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Vacątio legis
Vacua possčssio
Vacunalia
Vądes
Vadiatłra
Vadimņnium
Vadimonium Romam faciendum
Vagitus
Valente
Valente Lucio Fulvio Alburnio
Valentiniano I
Valentiniano II
Valentiniano III
Valeria, Via
Valeriano
Vandali
Varię causąrum figłrę
Varo
Vaticana Fragmenta
Vaticinątio
Vectģgal
Veio
Vendģtio
Venditio ususfructus
Venditor
Včnia ętątis
Verba certa
Verberatio
Vercingetorige
Verus procurątor
Vespasiano Tito Flavio
Vestales
Vetustas servitutis (o pręrogativa temporis)
Vexata quęstio
Via
Vicąrius
Vicģnitas
Vicomagģstri
Vigintiprģmi
Vigintivirątus
Vigintģviri
Vim vi repčllere lģcet
Vģminale
Vģndex
Vindex libertątis
Vindicatio caducorum
Vindicątio in libertątem
Vindicątio in servitłtem
Vindicątio partiąria
Vindicatio pģgnoris
Vindicatio rči
Vindicątio servitłtis
Vindicatio ususfrłctus
Vindicię
Vindicta
Viriato
Vis
Vis absoluta
Vis ac potestas in capite libero
Vis animo illata
Vis compulsģva
Vis mąior (cłi resģsti non pņtest)
Vis [Crimen]
Visigoti
Vita
Vitellio
Vitiąntur et vģtiant
Vitiantur sed non vitiant
Vittoria di Pirro
Viventi nulla hereditas
Vivi cremątio
Vizi della volontą negoziale
Vocątio ab intestąto
Vocatio ad hereditątem
Vocatio contra testamentum
Vocątio in ius
Vocątus ad hereditątem
Volenti non fit iniuria
Volsci
Votum
Vłlgo concčptus



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Tutela impłberum [Tutela degli impuberi]

Forma di tutela (—) regolata gią dall’antico costume e dalla legge delle XII Tavole [vedi lex XII Tabuląrum] cui erano sottoposti gli impuberes [vedi płbertas] il cui pater fosse morto o cąpite deminłtus [vedi capitis deminutio].
Nell’ambito della tutela impuberum, si distingueva:
— la tutela legitima, che trovava il suo fondamento nella legge: tłtor legitimus era necessariamente l’adgnątus proximus [vedi];
— la tutela testamentaria, che trovava il suo fondamento in un testamento: il tutor testamentąrius o testamento datus era designato dal de cłius [vedi].
A partire dal III sec. a.C., essendo la (—) ormai considerata un’imprescindibile esigenza morale e sociale, una lex Atilia [vedi] impose al pretore di nominare un tutore (tutor Atiliąnus o dativus o decretąlis) a coloro che ne fossero sprovvisti.
Successivamente una lex Iulia et Titia conferģ la stessa competenza ai governatori per le rispettive province nonché, in concorrenza con il pretore romano, ai duoviri e quattuorviri iure dicundo dei municipi e delle colonie.
In origine, si riteneva che il tutore testamentario potesse rinunziare alla tutela (c.d. abdicątio tutelę [vedi]) ed il tutore legittimo potesse cedere la tutela ad altri (c.d. in iłre cčssio tutelę [vedi]); in seguito, essendosi diffusa una nuova concezione della tutela, ormai intesa come istituto avente funzione protettiva di un soggetto incapace di gestire adeguatamente le sue attivitą, l’orientamento giurisprudenziale e dottrinale mutņ. La tutela fu considerata (anche a seguito della lex Atilia) come młnus publicum (ufficio socialmente rilevante); si riconobbe al tutore designato dal magistrato la facoltą di rifiutare la tutela, soltanto previa indicazione di persona pił idonea a ricoprire l’ufficio (c.d. potiņris nominątio [vedi]).
In seguito, si stabilģ che il tutor dativus (e successivamente ogni tutore) potesse essere dispensato dall’incarico soltanto in particolari casi tassativamente indicati dalla legge (c.d. excusątio).
Non poteva rivestire la carica di tutore legittimo chi non fosse stato civis, sui iłris e pubere.
Il tutore aveva l’administrątio del patrimonio dell’impubere. I suoi poteri si concretavano nella gestio (cioč nella gestione degli affari dell’impubere) e nell’auctņritatis interposģtio (cioč nella integrazione della capacitą del pupillo attraverso l’autorizzazione).
Č da notare, inoltre, che mentre in epoca classica il tutor poteva compiere ogni atto di amministrazione, a partire dall’epoca postclassica divenne sempre pił frequente l’uso di richiedere, da parte del tutore, l’autorizzazione al magistrato per porre in essere atti eccedenti l’ordinaria amministrazione in ordine al patrimonio del pupillo.
Se il pupillo era “pubertąti prņximus”, poteva compiere personalmente i singoli atti giuridici, con l’assistenza e l’approvazione del tutore (auctoritatis interpositio).
Il tutore, al termine del periodo di tutela, era tenuto al rendimento dei conti. Avverso il tutore che aveva commesso malversazioni in danno del minore, era prevista un’ąctio ratiņnibus distrahčndis [vedi] (in duplum), infamante.
Contro il tutor testamentarius, che avesse compiuto malversazioni o frodi, con dolo o per colpa grave, era prevista una specifica actio populąris [vedi], accusątio suspčcti tutņris [vedi], infamante. Molto probabilmente quest’azione fu estesa in seguito anche agli altri tutori.
Verso la fine dell’etą repubblicana fu poi introdotta una azione generale, l’actio tutelę [vedi] che, indipendentemente dal carattere delittuoso dei singoli atti del tutore, poteva essere esperita ogni qualvolta il tutore si fosse sottratto ai doveri collegati al suo officium.
Allo scopo di assicurare una maggiore protezione dei diritti del pupillus, in epoca imperiale fu, altresģ, concesso un nuovo mezzo di difesa, maggiormente efficace. La satisdątio rem pupilli sąlvam fņre [vedi], dotata di portata generale, consisteva in una cąutio che il tutor prestava, promettendo di salvaguardare il patrimonio pupillare.
Costantino accordņ al pupillo una ipoteca legale sui beni del tutore, il quale era tenuto inoltre a redigere un inventario dei beni del pupillo.
La responsabilitą del tutor fu variamente determinata col procedere dei secoli: in etą classica il tutore era responsabile per le anomalie di gestione dipese da dolus malus [vedi]; in etą postclassica egli fu ritenuto responsabile per dolus e per culpa [vedi]; nel diritto giustinianeo la sua responsabilitą si estese alla culpa in concreto, cioč al mancato impiego nella gestione tutoria della diligčntia quam in słis.
Le eventuali pretese vantate dal tutore in relazione alla sua gestione potevano essere tutelate mediante l’actio negotiņrum gestņrum [vedi].
Tra le cause di estinzione della (—), proprie del diritto romano, ricordiamo:
— la cąpitis deminłtio [vedi] maxima o media del tutore;
— la rimozione del tutore sospetto (remņtio tutņris);
— la pazzia del tutore;
— la capitis deminutio (maxima, media o minima) del pupillo;
— il raggiungimento della pubertas da parte del pupillo;
— l’abdicątio tutelę da parte del tutor testamentarius;
— l’in iłre cčssio tutelę operata dal tutor legitimus.