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A non domino
A quo
A.R.A.N.
Abbandono del minore
Abbandono della cosa
Abbandono di domicilio
Aberratio
Abigeato
Abilitazione
Abitabilità
Abitazione
Abituale
Abitualità criminosa
Abolitio criminis
Aborto
Abrogazione della legge
Abusi familiari
Abusivismo
Abuso
Accertamenti tecnici non ripetibili
Accertamento
Accessione
Accesso
Accessoria
Accessorium sequitur principale
Accettazione
Accollo
Accomandita
Accordi di ristrutturazione dei debiti
Accordo contrattuale
Accrescimento
Acquiescenza
Acquisto
Acquisto a non domino
Actio interrogatoria
Actiones liberae in causa
Ad nutum
Ad quem
Addizioni
Adempimento
Adminicula servitutis
Adozione
Adulterino
Affidamento
Affiliazione commerciale
Affinità
Affitto
Affrancazione del fondo
Agente
Agenzia
Aggiotaggio
Aggravanti
Albergo
Alberi
Albo professionale
Alea
Aleatorio
Alibi
Alienante
Alimenti
Alluvione
Alto tradimento
Alveo abbandonato
Ambasciata
Ambasciatore
Ambiente
Ammenda
Amministratore
Amministrazione
Ammortizzatori sociali
Amnistia
An debeatur
Anagrafe tributaria
Analogia
Anatocismo
Anno giudiziario
Annullamento
Anticipazione bancaria
Antigiuridicità
Antinomia
Antitrust
Apertura della successione
Apertura di credito
Apolidia
Appalto
Apparenza
Appello
Apposizione dei termini
Appropriazione indebita
Aquiliana
Arbitraggio
Arbitrato
Arbitratore
Archiviazione
Arresti domiciliari
Arresto
Arricchimento ingiustificato
Ascendenti
Asilo politico
Aspettativa
Asse ereditario
Assegno
Assemblea costituente
Assemblea dei soci
Assenza
Assicurazione
Assistenza sociale
Associazione
Associazione in partecipazione
Asta pubblica
Attentato alla Costituzione
Attenuanti
Atti osceni
Atti parlamentari
Atto
Attore
Aumento del capitale
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Autenticazione
Authority
Autocertificazione
Autodichia
Autodifesa
Autonomia
Autonomie locali
Autore
Autorità amministrative indipendenti
Autorizzazione
Avallo
Avente causa
Avulsione
Avviamento
Avviso di accertamento
Avviso di liquidazione
Avvocato
Avvocatura dello Stato
Azienda
Aziende autonome
Azionariato
Azione


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Accettazione (d. civ.)
Atto con il quale un soggetto acconsente alla produzione di effetti nella propria sfera giuridica.
() dell'eredità
È l'atto giuridico con cui il chiamato all'eredità diventa erede [Eredità] e titolare del patrimonio ereditario fin dal momento dell'apertura della successione [Successione] (art. 459 c.c.). Ciò impedisce qualsiasi soluzione di continuità nella titolarità dei rapporti facenti capo al de cuius.
Legittimati ad accettare sono coloro ai quali il patrimonio ereditario è stato offerto mediante delazione.
L'(—) dell'eredità ha natura di diritto potestativo che può essere trasmesso agli eredi, e, riguardo alla forma, può essere espressa o tacita (art. 474 c.c.).
Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni (art. 480 c.c.) a partire dal giorno di apertura della successione. Nelle more, chiunque vi abbia interesse, può esperire l'actio interrogatoria, chiedendo al giudice di fissare un termine per l'(—), trascorso il quale il chiamato perde il diritto di accettare (art. 481 c.c.).
L'() espressa dell'eredità ex art. 475 c.c. è una dichiarazione di volontà diretta a produrre l'effetto dell'acquisto dell'eredità. L'(—) è un negozio per adesione, unilaterale, non recettizio e formale (o solenne) in quanto deve essere contenuto in un atto pubblico o scrittura privata ex art. 475 c.c. [Negozio giuridico]. L'(—) espressa è inoltre un actus legitimus [Negozio giuridico (puro)] in quanto non tollera l'apposizione di termini o condizioni, pena la nullità della stessa.
L'(—) tacita dell'eredità ex art. 476 c.c., si ha quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare l'eredità.
Gli artt. 477 e 478 c.c. prevedono alcune ipotesi tipiche di (—) tacita: donazione, vendita e cessione dei diritti di successione.
() dell'eredità con beneficio di inventario
Ricorre quando l'erede vuole impedire la confusione tra il suo patrimonio e quello del de cuius, per circoscrivere le possibili conseguenze economiche negative della successione al patrimonio di quest'ultimo quando le passività superino le attività. In questo caso, infatti, l'erede risponde delle obbligazioni trasmessegli dal de cuius solo nei limiti del valore del patrimonio ereditario (artt. 470-473 c.c.).
È una facoltà per ogni chiamato, nonostante eventuali divieti del testatore, mentre costituisce un obbligo indefettibile per alcuni soggetti indicati dalla legge, quali gli incapaci (artt. 471 e 472 c.c.), le persone giuridiche, le associazioni, le fondazioni e gli enti non riconosciuti (art. 473 c.c.).
() della proposta contrattuale
È una dichiarazione recettizia che diviene elemento perfezionativo del contratto quando è portata a conoscenza del proponente. Deve essere tempestiva e conforme a tutte le clausole contenute nella proposta: se è anche solo parzialmente difforme, o se giunge a conoscenza del proponente oltre il termine pattuito o ordinariamente necessario, vale solo come controproposta.
L'(—) deve avere la forma richiesta dal contratto che si vuole concludere e va fatta alla persona del proponente o ad un suo rappresentante. Anche l'(—) può essere revocata (o ritirata), purché la revoca giunga al proponente prima dell'accettazione stessa (art. 1328, c. 2, c.c.).
Si ha (—) tacita allorché l'esecuzione immediata del contratto sia richiesta dal proponente o dalla natura dell'affare o dagli usi (art. 1327 c.c.).
In questi casi il contratto si conclude nel tempo e nel luogo in cui ha inizio l'esecuzione, senza necessità di una preventiva risposta dell'accettante; inoltre, il proponente non potrà revocare la proposta dopo che l'altra parte abbia iniziato ad eseguire la prestazione richiesta.
L'(—) tacita, comunque, deve risultare da un comportamento manifesto ed inequivocabile.