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F.A.O.
F.M.I.
F.P.L.D.
Facta concludentia
Factoring
Fallimento
Falsa testimonianza
Falsità materiale e falsità ideologica
Falso
Falsus procurator
Famiglia
Fasce deboli
Fascismo
Fatti notori
Fattispecie
Fatto giuridico
Fatto illecito
Fattura
Favor
Favoreggiamento
Fecondazione artificiale
Fede
Fedecommesso
Fedeltà
Federalismo
Ferie
Fermo
Festività
Festivo
Fictio iuris
Fideiussione
Fido bancario
Fiducia
Figlio
Filiazione
Financial futures
Finanziamento dei partiti
Finestra
Firma
Fiscal drag
Fiscalizzazione degli oneri sociali
Fisco
Fitto
Flagranza
Flessibilità nell’impiego di forza lavoro
Flottante
Foglio di via
Fomazione del passivo
Fondazione
Fondo comune di investimento
Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto
Fondo Monetario Internazionale
Fondo nazionale per le politiche sociali
Fondo patrimoniale
Fondo pensione
Fondo pensioni lavoratori dipendenti
Fondo perequativo
Fondo sostitutivo
Fonti del diritto
Food and Agricultural Organization
Forma del negozio giuridico
Forma di governo
Forma di Stato
Formazione continua
Formazione professionale
Formazioni sociali
Formula esecutiva
Formulari
Foro
Forum
Forza maggiore
Forze armate
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Franchi tiratori
Franchigia
Franchising
Frazionamento
Free-lance
Frode
Frutti
Fumo passivo


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Federalismo (d. cost.)
È un modello di decentramento statale, tipico dei governi costituzional-liberali, nel quale il potere politico è costituzionalmente ripartito fra uno Stato (centrale) federale e gli Stati membri (cantoni, Lnder etc.).
Le diverse entità politiche sono in posizione di equiordinazione delle funzioni sancite dalla Costituzione federale anche se, in definitiva, lo Stato federale gode di una posizione costituzionale preferenziale.
Quanto alla titolarità effettiva della sovranità si è parlato sia di doppia sovranità, sia di sovranità degli Stati membri (es.: art. 3 Cost. Svizzera che assegna ai cantoni una sovranità primaria), sia di una sovranità federale. Quest'ultima, in una prospettiva storica, sembra nettamente prevalere in quanto è la Costituzione federale che condiziona, limita, riforma, verifica ed ha il sopravvento su quella dei singoli Stati membri.
() amministrativo o di esecuzione
Il (—) di esecuzione (o amministrativo) si attua quando la cooperazione tra Stato centrale e Stati membri si realizza sul piano amministrativo. Si caratterizza per l'ampliamento della potestà amministrativa degli Stati membri, cui corrisponde una riduzione delle loro potestà legislative esclusive, assorbite nella sfera di attribuzioni dello Stato centrale. L'amministrazione federale diretta sarà pertanto limitata ai settori relativi ai servizi pubblici essenziali. Tale modello è presente in Germania e in Svizzera, dove al predominio federale nella legislazione corrisponde l'intervento preponderante dei cantoni e dei Lnder nell'amministrazione e quindi nell'attuazione delle scelte normative.
In Italia, il (—) amministrativo ha costituito il baricentro ideologico della cd. riforma Bassanini (L. 59/1997) che prevedeva, infatti, il conferimento alle Regioni (e agli altri enti locali) di una serie di funzioni strategiche fino ad allora gestite dall'apparato centrale, fatte salve quelle che risultano espressamente ritagliate in favore dello Stato (ordine pubblico, difesa, giustizia, moneta etc.).
Con le leggi Bassanini è stato realizzato il massimo grado del cosiddetto (—) a Costituzione invariata, da intendersi come il maggiore decentramento possibile mediante legge ordinaria, senza modifiche costituzionali. Con la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, operata con L. Cost. 3/2001, è stato scritto un altro capitolo di un processo di decentramento che ha portato la nostra Repubblica ad abbandonare l'originaria impostazione centralista voluta dal Costituente e a prendere atto del mutato scenario che caratterizza il rapporto Stato-enti territoriali.
Tra gli aspetti della riforma particolarmente importanti è la nuova formulazione dell'art. 114 Cost. che ha riconosciuto il carattere ascendente degli enti territoriali, partendo dal Comune, ente locale vicino ai cittadini, continuando con le Province, le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato. Ad essi viene riconosciuta una autonomia piena, che trova un limite solo nei principi fissati dalla Costituzione.
La potestà legislativa dello Stato e delle Regioni è completamente ridefinita. Il nuovo art. 117, infatti, ha individuato i settori in cui lo Stato legifera in modo esclusivo (difesa, giustizia, moneta etc.), i settori nei quali vi è una potestà legislativa concorrente (in cui le Regioni legiferano nel rispetto dei principi fondamentali fissati dalla legge), i settori compresi nella potestà esclusiva regionale, che comprende tutte le materie non rientranti nelle due precedenti categorie.
Inoltre, l'attribuzione delle funzioni amministrative di pertinenza statale agli enti locali avviene sulla base del principio di sussidiarietà ed ai principi di differenziazione ed adeguatezza.
() fiscale
Con l'espressione (—) si designa la piena autonomia finanziaria di entrata e di spesa degli enti territoriali.
Il (—) è stato costituzionalizzato nell'art. 119 Cost. che nella dizione novellata dalla L. Cost. 3/2001 sancisce la potestà per i Comuni, le Province e le Città metropolitane di:
— produrre integralmente le risorse finanziarie (autonomia di entrata);
— amministrare in piena autonomia le risorse disponibili (autonomia di spesa);
— disporre di risorse autonome;
— imporre tributi ed entrate proprie nonché le procedure di riscossione (autonomia impositiva);
— usufruire (nel finanziamento delle proprie attività) anche di compartecipazioni al gettito di tributi erariali, riferiti al loro territorio.
Il legislatore costituzionale, inoltre, per evitare che la concessione di questa ampia autonomia potesse costituire fonte di squilibrio per i territori dalle più ridotte risorse fiscali, ha introdotto un fondo perequativo (art. 119, co. 3 Cost.) ovvero un meccanismo riequilibrativo delle entrate tributarie delle Regioni.
Al di là del dettato costituzionale si segnala che l'art. 3 del D.Lgs. 267/2000 comunque afferma l'autonomia impositiva e finanziaria degli enti locali nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.