Dizionario Giuridico    Dizionario Economico    Dizionario di Contabilità e Finanza    Dizionario del Condominio    Dizionario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico    Dizionario dell'Unione Europea    Dizionario Storico-Giuridico Romano    Dizionario Storico del Diritto Italiano ed Europeo    Dizionario della Filosofia Politica    Dizionario di Scienze Psicologiche   
Caricamento immagini in corso...
loading
38/2 Compendio di Economia degli Intermediari Finanziari<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2020 VII, pag. 208 € 21,00</span> 342/1 Concorso Comune di Roma - 250 Istruttori e 100 Funzionari Amministrativi - Manuale per la prova scritta e orale<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2020 , pag. 512 € 32,00</span>
I.C.I.
I.N.A.I.L.
I.N.P.D.A.I.
I.N.P.D.A.P.
I.N.P.S.
I.P.A.B.
I.R.A.P.
I.R.E.
I.R.E.S.
I.R.PE.F.
I.S.O.
I.V.A.
Identificazione
Identikit
Identità personale
Igiene e sicurezza del lavoro
Ignorantia legis non excusat
Illecito
Illegalità del negozio
Illegittimità
Illiceità del negozio
Imitazione servile
Immagine
Immemorabile
Immigrazione
Immissioni
Immobili
Immunità
Impiegato
Impiego
Impignorabilità
Imponibile
Impossibilità della prestazione
Imposta
Imprenditore
Impresa
Imprescrittibilità
Improcedibilità
Impronte digitali
Impugnazione
Imputabilità
Imputato
Imputazione
In claris non fit interpretatio
Inabilitazione
Inadempimento
Inadimplenti non est adimplendum
Inalienabilità
Inammissibilità
Inappellabilità
Inaudita altera parte
Incanto
Incapacità
Incauto acquisto
Incentivo fiscale
Incesto
Inchiesta parlamentare
Incidente probatorio
Incompetenza
Incorporazione
Incostituzionalità della legge
Indagato
Indagini
Indebito
Indegnità a succedere
Indennità
Indicato al bisogno
Indicazione di pagamento
Indici di borsa
Indignus potest capere, sed non potest retinere
Indirizzo
Indizio
Indulto
Inefficacia del negozio giuridico
Ineleggibilità
Inesistenza
Infermità di mente
Informazione
Infortunio sul lavoro
Ingiunzione
Ingiuria
Inibitoria
Iniziativa economica privata
Iniziativa legislativa
Inopponibilità
Inquinamento delle prove
Insegna
Insegnamento
Inserzione di clausole
Insider trading
Insindacabilità
Insolvenza
Institore
Institutio ex re certa
Insufficienza di prove
Insula in flumine nata
Integrazione
Inter vivos
Intercettazione di conversazioni o comunicazioni
Interclusione del fondo
Interdittive (misure)
Interdizione
Interesse
Interessi
Interim
Interinale
Intermediazione
Interna corporis
Interpellanza parlamentare
Interpol
Interposizione di persona
Interpretazione
Interprete
Interrogatorio
Interrogazione parlamentare
Interruzione del processo
Intervento
Interversione del possesso
Intesa di programma
Intifada
Intimazione
Intra vires (hereditatis)
Intuitu personae
Invalidi
Invalidità
Inventario
Invenzione
Invenzione industriale
Inversione dell’onere della prova
Invito
Ipoteca
Irregolarità
IS.V.A.P.
Iscrizione a ruolo
Iscrizione ipotecaria
Isola
Ispettorato del lavoro
Ispettore di polizia
Ispezione
Istanza
ISTAT
Istituto di patronato e assistenza sociale
Istituto nazionale della previdenza sociale
Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica
Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo
Istituzione di erede
Istruzione
Iter legislativo
Iura novit curia
Ius superveniens
Iussu judicis
Iuxta alligata et probata (judex judicare debet)


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

A
B
C
D
E
F
G
N
O
P
Q
R
S
T
H
I
J
K
L
M
U
V
W
X
Y
Z
Consulta gratuitamente i nostri dizionari:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dizionario Giuridico
Detenzione
() come potere di fatto sulla cosa (d. civ.)
La (—) può definirsi come un mero potere di fatto sulla cosa non accompagnato dall'intenzione di compiere un'attività corrispondente all'esercizio di un diritto reale. Il detentore, pertanto, si trova in un rapporto di mera contiguità fisica con la cosa, è consapevole ed esplicitamente riconosce di non poter vantare alcun diritto reale [Diritti (soggettivi)] sulla cosa stessa, essendone altri i titolari. Come appare dalla definizione, l'elemento che differenzia la (—) dal possesso è l'animus: animus possidendi, in caso di possesso, animus detinendi, in caso di (—).
In base all'art. 1141 c.c., la (—) si muta in possesso in due soli casi: quando il detentore acquista in proprietà il bene che precedentemente aveva in mera (—), ovvero, quando il detentore renda noto al proprietario la propria intenzione di continuare a tenere il bene non più come detentore, bensì per conto ed in nome proprio [Interversione del possesso].
() domiciliare (d. proc. pen.)
Si tratta di una forma di espiazione della pena definitiva presso la propria abitazione. La pena della reclusione non superiore a quattro anni e la pena dell'arresto possono essere scontate anche nella propria abitazione, in altro luogo di privata dimora ovvero in luogo di cura o assistenza, quando trattasi:
— di donna incinta o madre di prole di età inferiore ad anni dieci, con lei convivente;
— di padri esercenti la potestà, di prole di età inferiore ad anni dieci con essi conviventi, quando la madre sia deceduta o altrimenti impossibilitata a dare assistenza alla prole;
— di persone in condizioni di salute particolarmente gravi che richiedono costanti contatti con i presidi sanitari territoriali;
— di persone di età superiore ai 60 anni, se inabili anche parzialmente;
— di persone di età inferiore ai 21 anni per comprovate esigenze di salute, di studio, di lavoro e di famiglia.
La (—) può essere, altresì, applicata per l'espiazione della pena detentiva inflitta in misura non superiore a due anni, anche se costituente parte residua di maggior pena, indipendentemente dalle condizioni suddette quando non ricorrono i presupposti per l'affidamento in prova al servizio sociale e sempre che tale misura sia idonea ad evitare il pericolo che il condannato commetta altri reati.
L'art. 47quinquies della L. 26 luglio 1975, n. 354, inserito dall'art. 3 della L. 8 marzo 2001, n. 40, ha introdotto l'istituto della (—)
speciale. Nel dettaglio, in mancanza delle condizioni generali per l'applicabilità della detenzione domiciliare, le condannate madri di prole di età non superiore ad anni dieci, se non sussiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti e se vi è la possibilità di ripristinare la convivenza con i figli, possono essere ammesse ad espiare la pena nella propria abitazione, o in altro luogo di privata dimora, ovvero in luogo di cura, assistenza o accoglienza, al fine di provvedere alla cura e alla assistenza dei figli, dopo l'espiazione di almeno un terzo della pena ovvero dopo l'espiazione di almeno quindici anni nel caso di condanna all'ergastolo.
() ingiusta/illegittima [riparazione della] (d. proc. pen.)
La detenzione ingiusta od illegittima si configura allorché una persona abbia patito un periodo di custodia cautelare ingiusta o illegittima. In tal caso si matura il diritto ad un'equa riparazione, alle condizioni e nei limiti previsti dal codice.
In particolare, si ha custodia cautelare ingiusta (art. 3141) quando essa è stata sofferta da un imputato successivamente riconosciuto innocente all'esito del processo.
Si ha, invece, custodia cautelare illegittima (art. 3142) allorché essa sia stata patita da un imputato (anche se riconosciuto colpevole) in virtù di un'ordinanza cautelare illegittima adottata in difetto dei presupposti di legge dei gravi indizi e dei limiti di pena per l'adottabilità del provvedimento.
Con sentenza n. 109 del 2-4-1999, la Corte Costituzionale ha riconosciuto il diritto ad ottenere la riparazione anche in caso di arresto in flagranza o fermo ingiusti od illegittimi.
Nelle ipotesi predette è garantito il diritto ad una equa riparazione pecuniaria, nel limite massimo di euro 516.456,89 (lire un miliardo). La riparazione va in concreto commisurata alla durata della carcerazione ingiustamente sofferta ed alle conseguenze personali e familiari derivatene.