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F.A.O.
F.M.I.
F.P.L.D.
Facta concludentia
Factoring
Fallimento
Falsa testimonianza
Falsità materiale e falsità ideologica
Falso
Falsus procurator
Famiglia
Fasce deboli
Fascismo
Fatti notori
Fattispecie
Fatto giuridico
Fatto illecito
Fattura
Favor
Favoreggiamento
Fecondazione artificiale
Fede
Fedecommesso
Fedeltà
Federalismo
Ferie
Fermo
Festività
Festivo
Fictio iuris
Fideiussione
Fido bancario
Fiducia
Figlio
Filiazione
Financial futures
Finanziamento dei partiti
Finestra
Firma
Fiscal drag
Fiscalizzazione degli oneri sociali
Fisco
Fitto
Flagranza
Flessibilità nell’impiego di forza lavoro
Flottante
Foglio di via
Fomazione del passivo
Fondazione
Fondo comune di investimento
Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto
Fondo Monetario Internazionale
Fondo nazionale per le politiche sociali
Fondo patrimoniale
Fondo pensione
Fondo pensioni lavoratori dipendenti
Fondo perequativo
Fondo sostitutivo
Fonti del diritto
Food and Agricultural Organization
Forma del negozio giuridico
Forma di governo
Forma di Stato
Formazione continua
Formazione professionale
Formazioni sociali
Formula esecutiva
Formulari
Foro
Forum
Forza maggiore
Forze armate
Forze di pace dell’O.N.U.
Franchi tiratori
Franchigia
Franchising
Frazionamento
Free-lance
Frode
Frutti
Fumo passivo


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Forma del negozio giuridico (d. civ.)
Per (—) si intende la manifestazione esteriore di un atto.
Nel nostro ordinamento vige il principio della libertà della (—), espressione del principio dell'autonomia contrattuale, che consente al dichiarante di emettere la dichiarazione di volontà nella forma che preferisce.
Talora la (—) scritta è richiesta dalla legge per la prova del negozio, e in tal caso si parla di (—) ad probationem (= ai fini della prova). Quando la forma scritta è imposta ai fini probatori (così come quando è richiesta ad substantiam), il contratto non può essere provato per testimoni o per presunzioni semplici, ma occorre un documento scritto dal quale risulti che una volontà sia stata comunque manifestata (es. art. 1888 c.c.).
In alcuni casi, l'ordinamento subordina la validità del negozio all'uso di una (—) determinata (ad substantiam). La prescrizione di una (—) ad substantiam risponde a una duplice esigenza:
— richiamare l'attenzione del dichiarante sull'importanza dell'atto che compie;
— predisporre una documentazione e dare certezza allo stesso atto.
In questi casi, in genere, la legge richiede:
— un atto pubblico (per attuare la pubblicità);
— o una scrittura privata.
Questa (—) ad substantiam, richiesta per alcuni negozi (e cioè i negozi solenni o formali), rappresenta un onere per il dichiarante che, senza l'osservanza di essa, non può realizzare l'intento negoziale. Infatti, il negozio privo della forma necessaria è nullo.
Le parti possono stabilire la necessità di una (—) particolare per un futuro negozio che dovranno stipulare, e in tale ipotesi si parla di (—) convenzionale. La volontà delle parti di adottare una determinata (—) deve risultare da atto scritto e, salvo che sia espressamente stabilito che la (—) debba essere ad probationem, si presume che essa sia voluta ad substantiam (art. 1352 c.c.). Tale determinazione volontaria, comunque, non è possibile quando è stabilita dalla legge una determinata (—) o una (—) più rigorosa.