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ICD
Id
Ideazione
Identificazione
Identificazione proiettiva
Identità
Identità di genere
Idiot savant
Idiozia
Igiene mentale
Illusione
Imago
Immaginario
Immedesimazione (o empatia)
Imprinting
Incesto
Incongruenza
Inconscio
Incorporazione
Individuazione
Inerzia
Infantilismo
Infanzia
Inferiorità
Influenza/Persuasione
Innatismo
Input-Output
Insicurezza
Insight
Insonnia fatale familiare
Insonnie
Instabilità
Insuccesso
Intelligenza
Interesse
Interiorizzazione
Interna
Introiezione
Introspezione
Io
Io
Io
Io
Io corporeo
Io falso
Io ideale
Io incorporeo
Io onirico
Io-piacere, Io-realtà
Ipnosi
Ipocondria
Ippocampo
Irrazionale
Isolamento
Isomorfismo
Isteria
Istinto



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Dizionario di Scienze Psicologiche
Bruner, Jerome Saymour
Psicologo americano (New York, 1915). Docente di psicologia all'Università di Harvard e professore emerito alla New York University, dopo le prime ricerche sulle conseguenze del dopoguerra nella psicologia sociale, si è occupato costantemente di processi percettivi e dell'influenza dei fattori sociali nello sviluppo cognitivo. Nel 1959 fu animatore della Conferenza di Woods Hole, tesa a migliorare e rendere più efficienti i programmi scolastici e i metodi di insegnamento. A partire da questa esperienza si sviluppa il suo nuovo indirizzo di ricerche, che si pone in forte contrasto con il comportamentismo pragmatista. Decisiva fu in questo senso la sua polemica a distanza con Dewey, confluita in un testo-chiave: Dopo Dewey. Il processo di apprendimento nelle due culture (1964). Altre opere: Lo sviluppo cognitivo (1966); Il conoscere. Saggi per la mano sinistra (1968); Il significato dell'educazione (1971); La mente a più dimensioni (1984); Verso una teoria dell'istruzione (1991); La ricerca del significato. Per una psicologia culturale (1992); La cultura dell'educazione (1996). Contrariamente all'approccio di Piaget (da cui comunque l'opera di B. è largamente influenzata), lo sviluppo cognitivo non si realizza attraverso una sequenza fissa di stadi; l'intelligenza è infatti piuttosto definibile come capacità di mettere in atto una serie di strategie e procedure per risolvere problemi, per analizzare le informazioni e codificarle. B. attribuisce da questo punto di vista grande importanza alla situazione e al contesto in cui si affrontano i problemi (ossia ai fattori sociali), ma anche ai fattori motivazionali (fattori individuali). Lo sviluppo cognitivo è il passaggio da sistemi poveri a sistemi sempre più ricchi ed efficaci nell'elaborazione delle informazioni. Tale passaggio avviene attraverso tre forme di rappresentazione: l'azione, l'immagine e il linguaggio; cui corrispondono tre diversi tipi di rappresentazione cognitiva: esecutiva, iconica, simbolica. Nella rappresentazione esecutiva, tipica dei primi mesi di vita, il bambino utilizza la manipolazione, la percezione, l'attenzione e l'interazione sociale; ha una conoscenza motoria della realtà (che permane a volte nell'età adulta), ossia apprende e comprende agendo. L'azione è intenzionale, ma per B. l'intenzione precede l'azione, a differenza di Piaget. Lo sviluppo motorio e manipolatorio è un processo costruttivo, controllato dagli scopi del soggetto e dalle esigenze ambientali; la rappresentazione iconica codifica la realtà mediante rappresentazioni mentali e immagini interne, che rappresentano una riorganizzazione mentale della realtà. La fase della rappresentazione iconica, che si serve delle immagini, permane fino ai sei-sette anni, ma non esclude che il bambino possa ricorrere alla rappresentazione successiva, che è quella simbolica, già dai due anni; la rappresentazione simbolica è un'espressione della realtà attraverso segni e simboli convenzionali, ossia stabiliti socialmente. La parola rappresenta il significato dell'oggetto ed esprime un concetto. Quando il bambino impara a parlare, ha a disposizione un sistema di codifica più efficace e flessibile di quelli precedenti. A differenza della sequenza stadiale di Piaget, le tre forme di rappresentazione di B. non costituiscono una sequenza fissa in cui l'una scompare e l'altra appare, ma tutte coesistono, conservando la propria autonomia. Tutti i processi mentali hanno un fondamento sociale: la struttura della conoscenza umana è influenzata dalla cultura attraverso i suoi simboli e le sue convenzioni. In ogni fase di sviluppo l'attività è guidata sia da scopi individuali, sia dal bisogno di relazioni sociali. L'influenza sociale determina e diffonde i concetti e le categorie condivisi da una cultura e approvati dai membri, facilmente appresi e rappresentati nella mente di ogni individuo. La cultura si riflette, così, nella vita mentale dell'individuo: l'intelligenza costituisce l'interiorizzazione degli strumenti di una cultura.