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Da mihi fąctum, dąbo tibi iłs
Dacia
Dalmatia
Damnątio ad bestias
Damnątio ad metąlla
Damnatio in ņpus publicum
Damnatio memņrię
Damnņsa herčditas
Dąmnum emčrgens
Damnum infčctum
Dąmnum iniłria dątum
Damnum lčgis Aquilię
Danłbius (o Danłvius)
Dątio ad experičndum, inspicičndum, vendčndum
Datio bonņrum possessiņnis
Datio dņtis
Dątio in solłtum
Datio in solłtum necessaria
Datio iłdicis (vel iudicis nominątio)
Dątio magistrątus
Datio tutņris testamentąria
De cłius
De dģe in diem
De iłre condčndo
De lčgibus
De republica
De scičntia - De veritąte
De tčstibus liber singuląris
De usurpatiņnibus
De vģris illłstribus
De vita Cęsarum
De vita et mņribus M. Catonis Censņris
De vita M. Tulli Ciceronis
Dčbitor
Decemvirąto
Decčmviri
Decčmviri lčgibus scribłndis
Decemviri sacris faciłndis
Decemviri stlģtibus iudicąndis
Decčptor - Decčptus
Decio
Decrčta
Decrčtum
Decretum divi Marci
Decumani
Decłria
Dedicątio
Deditģcii
Dediticii Aeliąni
Dedģtio
Dedłctio coloniąrum
Deductio servitłtis
Dedłctio ususfrłctus
Deductio uxņris in domum marģti
Defčnsor
Defensor civitątis
Defensor plčbis
Defensor pupilli
Deičctum
Delątio
Delatio ab intestąto
Delatio contra tąbulas
Delatio testamentaria
Delatiņnis transmģssio
Delegątio
Delegątio promittčndi
Delegatio solvčndi
Delegątus non pņtest delegąre
Delicta iuris gentium
Delģctum
Delitti contro la religione
Dčmens
Deminłtio cąpitis
Demonstrątio
Demosioi gheorgoi
Denąrius Antoniniąnus
Denąrius aureus
Denarius nummus
Denegątio actiņnis
Denuntiątio
Denuntiątio lģtis
Deportątio in ģnsulam
Depņsitum
Depositum in sequčstrem
Depositum in ęde publica
Depositum irreguląre
Depņsitum miserąbile
Depositum necessąrium
Derelģctio
Desčrtio
Destinątio magistrątuum
Destinątio patris familias
Desuetłdo
Detentio
Detestątio sacrņrum
Detracta rei certę mentione
Dictątor
Dictątor perpčtuus
Didio Severo Giuliano
Dģes
Dies a quo
Dies a quo non computątur in termino, dies ad quem computątur
Dģes ad quem
Dies cčdens
Dies comitiales
Dies domģnicus non est iurģdicus
Dies endotercisi
Dies fasti
Dies interpčllat pro hņmine
Dģes nefasti
Dies včniens
Diffarreątio
Digčsta seu Pandčctę
Diligčntia boni patris familias
Diligentia bonissimi patris familias
Diligentia quam in słis
Diocleziano
Dionigi di Alicarnasso
Diritto
Diritto penale romano
Diritto romano (studio storico del)
Dissčnsus
Divinatio
Divģsio inter lģberos
Divņrtium
Do ut des
Do ut fącias
Dņlus
Dolus bonus
Dolus cąusam dans
Dolus ģncidens
Dolus malus
Dolus pręsens
Dolus semper pręstatur
Domicilium
Dominątus
Domģnica potčstas
Domģnium
Dominium duplex
Domģnium ex iłre Quirģtium
Dņminus negņtii
Dņminus, dominus ex iure Quiritium
Domiziano
Dņmum iłdicis ģngredi
Donątio
Donatio ante nłptias
Donątio mņrtis cąusa
Donątio ob cąusam
Donatio perfčcta
Donatio prņpter nłptias
Donatio sub mņdo
Donatio testamčnto relģcta
Donątum
Doroteo
Dos
Dos adventģcia
Dos profectģcia
Dos receptģcia
Dos ęstimąta
Dotis dątio
Dotis dģctio
Dņtis ęstimątio
Druso, Livio
Dłctio in vģncula
Duello giudiziario
Duņrum vel plłrium in sņlidum domģnium esse non pņtest
Duoviri (duumviri) perduelliņnis
Duoviri iłre dicłndo
Duoviri navales
Duoviri prętņres
Duoviri quinquennąles
Duoviri sącris faciłndis
Duoviri viis extra łrbem purgąndis
Duņviri ędģles
Duplex domģnium
Duplicątio
Dupondii
Dura lex, sed lex
Duę res, vel plłres, sunt in obligatiņne; una ąutem in solutiņne



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Contrąctus [Contratto; cfr. artt. 1321 ss. c.c.]

Il contratto puņ esser definito, con il codice civile vigente, come l’accordo tra due o pił parti per costituire, regolare od estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
La figura del (—) in diritto romano č al centro oggi di discordanti opinioni. Č pacifico che esso fu inquadrato tra le fonti delle obbligazioni e, a seguito della evoluzione giuridica postclassica, nella pił ampia categoria delle conventiņnes [vedi convčntio]. Si discute, tuttavia, se e quando il diritto romano abbia avuto consapevolezza del (—) come strumento generale produttivo di obbligazioni, svincolato dalle singole fattispecie contrattuali di volta in volta conosciute.
La dottrina pił recente ha avuto modo di rilevare che l’affermazione, spesso ripetuta, secondo la quale il diritto romano non elaborņ una nozione generale del contratto, conoscendo soltanto singoli contratti, si mostra insufficiente, dovendosi piuttosto stabilire quando si giunse a concepire l’efficacia vincolante del patto, a prescindere dall’appartenenza alle singole categorie tipiche conosciute. Questa consapevolezza fu senz’altro raggiunta in diritto giustinianeo. Si č anche detto che “il nuovo orientamento del pensiero classico, in opposizione alla regola del iłs civile, aveva gią rinvenuto il fondamento dei contratti di commercio nella convenzione, cioč nella volontą delle parti”. Si ritiene, comunque, certo “che il (—), quale ne fosse il significato, giunse a costituire un autonomo punto di riferimento quando venne giustapposto all’atto illecito tra le fonti dell’obbligazione”; l’accezione negoziale del termine (—) sarebbe accentuata, secondo la stessa dottrina, nella tripartizione gaiana che distingue, oltre al contratto ed al delitto, altri fatti produttivi di obbligazioni.
In diritto giustinianeo, il concetto di (—) si allargņ fino a ricomprendere i rapporti analoghi a quelli contrattuali, tutelati dal diritto pretorio [vedi ius honorąrium], ma respinse tutte le fonti di obbligazioni non riconducibili ad un accordo di volontą.
L’accordo (spesso svalutato, dai giuristi classici) divenne requisito essenziale di tutti i contratti:
— sia che il consenso fosse elemento di per sé sufficiente a creare un vincolo obbligatorio (contratti consčnsu);
— sia che dovesse essere accompagnato da requisiti formali (contratti lģtteris);
— sia che dovesse essere accompagnato da una consegna di cose (contratti re).
Alla suddetta tripartizione corrispondeva la suddivisione tra obbligazioni verbis, litteris o re contractę [vedi obligątio].
Si distingueva altresģ tra:
— contratti a titolo oneroso o gratuito, a seconda che ne derivasse un vantaggio per una o per tutte le parti;
— contratti unilaterali e bilaterali a seconda che da essi nascessero obbligazioni in capo ad una sola o ad entrambe le parti;
— contratti iłris civilis e iuris gentium [vedi ius civile; ius gentium), a seconda che fossero praticabili solo fra Romani o fra Romani e stranieri. Tra i secondi, introdottisi ed affermatisi in Roma attraverso la giurisprudenza del prętor peregrģnus [vedi], rientravano i contratti consensuali di čmptio-vendģtio [vedi], locątio-condłctio [vedi], socģetas [vedi] e mandatum [vedi]).
Secondo un principio generale, valido in diritto romano, in materia contrattuale il contratto non poteva produrre effetti che tra le parti contraenti: ciņ comportava il divieto (o, comunque, l’inefficacia) del contratto a favore di terzi [vedi].


Classificazione generale dei contratti


— obligationes re contractę
(contratti reali) mutuum
fiducia
depositum
commodatum
pignus

— obligationes verbis contractę
(contratti verbali) sponsio
fideiussio
fidepromissio
stipulatio e adstipulatio
dotis dictio
promissio iurata liberti
vadiatura, prędiatura

— obligationes litteris contractę
(contratti letterali) nomina transscripticia et
arcaria

chirographa
syngraphę

— obligationes consensu contractę
(contratti consensuali) emptio-venditio
locatio-conductio
societas
mandatum

— pacta prętoria
(contratti pretori) constitutum debiti
pactum iurisiurandi
recepta

— conventiones sine nomine
(contratti innominati)