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Quanti A.i. A.i ģnterest (intererit, interfuit), tantam pecuniam condemnato
Quanti ea res est (erit, fuit), tantam pecuniam condemnato
Quantum debeątur
Quantum iłdici ęquum (et bonum), tantę pecłnię condemnąto
Quarta Falcģdia
Quarta Pegasiąna
Quarta Trebelliąna
Quasi delģctum
Quasi possčssio
Quasi tradģtio
Quasi ususfrłctus
Quattuņrviri capitąles
Quattuorviri iłre dicłndo
Quattuorviri pręfecti (iure dicundo) Capuam Cumas
Quattuņrviri quinquennąles
Quattuorviri viąrum curandąrum
Quattuorviri viis in urbe purgąndis
Querčla inofficiņsi testamčnti
Querela inofficiņsę donatiņnis
Querela inofficiosę dotis
Querela non numerątę pecłnię
Questura
Qui in re illģcita versątur, tenčtur etiam pro casu
Qui iłre suo łtitur nčminem lędit
Quģdquid dare fącere opņrtet, čius condemnąto
Quinarius aureus
Quinarius nummus
Quindecemviri sacris faciundis
Quinquagģnta Decisiņnes
Quinqučviri mensąrii
Quinto Mucio Scevola
Quirinale
Quod contra ratiņnem iłris recčptum est, non est producčndum ad consequčntias
Quod nłllum est nłllum prodłcit effčctum
Quod postrčmum populus iussģsset, id iłs ratumque čsset
Quod sine dģe debčtur, stątim debetur
Quņrum
Quęstio
Quęstio extraordinaria
Quęstiones lance liciņque
Quęstiņnes perpčtuę
Quęstor
Quęstor ostičnsis
Quęstor sącri palątii
Quęstņres
Quęstores militares
Quęstores parricģdii
Quęstores provinciales
Quęstores urbani
Quęstores ęrarii



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Usucąpio [Usucapione; cfr. artt. 1158 ss. c.c.]

L’(—) era definita da Modestino [vedi] come “adičctio domģnii per continuatiņnem possessiņnis tčmporis lege definiti” (cioč, annessione di una res [vedi] al proprio dominium attraverso il possesso continuativo, per un periodo di tempo stabilito dalla legge); si trattava, pertanto, di un modo di acquisto della proprietą, fondato sul possesso di una res protratto per un certo periodo di tempo (tempus ad usucapiņnem) secondo le condizioni volute dal iłs civile [vedi], attraverso il quale il possessore diventava dņminus ex iure Quiritium [vedi].
Il termine fissato dalla legge delle XII Tavole [vedi lex XII Tabuląrum] fu di due anni per i fondi e di un anno per tutte le altre res.
Poteva esservi usucapione solo:
— a favore di un soggetto che poteva diventare dominus ex iure Quiritium (cioč di cittadino romano);
— relativamente a cose che potevano essere oggetto di dominium ex iure Quiritium (non, ad es., i fundi provinciali [vedi fundi in agro provinciale]).
In etą classica furono richiesti due ulteriori requisiti fondamentali:
— la giusta causa dell’acquisto;
— la buona fede del possessore: a tutela di quest’ultimo il pretore concesse l’ąctio Publiciąna [vedi].
Si richiese inoltre che la res fosse “habilis ad usucapionem” nel senso che vi furono alcune categorie di cose che non potevano essere usucapite, a causa di loro caratteristiche obiettive. Infatti, l’usucapione non poteva verificarsi, secondo quanto stabilito gią dalle XII Tavole, in ordine alle cose rubate (res furtivę), mentre da una lex Pląutia de vi [vedi] del I sec. a.C. fu introdotto il divieto di usucapire le res vi possessę.
In ordine a queste cose l’usucapione non poteva produrre effetti nei confronti di terzi, anche se il successivo possessore fosse stato estraneo al furto o alla violenza, dal momento che alla cosa ineriva un vizio obiettivo eliminabile solo se la cosa tornava in potere del dominus (revčrsio ad dominum). Lo stesso divieto di usucapione sussisteva per le res alienate dalle donne senza l’autorizzazione del tutore legittimo e per le res extra commercium [vedi].
In etą postclassica l’(—) si fuse con la pręscriptio longi temporis [vedi], progressivamente poi si finģ col parlare di (—) per le res mobiles e di pręscriptio longi temporis per le res immobiles, che si verificavano a favore del possessore ad usucapionem che possedesse la res habilis, rispettivamente, per tre o dieci anni.