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Vacātio legis
Vacua possčssio
Vacunalia
Vādes
Vadiatųra
Vadimōnium
Vadimonium Romam faciendum
Vagitus
Valente
Valente Lucio Fulvio Alburnio
Valentiniano I
Valentiniano II
Valentiniano III
Valeria, Via
Valeriano
Vandali
Variæ causārum figųræ
Varo
Vaticana Fragmenta
Vaticinātio
Vectėgal
Veio
Vendėtio
Venditio ususfructus
Venditor
Včnia ætātis
Verba certa
Verberatio
Vercingetorige
Verus procurātor
Vespasiano Tito Flavio
Vestales
Vetustas servitutis (o prærogativa temporis)
Vexata quæstio
Via
Vicārius
Vicėnitas
Vicomagėstri
Vigintiprėmi
Vigintivirātus
Vigintėviri
Vim vi repčllere lėcet
Vėminale
Vėndex
Vindex libertātis
Vindicatio caducorum
Vindicātio in libertātem
Vindicātio in servitųtem
Vindicātio partiāria
Vindicatio pėgnoris
Vindicatio rči
Vindicātio servitųtis
Vindicatio ususfrųctus
Vindiciæ
Vindicta
Viriato
Vis
Vis absoluta
Vis ac potestas in capite libero
Vis animo illata
Vis compulsėva
Vis māior (cųi resėsti non pōtest)
Vis [Crimen]
Visigoti
Vita
Vitellio
Vitiāntur et vėtiant
Vitiantur sed non vitiant
Vittoria di Pirro
Viventi nulla hereditas
Vivi cremātio
Vizi della volontā negoziale
Vocātio ab intestāto
Vocatio ad hereditātem
Vocatio contra testamentum
Vocātio in ius
Vocātus ad hereditātem
Volenti non fit iniuria
Volsci
Votum
Vųlgo concčptus



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Novātio [Novazione; cfr. artt. 1230 ss. c.c.]

Modo di estinzione ėpso iųre [vedi] e di modificazione delle obbligazioni [vedi obligātio], consistente nella sostituzione di una nuova obbligazione ad una precedente, con la conseguente estinzione di quest’ultima.
Essa produceva un duplice effetto: estintivo della prėor obligātio (obbligazione precedente), costitutivo della nova obligatio (nuova obbligazione).
I Romani utilizzarono a tal fine l’istituto della c.d. stipulātio novatoria [vedi stipulatiōnes novatoriae].
Per la realizzazione della (—) era necessario che la nuova obbligazione avesse ad oggetto la medesima prestazione di quella precedente e, nello stesso tempo, presentasse anche qualche elemento di novitā (āliquid novi). Difatti se mancava il requisito della identitā del debito non si aveva (—), bensė cumulo delle due prestazioni, mentre se mancava l’aliquid novi, la stipulatio era nulla, perché inutile.
A seguito della (—) si estinguevano anche i rapporti accessori e gli eventuali interessi connessi all’obbligazione precedente.
Gaio
[vedi] distingueva, inoltre, la (—) a re in personam, ricorrente quando un debito si trasformava in uno dei due contratti formali tipici della expensilātio [vedi] e della stipulatio [vedi], dalla (—) a persona in personam, ricorrente, invece, quando si sostituiva o il debitore per mezzo della expromėssio [vedi] o il creditore attraverso la delegātio [vedi].
In epoca giustinianea, la (—) si svincolō dalla necessitā del requisito della identitā del debito e da qualunque altro requisito formale, ritenendosi necessario e sufficiente il consenso delle parti, cioč la volontā, espressamente manifestata dalle stesse, di estinguere l’obbligazione originaria, c.d. animus novāndi [vedi]. Si distingueva, altresė, la (—) soggettiva da quella oggettiva, a seconda dell’elemento cui si riferiva l’innovazione:
— la (—) oggettiva era caratterizzata dalla modificazione del titolo o di un elemento accidentale [vedi accidentālia negōtii] del rapporto ovvero dall’inserzione di una condizione [vedi condėcio] o di un termine [vedi dėes] ad una precedente obbligazione;
— la (—) soggettiva consisteva nel mutamento di uno dei soggetti del rapporto obbligatorio e consentiva di raggiungere il medesimo risultato che oggi si ottiene facendo ricorso alla cessione del credito [cfr. art. 1260 c.c.] istituto, invece, ignoto al diritto romano.