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Obligątio
Obligątio ad genus pčrtinens
Obligatio alimentņrum
Obligatio alternativa
Obligątio auctoritątis
Obligatio civģlis
Obligatio consčnsu contrącta
Obligatio cum facultąte solutiņnis
Obligatio divisibilis e indivisibilis
Obligątio ex contrąctu
Obligatio ex variis causąrum figłris
Obligatio facoltativa
Obligatio honorąria
Obligatio in solidum
Obligątio lģtteris contrącta
Obligatio naturąlis
Obligątio non contrącta
Obligatio pro parte
Obligatio prņpter rem
Obligątio quasi ex contrąctu
Obligatio quasi ex delicto
Obligatio re contracta
Obligatio verbis contracta
Obligatiņnes civiles / honorarię
Obligationes consčnsu contractę
Obligationes contractę
Obligationes ex contractu
Obligationes ex delģcto
Obligatiņnes ex malefģcio
Obligationes honorąrię
Obligatiņnes lģtteris contrąctę
Obligationes non contractę
Obligationes quasi ex contractu
Obligationes quasi ex delģcto
Obligatiņnes quasi ex malefģcio
Obligationes re contrąctę
Obligationes verbis contrąctę
Obligątus
Occentątio
Occupątio
October equus
Odoacre
Offģcium pietatis
Ofilio (Aulo)
Olibrio
Omicidio
Onorio
Ņnus probąndi incłmbit ei qui dģcit, non ei qui nčgat
Ņperis nņvi nunciątio
Operę animąlium et servņrum
Opģnio iłris et necessitątis
Optimątes
Ņptio servi
Orątio Claudii de ętąte recuperatņrum et de accusatņribus coėrcčndis
Oratio Marci Aurelii de servis
Oratio prģncipis (in senatu hąbita)
Oratio Sevčri de donatiņnibus inter vģrum et uxņrem
Oratio Severi de tutela
Ņrbus
Ņrdo
Ņrdo equčster
Ordo iłris
Ordo plebčius
Ordo senatņrius
Orģgines
Orģgo
Ornątio
Os frąctum
Oschi o Osci
Ostrogoti
Otone
Ottaviano Augusto



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Testamčntum [Testamento; cfr. artt. 587 ss. c.c.]

Il (—) (definito da Cicerone come l’atto pił importante nella vita del civis), era l’atto unilaterale (redatto oralmente oppure in forma scritta), compiuto alla presenza di testimoni, attraverso il quale il pater familias [vedi] disponeva dei propri beni per il momento successivo alla sua morte.
L’enorme rilevanza sociale e giuridica del (—) indusse i giuristi romani a ritenere che un testamento, sia pur invalido, dovesse essere conservato per quanto possibile, trattandosi di un atto negoziale ormai non pił ripetibile (essendo defunto il disponente): fu questo il fondamento del c.d. fąvor testamenti [vedi], principio chiave in sede di interpretazione di disposizioni testamentarie.Si affermņ che il testamento doveva essere interpretato potius ut vąleat quam ut pčreat (cioč in modo che potesse esplicare la sua efficacia, piuttosto che nel senso di invalidarlo).
Il (—) presentava le seguenti caratteristiche:
— era iłris civilis, essendo accessibile solo ai cģves, cioč ai cittadini romani;
— era essenzialmente personale, nel senso che non era ammesso manifestare la volontą per mezzo di intermediari, sia nłncius [vedi] che rappresentante;
— era un atto formale, richiedendo il rispetto di determinate forme;
— era unilaterale, traendo efficacia dalla sola volontą del disponente;
— era mortis causa, nel senso che acquistava rilievo giuridico solo alla morte del testatore;
— era revocabile, poiché il testatore poteva sempre mutare volontą.
Ai fini di una valida successione testamentaria, il testatore doveva avere la testamenti fąctio attiva [vedi] e il soggetto designato come erede doveva avere la testamenti factio passiva [vedi].
• Le varie forme testamentarie.
Varie furono le forme testamentarie in uso nelle varie fasi evolutive del diritto romano:
— (—) calątis comģtiis [vedi];
— (—) in procģnctu [vedi];
— (—) per ęs et lģbram (vel iure civili) [vedi];
— (—) prętņrium (vel iure prętorio) [vedi];
— (—) tripertģtum [vedi];
— (—) mģlitis [vedi];
— (—) parentis inter liberos [vedi];
— (—) tčmpore pestis cņnditum [vedi];
— (—) ruri conditum [vedi];
— (—) per nuncupatiņnem [vedi];
— (—) per hologrąpham scripturam [vedi];
— (—) ąpud ącta [vedi];
— (—) prģncipi oblątum [vedi].
• Caratteri del (—)
Era un atto essenzialmente revocabile: vigeva infatti il principio della libertą di testare łsque ad extremum vitę čxitum (fino al momento della morte).
Da ciņ discendeva:
— la revocabilitą del testamento;
— il divieto del testamento congiuntivo e dei patti successori, in quanto fondati sul votum captąndę mortis;
— il principio per cui la perdita della testamčnti fąctio rendeva nullo anche il precedente testamento altrimenti irrevocabile.
Il testamento poteva essere revocato solo attraverso la redazione di un altro testamento: pur se vi era una compatibilitą logica tra i due testamenti, valeva soltanto il secondo.
La distruzione del testamento o la sua cancellazione da parte del testatore non comportava, invece, revoca dell’atto, che anzi era considerato ancora valido ed efficace per il iłs civile [vedi]: di conseguenza gli eredi istituiti restavano tali [vedi bonņrum possčssio sine tąbulis].
Una costituzione di Teodosio II e Valentiniano III, stabilģ che un secondo testamento, anche se invalido, revocava il primo, sempreché contemplasse gli eredi legittimi esclusi dal primo e sempreché le disposizioni (invalide) fossero confermate dal giuramento di cinque testimoni.
Nel diritto giustinianeo, si ammise che il testatore, passati dieci anni dalla redazione di un testamento, potesse revocarlo mediante un atto compiuto davanti ad un magistrato e a tre testimoni (apud acta).
La sanzione di inefficacia colpiva:
— il (—) desertum [vedi];
— il (—) ruptum [vedi];
— il (—) iniustum (vel iure non factum) [vedi];
— il (—) ģrritum [vedi].
• L’apertura del (—)
La cerimonia di apertura del testamento si svolgeva a Roma davanti al pretore, oppure nelle province presso il preside.
apertura delle tavole testamentarie aveva luogo tra il terzo e il quinto giorno successivo alla morte del testatore presso l’ufficio delle imposte (una lex Iulia de vicesima hereditatum della etą di Augusto, aveva, infatti, introdotta una imposta successoria del 5%), alla presenza dei testimoni che avevano preso parte alla redazione del testamento per il riconoscimento dei propri sigilli: in assenza dei testimoni vi dovevano assistere persone rispettabili.
Nel diritto giustinianeo, alle formalitą relative all’apertura del documento sigillato e al riconoscimento dei sigilli, si sostituģ, nell’ipotesi di redazione del documento notarile, il riconoscimento delle disposizioni da parte dei testimoni e delle relative subscriptiņnes.