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Vacątio legis
Vacua possčssio
Vacunalia
Vądes
Vadiatłra
Vadimņnium
Vadimonium Romam faciendum
Vagitus
Valente
Valente Lucio Fulvio Alburnio
Valentiniano I
Valentiniano II
Valentiniano III
Valeria, Via
Valeriano
Vandali
Varię causąrum figłrę
Varo
Vaticana Fragmenta
Vaticinątio
Vectģgal
Veio
Vendģtio
Venditio ususfructus
Venditor
Včnia ętątis
Verba certa
Verberatio
Vercingetorige
Verus procurątor
Vespasiano Tito Flavio
Vestales
Vetustas servitutis (o pręrogativa temporis)
Vexata quęstio
Via
Vicąrius
Vicģnitas
Vicomagģstri
Vigintiprģmi
Vigintivirątus
Vigintģviri
Vim vi repčllere lģcet
Vģminale
Vģndex
Vindex libertątis
Vindicatio caducorum
Vindicątio in libertątem
Vindicątio in servitłtem
Vindicątio partiąria
Vindicatio pģgnoris
Vindicatio rči
Vindicątio servitłtis
Vindicatio ususfrłctus
Vindicię
Vindicta
Viriato
Vis
Vis absoluta
Vis ac potestas in capite libero
Vis animo illata
Vis compulsģva
Vis mąior (cłi resģsti non pņtest)
Vis [Crimen]
Visigoti
Vita
Vitellio
Vitiąntur et vģtiant
Vitiantur sed non vitiant
Vittoria di Pirro
Viventi nulla hereditas
Vivi cremątio
Vizi della volontą negoziale
Vocątio ab intestąto
Vocatio ad hereditątem
Vocatio contra testamentum
Vocątio in ius
Vocątus ad hereditątem
Volenti non fit iniuria
Volsci
Votum
Vłlgo concčptus



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Usucąpio [Usucapione; cfr. artt. 1158 ss. c.c.]

L’(—) era definita da Modestino [vedi] come “adičctio domģnii per continuatiņnem possessiņnis tčmporis lege definiti” (cioč, annessione di una res [vedi] al proprio dominium attraverso il possesso continuativo, per un periodo di tempo stabilito dalla legge); si trattava, pertanto, di un modo di acquisto della proprietą, fondato sul possesso di una res protratto per un certo periodo di tempo (tempus ad usucapiņnem) secondo le condizioni volute dal iłs civile [vedi], attraverso il quale il possessore diventava dņminus ex iure Quiritium [vedi].
Il termine fissato dalla legge delle XII Tavole [vedi lex XII Tabuląrum] fu di due anni per i fondi e di un anno per tutte le altre res.
Poteva esservi usucapione solo:
— a favore di un soggetto che poteva diventare dominus ex iure Quiritium (cioč di cittadino romano);
— relativamente a cose che potevano essere oggetto di dominium ex iure Quiritium (non, ad es., i fundi provinciali [vedi fundi in agro provinciale]).
In etą classica furono richiesti due ulteriori requisiti fondamentali:
— la giusta causa dell’acquisto;
— la buona fede del possessore: a tutela di quest’ultimo il pretore concesse l’ąctio Publiciąna [vedi].
Si richiese inoltre che la res fosse “habilis ad usucapionem” nel senso che vi furono alcune categorie di cose che non potevano essere usucapite, a causa di loro caratteristiche obiettive. Infatti, l’usucapione non poteva verificarsi, secondo quanto stabilito gią dalle XII Tavole, in ordine alle cose rubate (res furtivę), mentre da una lex Pląutia de vi [vedi] del I sec. a.C. fu introdotto il divieto di usucapire le res vi possessę.
In ordine a queste cose l’usucapione non poteva produrre effetti nei confronti di terzi, anche se il successivo possessore fosse stato estraneo al furto o alla violenza, dal momento che alla cosa ineriva un vizio obiettivo eliminabile solo se la cosa tornava in potere del dominus (revčrsio ad dominum). Lo stesso divieto di usucapione sussisteva per le res alienate dalle donne senza l’autorizzazione del tutore legittimo e per le res extra commercium [vedi].
In etą postclassica l’(—) si fuse con la pręscriptio longi temporis [vedi], progressivamente poi si finģ col parlare di (—) per le res mobiles e di pręscriptio longi temporis per le res immobiles, che si verificavano a favore del possessore ad usucapionem che possedesse la res habilis, rispettivamente, per tre o dieci anni.