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Obligątio
Obligątio ad genus pčrtinens
Obligatio alimentņrum
Obligatio alternativa
Obligątio auctoritątis
Obligatio civģlis
Obligatio consčnsu contrącta
Obligatio cum facultąte solutiņnis
Obligatio divisibilis e indivisibilis
Obligątio ex contrąctu
Obligatio ex variis causąrum figłris
Obligatio facoltativa
Obligatio honorąria
Obligatio in solidum
Obligątio lģtteris contrącta
Obligatio naturąlis
Obligątio non contrącta
Obligatio pro parte
Obligatio prņpter rem
Obligątio quasi ex contrąctu
Obligatio quasi ex delicto
Obligatio re contracta
Obligatio verbis contracta
Obligatiņnes civiles / honorarię
Obligationes consčnsu contractę
Obligationes contractę
Obligationes ex contractu
Obligationes ex delģcto
Obligatiņnes ex malefģcio
Obligationes honorąrię
Obligatiņnes lģtteris contrąctę
Obligationes non contractę
Obligationes quasi ex contractu
Obligationes quasi ex delģcto
Obligatiņnes quasi ex malefģcio
Obligationes re contrąctę
Obligationes verbis contrąctę
Obligątus
Occentątio
Occupątio
October equus
Odoacre
Offģcium pietatis
Ofilio (Aulo)
Olibrio
Omicidio
Onorio
Ņnus probąndi incłmbit ei qui dģcit, non ei qui nčgat
Ņperis nņvi nunciątio
Operę animąlium et servņrum
Opģnio iłris et necessitątis
Optimątes
Ņptio servi
Orątio Claudii de ętąte recuperatņrum et de accusatņribus coėrcčndis
Oratio Marci Aurelii de servis
Oratio prģncipis (in senatu hąbita)
Oratio Sevčri de donatiņnibus inter vģrum et uxņrem
Oratio Severi de tutela
Ņrbus
Ņrdo
Ņrdo equčster
Ordo iłris
Ordo plebčius
Ordo senatņrius
Orģgines
Orģgo
Ornątio
Os frąctum
Oschi o Osci
Ostrogoti
Otone
Ottaviano Augusto



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Dizionario Storico-Giuridico Romano
Contrąctus [Contratto; cfr. artt. 1321 ss. c.c.]

Il contratto puņ esser definito, con il codice civile vigente, come l’accordo tra due o pił parti per costituire, regolare od estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
La figura del (—) in diritto romano č al centro oggi di discordanti opinioni. Č pacifico che esso fu inquadrato tra le fonti delle obbligazioni e, a seguito della evoluzione giuridica postclassica, nella pił ampia categoria delle conventiņnes [vedi convčntio]. Si discute, tuttavia, se e quando il diritto romano abbia avuto consapevolezza del (—) come strumento generale produttivo di obbligazioni, svincolato dalle singole fattispecie contrattuali di volta in volta conosciute.
La dottrina pił recente ha avuto modo di rilevare che l’affermazione, spesso ripetuta, secondo la quale il diritto romano non elaborņ una nozione generale del contratto, conoscendo soltanto singoli contratti, si mostra insufficiente, dovendosi piuttosto stabilire quando si giunse a concepire l’efficacia vincolante del patto, a prescindere dall’appartenenza alle singole categorie tipiche conosciute. Questa consapevolezza fu senz’altro raggiunta in diritto giustinianeo. Si č anche detto che “il nuovo orientamento del pensiero classico, in opposizione alla regola del iłs civile, aveva gią rinvenuto il fondamento dei contratti di commercio nella convenzione, cioč nella volontą delle parti”. Si ritiene, comunque, certo “che il (—), quale ne fosse il significato, giunse a costituire un autonomo punto di riferimento quando venne giustapposto all’atto illecito tra le fonti dell’obbligazione”; l’accezione negoziale del termine (—) sarebbe accentuata, secondo la stessa dottrina, nella tripartizione gaiana che distingue, oltre al contratto ed al delitto, altri fatti produttivi di obbligazioni.
In diritto giustinianeo, il concetto di (—) si allargņ fino a ricomprendere i rapporti analoghi a quelli contrattuali, tutelati dal diritto pretorio [vedi ius honorąrium], ma respinse tutte le fonti di obbligazioni non riconducibili ad un accordo di volontą.
L’accordo (spesso svalutato, dai giuristi classici) divenne requisito essenziale di tutti i contratti:
— sia che il consenso fosse elemento di per sé sufficiente a creare un vincolo obbligatorio (contratti consčnsu);
— sia che dovesse essere accompagnato da requisiti formali (contratti lģtteris);
— sia che dovesse essere accompagnato da una consegna di cose (contratti re).
Alla suddetta tripartizione corrispondeva la suddivisione tra obbligazioni verbis, litteris o re contractę [vedi obligątio].
Si distingueva altresģ tra:
— contratti a titolo oneroso o gratuito, a seconda che ne derivasse un vantaggio per una o per tutte le parti;
— contratti unilaterali e bilaterali a seconda che da essi nascessero obbligazioni in capo ad una sola o ad entrambe le parti;
— contratti iłris civilis e iuris gentium [vedi ius civile; ius gentium), a seconda che fossero praticabili solo fra Romani o fra Romani e stranieri. Tra i secondi, introdottisi ed affermatisi in Roma attraverso la giurisprudenza del prętor peregrģnus [vedi], rientravano i contratti consensuali di čmptio-vendģtio [vedi], locątio-condłctio [vedi], socģetas [vedi] e mandatum [vedi]).
Secondo un principio generale, valido in diritto romano, in materia contrattuale il contratto non poteva produrre effetti che tra le parti contraenti: ciņ comportava il divieto (o, comunque, l’inefficacia) del contratto a favore di terzi [vedi].


Classificazione generale dei contratti


— obligationes re contractę
(contratti reali) mutuum
fiducia
depositum
commodatum
pignus

— obligationes verbis contractę
(contratti verbali) sponsio
fideiussio
fidepromissio
stipulatio e adstipulatio
dotis dictio
promissio iurata liberti
vadiatura, prędiatura

— obligationes litteris contractę
(contratti letterali) nomina transscripticia et
arcaria

chirographa
syngraphę

— obligationes consensu contractę
(contratti consensuali) emptio-venditio
locatio-conductio
societas
mandatum

— pacta prętoria
(contratti pretori) constitutum debiti
pactum iurisiurandi
recepta

— conventiones sine nomine
(contratti innominati)