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Dizionario di Scienze Psicologiche
Gruppo [terapia di]
Metodo terapeutico in cui, a differenza delle terapie che prevedono la cura di un solo paziente per volta, vi sono più pazienti, generalmente fino a un massimo di dodici, che si avvalgono delle indicazioni diagnostiche e terapeutiche di uno o più terapeuti presenti per tutto il corso della seduta. Questo metodo introdotto nel 1907 da Prat per aiutare alcuni pazienti tubercolotici ad affrontare la propria malattia, venne in seguito perfezionato da Bion. Oggi la terapia di g. viene adoperata soprattutto nelle comunità terapeutiche con gruppi di pazienti che presentano lo stesso tipo di problemi, in particolar modo per la cura delle tossicodipendenze e dei disturbi della personalità. Durante la terapia di g. entrano in gioco alcuni fattori terapeutici particolari, come nota lo psichiatra americano Irvin Yolm nel suo libro Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo (1975). Il primo fattore è la speranza di migliorare, accresciuta dall'osservazione dei progressi compiuti dagli altri componenti del g. Un altro fattore è quello dell'universalità, per la quale si intende la convinzione da parte di ciascun paziente di non essere il solo ad avere pensieri o disturbi inconfessabili. Inoltre, in una condizione di g. il paziente prende coscienza dei propri limiti e dei propri errori comportamentali e ha, dunque, l'occasione di sviluppare le doti essenziali per il vivere sociale. Per quanto attiene alle tecniche, nella terapia di g. il terapeuta agisce in modo indiretto, ovvero fa sì che i vari componenti si aiutino a vicenda, diventando ognuno terapista degli altri, dramatis persona degli altri. Il terapista ha il compito di fornire le sue interpretazioni relative a quanto accade all'interno della seduta, portando così alla coscienza motivazioni e sentimenti inconsci dei pazienti. Esiste una distinzione tra psicoterapie basate su tecniche extraverbali quali le terapie occupazionali di g. e la socioterapia, che prevedono lo svolgimento di ruoli sociali, e quelle basate su tecniche verbali. Per quanto riguarda queste ultime occorre distinguere le tecniche non analitiche come il counseling e lo psicodramma, e le tecniche analitiche, che prevedono il raggiungimento degli obiettivi terapeutici con l'impiego sistematico dell'interpretazione da parte del terapeuta.