] ad una precedente obbligazione;
— la (—) soggettiva consisteva nel mutamento di uno dei soggetti del rapporto obbligatorio e consentiva di raggiungere il medesimo risultato che oggi si ottiene facendo ricorso alla cessione del credito [cfr. art. 1260 c.c.] istituto, invece, ignoto al diritto romano.