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Dizionario Storico del Diritto Italiano ed Europeo
Germani

Vari popoli di stirpe indogermanica stanziatisi intorno al 2000 a.C. in Europa settentrionale, tra il Reno e il Danubio. Essi si distinguevano in Alemanni [vedi] Angli [vedi], Bavari [vedi], Borgognoni [vedi Burgundi], Eruli [vedi], Franchi [vedi], Goti [vedi], Longobardi [vedi], Marcomanni [vedi], Sassoni [vedi], Scandinavi [vedi].
Pur avendo una comune origine e notevoli affinità culturali, non conobbero mai un’unità nazionale. Nelle loro migrazioni verso occidente, alla ricerca di bottino e di pascoli, si scontrarono con i Romani, venendo respinti da C. Mario ad Aquae Sextiae e ai Campi Raudii (102-101 a.C.), da Cesare (58 a.C.), da Nerone (12-9 a.C.), da Tiberio (9 d.C.), da Germanico (14-16 d.C.), da Traiano (101-107), da Marco Aurelio (175). A partire dalla fine del secolo II si stanziarono ai confini dell’impero romano, dedicandosi all’agricoltura e al pascolo e spesso vennero arruolati come mercenari [vedi Foederati] negli eserciti romani, da ciò acquisendo i primi elementi di civiltà. Premuti dagli Unni, nel 400, invasero i territori dell’impero a ondate successive. Le maggiori invasioni furono quelle degli Angli e dei Sassoni in Britannia, dei Franchi, Burgundi e Alamanni in Gallia [vedi], dei Vandali in Africa e degli Eruli, Ostrogoti e Longobardi in Italia.
L’Europa romana venne sommersa e con ciò sembrò che tutta la civiltà fosse persa. Tuttavia, nei secoli medievali elementi vecchi e nuovi di latinità, cristianità e germanesimo si compenetrarono e da essi lentamente si andò sviluppando la moderna Europa.
I (—) vivevano in villaggi retti da un capo e nominavano un re, inizialmente solo in tempo di guerra, poi stabilmente. Il potere del rex, tuttavia, era notevolmente limitato dall’assemblea degli arimanni, [vedi Arimanno], ossia degli uomini liberi, i soli ad essere degni di portare le armi. Originariamente di religione naturalistica, iniziarono a convertirsi al cristianesimo in età carolingia [vedi Carolingi].
La giustizia si fondava sulla vendetta di sangue [vedi Faida], che obbligatoriamente era eseguita dai diretti congiunti della vittima e che più tardi venne mitigata dalla possibilità di corrispondere a quest’ultima (o agli eredi di essa) compensi in denaro o greggi [vedi guidrigildo].
Il giudizio si svolgeva dinanzi al tribunale del popolo [vedi Mallum] e si fondava sulle prove della confessione, del giuramento [vedi], del duello [vedi] e del giudizio di Dio [vedi].