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Padrini
Pallio
Parrocchia
Parroco
Patriarca
Patti Lateranensi
Pene canoniche
Penitenza
Penitenze
Penitenzieria apostolica
Perdita dello stato clericale
Perdita dell’ufficio ecclesiastico
Personalità giuridica canonica
Persone giuridiche canoniche
Pie fondazioni
Pie volontà
Placet
Ponente
Pontefice
Popolo di Dio
Postulazione
Potestà di governo
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Povertà
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Prelatura personale
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Presbitero
Prescrizione della pena canonica
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Dizionario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico
Parroco can. 519-545, 1740-1752 c.j.c.

Presbitero
preposto a capo della parrocchia.
La nomina del (—) è sempre di competenza del Vescovo diocesano il quale sceglie liberamente salvo sussista qualche residuo diritto di presentazione o di elezione.
Il (—) viene, di regola, nominato a tempo indeterminato in modo da assicurargli una certa stabilità. In Italia la Conferenza episcopale italiana ha stabilito che i Vescovi possono nominare i (—) per un periodo di nove anni.
Ci deve essere per ogni parrocchia un solo (—). Tuttavia, per la scarsità di sacerdoti o anche per altri motivi (ad es. l’esiguità delle parrocchie) può essere affidata al medesimo (—) la cura di più parrocchie vicine.
La persona da nominarsi (—) deve:
— essere sacerdote;
— distinguersi per dottrina e onestà di costumi;
— essere dotato di zelo per le anime e delle qualità necessarie per la cura pastorale di una parrocchia;
— aver sostenuto eventualmente una prova destinata ad accertare la sua capacità.
Il (—) può e deve esercitare le sue funzioni dal momento della presa di possesso della parrocchia (c.d. conferimento del possesso canonico da parte del Vescovo o di un suo delegato).
Il (—) cessa dal suo ufficio per rimozione, trasferimento disposto dal Vescovo, rinuncia (per giusta causa) accettata dal Vescovo, per decorso del tempo stabilito; al compimento del settantacinquesimo anno di età il (—) è invitato a presentare la rinuncia all’ufficio al Vescovo il quale deciderà se accettarla o meno.
I compiti del (—) possono così enuclearsi:
— amministrare i sacramenti;
— conoscere personalmente i fedeli, dedicandosi soprattutto agli infermi, ai deboli, ai poveri e alla formazione degli sposi cristiani;
— riconoscere e promuovere il ruolo dei laici nella missione della Chiesa favorendo la comunione parrocchiale nell’ambito delle più vaste comunioni diocesana ed universale;
— rappresentare la parrocchia in tutti i negozi giuridici e curare l’amministrazione dei beni parrocchiali;
— tenere i libri parrocchiali.
Due obblighi particolari
incombono al Parroco:
— ogni domenica e nelle feste di precetto deve applicare la Messa per il popolo affidatogli;
— deve risiedere nella casa parrocchiale (c.d. casa canonica) in vicinanza della chiesa.
L’ordinamento statuale italiano riconosce al (—):
— diritto di certificare, ai fini della trascrizione e del riconoscimento degli effetti civili, l’avvenuta celebrazione del matrimonio canonico (art. 8 nuovo Concordato);
— il potere di certificazione in ordine agli atti di nascita, di matrimonio e di morte, di data anteriore all’istituzione dei registri di stato civile (art. 48 disp. trans., art. 1865 c.c.);
— il diritto di disporre liberamente circa l’esercizio del pubblico culto e la disciplina delle funzioni da eseguirsi nella loro chiesa;
— il diritto di pubblicare ed affiggere all’interno delle chiese, nonché alle porte esterne di queste, tutti gli atti e documenti relativi al governo spirituale dei fedeli senza assoggettamento ad oneri fiscali, e quello di eseguire collette nell’interno e all’ingresso delle chiese e degli uffici appartenenti ad enti ecclesiastici.
Le cause per la legittima rimozione del (—) sono:
— il modo di agire che arrechi grave danno o turbamento alla comunità ecclesiale;
— l’inettitudine o la permanente infermità fisica o mentale, che rendano il (—) incapace ad assolvere convenientemente i suoi compiti;
— la perdita della buona considerazione da parte di parrocchiani onesti e seri o l’avversione contro il (—), che si preveda non cesseranno in breve;
grave negligenza o violazione dei doveri parrocchiali che persista dopo l’ammonizione;
cattiva amministrazione delle cose temporali, con grave danno della Chiesa, ogniqualvolta a questo male non si possa porre altro rimedio.
Se il bene delle anime oppure la necessità o l’utilità della Chiesa richiedano che un (—) sia trasferito dalla sua parrocchia (che egli regge utilmente) ad un’altra o ad altro ufficio, il Vescovo gli deve proporre il trasferimento per iscritto cercando di convincerlo ad accettarlo.